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Eurobarometro: l’opinione dei cittadini UE

All’alba dell’anniversario della guerra in Ucraina, in un’Europa che si sta lentamente riprendendo dagli anni definiti dalla pandemia da COVID-19 e dai suoi gravi effetti sull’economia, i cittadini ribadiscono il loro sostegno nei confronti delle istituzioni e nella modalità con cui esse hanno perseguito i propri obiettivi in materia di tutela di interessi e diritti dei cittadini.

Contesto geopolitico: facciamo un punto

Era il 24 febbraio 2022 quando la Federazione Russa dava il via ad una ingiustificata aggressione su larga scala nei confronti della nazione ucraina. Oggi come allora, in assenza di una dichiarazione relativamente alla conclusione del conflitto, la situazione geopolitica europea ed internazionale continua ad essere caratterizzata da evidenti tensioni, in particolare in materia di difesa militare e di dipendenza dalle materie prime. Non è corretto considerare l’invasione meramente come un attacco ad un Paese sovrano che si batte per la salvaguardia dei propri diritti e della democrazia; si tratta infatti della più grande sfida all’ordine di sicurezza europeo dalla fine della Seconda guerra mondiale.

In ambito di sicurezza energetica, nonostante le sfide, l’Unione Europea (UE) è riuscita ad assicurarsi energia sufficiente per l’inverno, principalmente grazie al piano REPowerEU che ha contribuito a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi. 

La Banca Centrale Europea (BCE) è stata costretta a mantenere la sua politica monetaria restrittiva, nonostante l’inflazione sia diminuita. Le recenti decisioni hanno infatti come obiettivo quello di continuare ad alzare i tassi di riferimento della BCE ad un ritmo costante, per assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2% nel medio termine.

Inoltre, l’amministrazione di Giorgia Meloni ha concluso i suoi primi cento giorni di governo, e continua a dominare nei sondaggi, anche se leggermente in calo con l’avvento di Schlein come segretaria del Partito Democratico.

Cos’è l’Eurobarometro

L’Eurobarometro è il principale strumento di sondaggio regolarmente utilizzato da istituzioni come Parlamento Europeo e Commissione Europea, nell’intento di monitorare lo stato dell’opinione pubblica in Europa su questioni di natura politica o sociale.

Il progetto ‘Eurobarometro’ è stato attuato per la prima volta nel 1974 all’interno della Commissione Europea, concepito come un mezzo per “rivelare agli europei se stessi”. Nel corso degli anni lo scopo del sondaggio si è ampliato, fino a comprendere a volte argomenti molto specifici e diventando uno strumento fondamentale per diverse istituzioni e agenzie all’interno dell’UE.

La combinazione tra l’ampia gamma di argomenti trattati in modo costante nel tempo, la regolarità delle pubblicazioni e la copertura geografica, rende l’Eurobarometro una fonte unica di conoscenza e informazione nell’Unione europea.

In totale, per questo sondaggio sono state effettuate 37.803 interviste a cittadini appartenenti a tutti i 27 Stati membri. I dati concernenti il campione italiano sono stati raccolti nel periodo tra il 12 e il 26 gennaio 2023 su una totalità di 1.026 cittadini italiani. L’Eurobarometro presentato in questo articolo è di natura standard e, in quanto tale, si concentra sul monitoraggio delle tendenze chiave relative all’UE nel suo complesso, alle priorità della Commissione e agli eventi sociopolitici contemporanei.

Guerra in Ucraina: le opinioni dei cittadini europei

In primo luogo, la Commissione ha ritenuto opportuno analizzare l’opinione dei cittadini e le misure adottate dall’Europa relativamente all’invasione russa in Ucraina dello scorso anno. 

L’esito riporta una promettente notizia, dal momento in cui rileva una maggioranza assoluta dei cittadini come soddisfatta delle risposte dell’UE e dei Governi nazionali (per entrambi, attorno al 55%). Approfondendo questa percentuale, nell’ambito dei sostegni umanitari, sia tramite l’invio di risorse, che tramite il processo di accoglienza dei rifugiati, un cittadino su nove risulta estremamente favorevole. Fornire sostegno umanitario alle persone colpite dalla guerra è l’azione dell’UE con il più alto livello di consenso in 24 Stati membri, e anche i dati italiani risultano coerenti con queste percentuali.

