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Un viaggio nell’estrema destra statunitense

Tempo di lettura stimato: 7 min.

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In un precedente articolo si era già discusso della polarizzazione politica che si sta attuando negli Stati Uniti da decenni, soprattutto a partire dalla Presidenza Reagan negli anni ’80. Quanto visto a Capitol Hill il 6 gennaio – le folle che hanno invaso il Campidoglio per la Save America March fomentate dall’ex Presidente Donald Trump per ribaltare l’esito delle elezioni presidenziali – è il culmine di un processo di radicalizzazione politica che negli Stati Uniti è ormai una realtà. A riempire le file dei manifestanti erano presenti numerose organizzazioni paramilitari e milizie afferenti all’universo dell’alt-right statunitense, termine ombrello coniato per definire i gruppi di estrema destra, tra cui organizzazioni come Boogaloo, i Proud Boys, Qanon. La proliferazione di movimenti di destra radicale in tutto il territorio statunitense è aumentata esponenzialmente dal 2000 ad oggi, come riporta Spcl (Southern Poverty Law Center), un’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di monitoraggio dei diritti umani e di reportistica dei fenomeni di odio e razzismo. Ad oggi, secondo Spcl, sono presenti negli Stati Uniti 838 gruppi d’odio e 125 movimenti suprematisti, la cui età media si attesta sui 20-35 anni, composti quasi unicamente da uomini. Tuttavia, il dato che colpisce ancora di più nell’analisi del tentato colpo di stato a Capitol Hill è che i manifestanti non erano solo miliziani, ma che una consistente fetta di loro erano persone “normali”, appartenenti alla classe media (medici, avvocati, proprietari di negozi), con un’età media di 40 anni, e con una buona fetta di imprenditori e colletti bianchi (circa il 40%).

L’universo dell’estrema destra 

La galassia dell’estrema destra statunitense è tutt’altro che omogenea: le differenze tra i principali movimenti, come gli Oath Keepers, i Proud Boys o i Three Percenters, ci sono. Oath Keepers, ad esempio, è un movimento che ha come scopo la difesa della Costituzione e che ad oggi è la più grande organizzazione di estrema destra negli Stati Uniti: dichiara infatti di avere più di 30mila affiliati. Nella realtà, è un’organizzazione che diffonde teorie cospirazioniste e che si organizza su tutto il territorio per difendere le libertà degli americani dai soprusi del Governo Federale. Fondato da Stewart Rhodes, un ex paracadutista dell’esercito americano, subito dopo l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca come Presidente degli Stati Uniti nel 2009, il movimento ha reclutato negli anni diversi reduci di guerra, poliziotti e membri delle forze dell’ordine, e si caratterizza per una visione militarista della società. 

Una visione che la contrappone ad un altro movimento di estrema destra, i Boogaloo Bois – termine le cui origini rimangono sconosciute, ma che si presume derivi da Breakin’ 2: Electric Boogaloo, un film americano del 1984. I Boogaloo Bois, a differenza degli altri gruppi radicali, odiano le forze dell’ordine: durante le proteste dell’anno scorso per la morte di George Floyd, alcuni di loro sono scesi in piazza insieme ai Black Lives Matter. Il movimento è nato quasi per gioco su internet, su siti come 4chan, 8chan, Parler – siti dove spesso si aggregano community di estrema destra – in seguito ad una cosiddetta memewawe (un’ondata di meme) a sfondo razzista e militarista. I Boogaloo Bois sono un gruppo piuttosto particolare: amano i meme, indossano camicie hawaiane e utilizzano un linguaggio in codice fra adepti. Nonostante la goliardia, il movimento si è reso protagonista negli anni dell’uccisione di alcuni ufficiali di polizia, vandalismo e pianificazioni di sequestri di persona, come quello della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer. Si definiscono accelerazionisti, una filosofia ricorrente anche in molti movimenti di estrema sinistra, poiché puntano al collasso della società per crearne una nuova.

Altri gruppi sono i famosi Proud Boys, i suprematisti bianchi che Trump aveva difeso durante il dibattito presidenziale contro Joe Biden con il famoso “stand back, stand by”, il gruppo neonazista The Base, nato per difendere la civiltà occidentale e che si ispira direttamente ad Hitler, o Qanon, l’organizzazione che diffonde la teoria per cui i democratici sono satanisti pedofili del Deep State, lo Stato profondo che controlla segretamente gli Stati Uniti. Movimenti diversi ma con tratto in comune: l’ostilità verso il Governo Federale – se in carica ci sono i democratici – o in generale verso i democratici e tutti i movimenti della sinistra americana. Quello che accomuna questa vasta rete di milizie e associazioni è la convinzione di voler preservare la società americana dalle teorie gender, dalla “sostituzione etnica” dovuta all’immigrazione e dalla tirannia di Washington

