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Il discorso di Draghi in dieci articoli di OriPo

Tempo di lettura stimato: 6 min.

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Con il discorso pronunciato ieri in Senato da Mario Draghi la crisi di governo volge all’ultimo atto. 262 i sì, 40 i no e 2 gli astenuti: sono questi i numeri della fiducia ottenuta a Palazzo Madama dal governo incaricato. Una fiducia molto ampia, poco al di sotto del record conquistato da Mario Monti dieci anni fa, che dà un segnale di convergenza politica sui temi salienti da affrontare. Sono 53 i minuti dell’intervento del neopremier per illustrare punto per punto i pilastri del suo esecutivo. Come think-tank abbiamo lavorato, soprattutto negli ultimi mesi, su molti di questi temi. Qui ve ne presentiamo dieci, insieme ai relativi passaggi del discorso di Draghi.

Attenzione alle future generazioni

“Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti. Esprimo davanti a voi, che siete i rappresentanti eletti degli italiani, l’auspicio che il desiderio e la necessità di costruire un futuro migliore orientino saggiamente le nostre decisioni. Nella speranza che i giovani italiani che prenderanno il nostro posto, anche qui in questa aula, ci ringrazino per il nostro lavoro e non abbiano di che rimproverarci per il nostro egoismo”.

Il nostro articolo sulle nuove generazioni e il lavoro 👉 NEET e lavoro: come rilanciare una generazione in difficoltà? a cura di Mattia Moretta

Parità di genere

“La mobilitazione di tutte le energie del Paese nel suo rilancio non può prescindere dal coinvolgimento delle donne. […] Una vera parità di genere non significa un farisaico rispetto di quote rosa richieste dalla legge: richiede che siano garantite parità di condizioni competitive tra generi. Intendiamo lavorare in questo senso, puntando a un riequilibrio del gap salariale e un sistema di welfare che permetta alle donne di dedicare alla loro carriera le stesse energie dei loro colleghi uomini, superando la scelta tra famiglia o lavoro. Garantire parità di condizioni competitive significa anche assicurarsi che tutti abbiano eguale accesso alla formazione di quelle competenze chiave che sempre più permetteranno di fare carriera, digitali, tecnologiche e ambientali”.

Il nostro articolo sulla parità di genere nelle materie scientifiche 👉 Donne e materie STEM, un altro tassello della disparità di genere a cura di Giovanni Polli

Scuola

“Non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà. Occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. […] Siamo chiamati disegnare un percorso educativo che combini la necessaria adesione agli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie, e coniugare le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo.
Infine, è necessario investire nella formazione del personale docente per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni”.

Il nostro articolo sugli effetti della chiusura delle scuole 👉 Il “learning loss”: una delle conseguenze della chiusura delle scuole a cura di Giovanni Polli

Formazione tecnica

“Particolare attenzione va riservata agli Istituti tecnici. In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. Senza innovare l’attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate. La globalizzazione, la trasformazione digitale e la transizione ecologica stanno da anni cambiando il mercato del lavoro e richiedono continui adeguamenti nella formazione universitaria”.

Il nostro articolo sullo sviluppo delle competenze tecniche 👉 Skill mismatch: a che punto è il sistema duale italiano a cura di Giovanni Carletti

Ambiente

“Proteggere il futuro dell’ambiente, conciliandolo con il progresso e il benessere sociale, richiede un approccio nuovo: digitalizzazione, agricoltura, salute, energia, aerospazio, cloud computing, scuole ed educazione, protezione dei territori, biodiversità, riscaldamento globale ed effetto serra, sono diverse facce di una sfida poliedrica che vede al centro l’ecosistema in cui si svilupperanno tutte le azioni umane. Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare”.

Il nostro articolo sui numeri dell’inquinamento in Italia 👉 Inquinamento quanto mi costi: l’Italia e il problema emissioni a cura di Sofia Sacco

Investimenti pubblici

“[…] In piena compatibilità con gli indirizzi di sostenibilità e crescita indicati nel Programma nazionale di Ripresa e Resilienza [,] particolare attenzione va posta agli investimenti in manutenzione delle opere e nella tutela del territorio, incoraggiando l’utilizzo di tecniche predittive basate sui più recenti sviluppi in tema di Intelligenza artificiale e tecnologie digitali. Il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti”.

Il nostro articolo sulle smart cities 👉 Dopo la pandemia il futuro delle città è smart a cura di Vittorio Fiaschini

Next Generation EU

“Come si è ripetuto più volte, avremo a disposizione circa 210 miliardi lungo un periodo di sei anni. Queste risorse dovranno essere spese puntando a migliorare il potenziale di crescita della nostra economia. Le Missioni del Programma (Pnrr) potranno essere rimodulate e riaccorpate, ma resteranno quelle enunciate nei precedenti documenti del Governo uscente, ovvero l’innovazione, la digitalizzazione, la competitività e la cultura; la transizione ecologica; le infrastrutture per la mobilità sostenibile; la formazione e la ricerca; l’equità sociale, di genere, generazionale e territoriale; la salute e la relativa filiera produttiva. Dovremo rafforzare il Programma prima di tutto per quanto riguarda gli obiettivi strategici e le riforme che li accompagnano”.

Il nostro articolo sugli investimenti in digitalizzazione 👉 Il Next Generation Eu può essere la svolta nel digitale. Ma l’Italia è pronta? a cura di Nadir Manna

Riforma fiscale

“Una riforma fiscale segna in ogni Paese un passaggio decisivo. Indica priorità, dà certezze, offre opportunità, è l’architrave della politica di bilancio. In questa prospettiva va studiata una revisione profonda dell’Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell’azione di contrasto all’evasione fiscale”.

Il nostro articolo sulla diseguaglianza a livello di tassazione  👉 L’Italia ha un problema con le diseguaglianze a cura di Sveva Manfredi e Riccardo Romano Boiani

Riforma della giustizia

“Nel campo della giustizia le azioni da svolgere sono principalmente quelle che si collocano all’interno del contesto e delle aspettative dell’Unione europea. […] Aumentare l’efficienza del sistema giudiziario civile, attuando e favorendo l’applicazione dei decreti di riforma in materia di insolvenza, garantendo un funzionamento più efficiente dei tribunali, favorendo lo smaltimento dell’arretrato e una migliore gestione dei carichi di lavoro, adottando norme procedurali più semplici, coprendo i posti vacanti del personale amministrativo, riducendo le differenze che sussistono nella gestione dei casi da tribunale a tribunale e infine favorendo la repressione della corruzione”.

Il nostro articolo sulla giustizia italiana 👉 Così l’Italia ha distrutto la sua giustizia civile a cura di Riccardo Romano Boiani

Migrazioni

“Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati”.

Il nostro articolo sulle politiche immigratorie europee 👉 Un annuncio non fa solidarietà, sull’immigrazione l’Ue resta divisa a cura di Pierfrancesco Albanese

Redazione
Orizzonti Politici è un think tank di studenti e giovani professionisti che condividono la passione per la politica e l’economia. Il nostro desiderio è quello di trasmettere le conoscenze apprese sui banchi universitari e in ambito professionale, per contribuire al processo di costruzione dell’opinione pubblica e di policy-making nel nostro Paese.

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