Infine, quasi due terzi dei cittadini (65%) sono d’accordo con il finanziamento dell’acquisto e della fornitura di attrezzature militari all’Ucraina.

Percezione dell’economia europea

La percezione dell’andamento dell’economia europea è rimasta per lo più invariata nell’ultimo anno, con un 40% ‘ottimista’ e un 51% ‘pessimista’ (le percentuali sono calcolate al netto della popolazione astenuta, che in questo caso ammonta al 9%). Stessa proporzione di percentuali si può ricondurre alla percezione dell’andamento nazionale dell’economia.

Nonostante questi dati, è fondamentale tenere in considerazione come la percezione dell’andamento dell’economia vari notevolmente tra gli Stati membri dell’UE. Le impressioni dei cittadini italiani sono prevalentemente pessimistiche, raggiungendo un valore pari al 78% relativamente alla considerazione dell’attuale stato dell’economia come ‘negativo’.

Nonostante ciò, coloro che prevedono un miglioramento sono più numerosi rispetto ai pessimisti. La sfida prioritaria a cui sia l’Italia che in generale l’Europa dovranno far fronte per poter assecondare queste aspettative di miglioramento riguarda l’aumento dell’inflazione, causata in gran parte da un’impennata dei prezzi dell’energia.

 

Com’è prevista la situazione economica in UE nei prossimi 12 mesi

Italiani, Unione Europea e futuro

La fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni è l’elemento chiave per il funzionamento della democrazia. In altre parole, il livello di sicurezza che i cittadini percepiscono nelle istituzioni è una misura intuitiva della congruenza tra le loro preferenze e le politiche implementate. Generalmente, gli organi che godono di un ampio sostegno da parte della popolazione, beneficiano anche di un maggior grado di legittimità e di efficacia politica.

Recenti ricerche hanno illustrato come i cittadini utilizzino il loro contesto politico nazionale come riferimento per valutare l’Unione Europea, le sue politiche e le sue istituzioni. Di conseguenza, il sostegno dei cittadini relativamente ai propri governi può essere considerato un dato deducibile dai sondaggi svolti a livello europeo.

Negli ultimi anni si è assistito ad un calo della fiducia nelle istituzioni politiche di molti Paesi. Tendenza che, il più delle volte, crisi e sconvolgimenti in ambito geopolitico possono solo che esacerbare. Nonostante ciò, i dati relativi all’ultimo Eurobarometro dimostrano che la fiducia degli italiani nelle istituzioni europee è aumentata leggermente (vedendo il Parlamento Europeo come l’istituzione più apprezzata, con una valutazione positiva sul 53% degli intervistati).

Nonostante i positivi riscontri di questi dati, nel corso degli anni sono sempre meno i cittadini, in particolare gli italiani, che ritengono che la loro opinione conti all’interno dell’UE. Sale infatti da 61% a 64% la percentuale di italiani che reputa di non avere alcuna voce in capitolo nei processi decisionali a livello europeo.

Una motivazione potrebbe sicuramente essere l’aggravato divario tra la partecipazione e la rappresentanza dei giovani nei dibattiti a livello europeo, tanto quanto la scarsa presa in considerazione delle minoranze etniche. L’Europa è un contesto in cui vivono in modo armonioso tante identità e culture diverse. Il compito dei governi e delle istituzioni che godono di legittimità a livello sovranazionale è quello di adottare le accortezze necessarie per garantire i diritti fondamentali anche in termini di integrazione e autonomia culturale. Aspetto di cui si fa esplicito riferimento nel Trattato di Lisbona, ponendosi l’obiettivo di rispettare “la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e a vigilare sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo” (articolo 3 del Trattato dell’Unione europea).

Solo la promozione più mirata di relazioni trasparenti ed etiche tra le istituzioni europee e i leader politici europei da un lato, e la società civile e le associazioni rappresentative dall’altro, potrebbe svolgere un ruolo chiave nel dialogo aperto e pluralista su cui si basa un sistema democratico come quello dell’UE.

Ciò riuscirebbe ad orientare la società verso un contesto in cui i cittadini sono responsabilizzati ed incoraggiati a ricoprire il loro legittimo ruolo di cittadini europei. 

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