L’impatto sulla società americana

Le immagini di Capitol Hill sono state il culmine di un processo di polarizzazione politica che negli Stati Uniti ha ormai diviso il Paese. Non solo milizie estremiste, ma una buona fetta dell’elettorato conservatore ha abbracciato negli anni teorie più radicali, per via anche di una normalizzazione che è arrivata dai media conservatori come Fox News. Attraverso il fenomeno della Finestra di Overton, posizioni sempre più estreme da parte dei commentatori della Fox come Tucker Carlson, che è diventato l’idolo dei suprematisti bianchi, o Sean Hannity, uno dei principali supporter di Trump, sono diventate parte integrante del dibattito pubblico americano. Questo fenomeno è esploso con Trump, e ha spostato l’asse del partito repubblicano sempre più a destra, legittimando molti dei movimenti di estrema destra che fino a qualche anno fa venivano marginalizzati. Chi ha provato a riportare il Gop – Grand Old Party, altro modo per indicare il partito repubblicano – su posizioni moderate è stato surclassato dai sostenitori di Trump, con un elettorato la cui stragrande maggioranza ancora rimane dalla parte dell’ex Presidente

L’estremizzazione del partito repubblicano e i legami con le organizzazioni di destra radicale si sono visti, ad esempio, con l’elezione della deputata Marjorie Taylor Greene alla Camera: sostenitrice dichiarata della teoria Qanon (poi rinnegata), e di molte altre teorie cospirazioniste sui piani per l’immigrazione clandestina o sui crimini di Hillary Clinton. Per affermazioni come quella su Qanon, e altre sui complotti legati alla messa in scena dell’attentato alle Torri Gemelle o delle sparatorie nelle scuole, è stata sospesa dalle Commissioni sul Budget e sull’Educazione. Greene e altre figure repubblicane come Lauren Boebert, Paul Gasor e Andy Biggs si sono fatte fotografare in più occasioni con membri delle milizie di estrema destra. In alcuni casi le milizie si sono addirittura occupate di gestire la sicurezza dei loro eventi pubblici. 

I legami con le forze dell’ordine

Il fenomeno è pericolosamente aggravato dalle numerose infiltrazioni nelle forze di sicurezza (polizia, Fbi, esercito etc..) da parte dei movimenti di destra radicale. Un rapporto sui legami tra forze dell’ordine e l’estrema destra statunitense mostra come nelle ultime due decadi le infiltrazioni della destra radicale siano aumentate esponenzialmente in ogni Stato americano. Michael German, un ex agente speciale dell’Fbi che ha scritto molto sulla minaccia del terrorismo di destra estrema, ha riportato numerosi casi di poliziotti che hanno esposto simboli direttamente riconducibili alle milizie estremiste. Per l’attacco a Capitol Hill sono stati indagati o direttamente arrestati più di 30 agenti di sicurezza. Tra le organizzazioni presenti alla Save America March c’era The Thin Blue Line – la sottile linea blu, che simboleggia la polizia che impedisce alla società di finire nel caos – un movimento paramilitare che ha come scopo la tutela delle forze dell’ordine. 

La nuova emergenza nazionale è il terrorismo domestico

Mentre le frange dell’estrema destra statunitense si infiltrano nelle forze dell’ordine, il principale problema di sicurezza interna negli Stati Uniti, di gran lunga superiore a quello di matrice islamica, è diventato il terrorismo domestico di destra radicale. Uno studio pubblicato nel 2012 dal Combating Terrorism Center di West Point fa risalire al 2007 l’inizio dell’escalation del terrorismo motivato da odio razziale negli Stati Uniti e in generale, secondo l’Fbi, tra il 2008 e il 2018 il 73% degli omicidi ideologicamente motivati in America sono stati commessi da esponenti di estrema destra, a fronte del 23% riconducibile al terrorismo islamista.

Nonostante ciò, nello stesso periodo l’agenzia governativa di polizia federale ha destinato l’80% delle sue risorse alla lotta contro il terrorismo internazionale e il restante 30% per occuparsi di quello domestico. Dall’elezione di Obama nel 2008, dopo un periodo di pausa dovuto alla massiccia focalizzazione mediatica sul terrorismo islamico, i movimenti di estrema destra statunitensi si sono moltiplicati. L’Fbi aveva lanciato l’allarme più di 10 anni fa, ma nonostante l’incremento della violenza e le stragi commesse, come quella di Kyle Rittenhouse a Charlotsville nel 2017 e quella a El Paso in Texas nel 2019, gli americani non sembrano percepire il terrorismo domestico come un’emergenza nazionale.

Sebbene ci siano differenze tra i gruppi nell’estrema destra statunitense, il leitmotiv è lo stesso: we are the people. Il popolo contro le èlite, in difesa delle libertà dei cittadini (non immigrati). Non è un caso il fatto che la presenza dei miliziani alle manifestazioni non sia solo in ragione di protesta, ma per la difesa dei manifestanti più deboli, come gli anziani o i bambini, nel nome di un senso di comunità che vuole preservare il proprio retaggio culturale. Le parole di Jack Angeli, il famoso sciamano con le corna fotografato dentro il Congresso durante il tentato colpo di stato a Capitol, rivolte al giornalista Tik Root, racchiudono perfettamente questo concetto: “Siamo noi, il popolo, i padroni. E l’altro giorno siamo semplicemente andati a fare un’ispezione [al Congresso] per vedere se stessero lavorando”.

Massimiliano Garavallihttps://orizzontipolitici.it
Classe ’97, ma con le occhiaie da quarantenne. Fondatore del blog culturale Sistema Critico, scrivo di politica e filosofia, e nel mezzo qualche poesia. Mi sono laureato con double degree in Economia e Management ad Urbino ed in European Economic Studies a Bamberg, Germania. Mi piace pensare che ogni nostro piccolo pensiero sia una spinta per qualcuno a cambiare.

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