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Tra privato e realtà: come funziona la sanità in America

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Il Coronavirus ha messo in ginocchio i sistemi sanitari di tutto il mondo: interi ospedali sono sovraffollati, spesso carenti in fondi e personale. Negli Stati Uniti d’America le ultime settimane sono state segnate da nuovi picchi di casi e decessi. Il 16 dicembre sono state ben 3.611 le vittime, record assoluto nel Paese da inizio pandemia. Gli USA, noti per il loro sistema sanitario privato, svolgono un ruolo fondamentale nella lotta al Coronavirus, vista la loro influenza economica e politica a livello globale. Come funziona la sanità in America?

La privatizzazione

Gli Stati Uniti d’America appartengono alla compagine delle nazioni industrializzate a non aver mai sviluppato una copertura sanitaria universale. Questo è causa di un forte dibattito in America, dove abbondano movimenti che a gran voce richiedono una copertura universale garantita dal settore pubblico (come l’Apha, l’American Public Health Association, che propone numerosi trattamenti sanitari volti a incoraggiare l’adozione, da parte del governo, di provvedimenti normativi in materia di sanità pubblica; o come il Phnp, Physicians for a National Health Program, che promuove un’assicurazione sanitaria nazionale universale, a pagamento unico). Negli States infatti non ci sono tasse, come in Italia, a sostegno di un sistema sanitario universale: ciò si traduce, in altri termini, in una spesa per la cura della propria persona interamente a carico del cittadino. Egli può curarsi soltanto se in precedenza ha stipulato una copertura assicurativa (simile a quelle stipulabili per le autovetture) o ha i soldi sufficienti per far fronte alla visita, all’operazione o al ricovero.

La rivoluzione targata Obama

Si stima che oggi circa l’80% dei cittadini americani disponga di una copertura assicurativa privata; di questi, circa il 60% riceve tale assicurazione grazie alla copertura fornita per legge dai datori di lavoro. A tal proposito, è del 2010 una delle più importanti riforme della storia del sistema sanitario americano: l’Obamacare. Grazie a questa riforma, il sistema sanitario tutela 32 milioni di cittadini in più, con maggiori incentivi fiscali ad acquistare polizze sanitarie.

Inoltre, le compagnie assicurative non possono più negare di stipulare assicurazioni ai cittadini gravemente malati. Questi, d’altro canto, possono addirittura incorrere in sanzioni nel caso di mancato acquisto di polizze sanitarie. Ma soprattutto, i datori di lavoro con più di 50 dipendenti devono contribuire alle spese dei loro impiegati relative all’acquisto delle assicurazioni. In più, l’ex presidente Obama ha ampliato la copertura del Medicaid, uno dei due programmi sanitari pubblici insieme a Medicare.

Il Medicaid

Il Medicaid è un programma federale sanitario a sostegno degli individui e delle famiglie a basso reddito. Sostiene i costi per l’assicurazione sanitaria, coprendone una porzione più o meno elevata a seconda del reddito dichiarato. Nonostante il programma sia finanziato dal governo federale, sono i singoli stati che lo gestiscono. Sebbene l’adesione al programma sia volontaria, ormai tutti i 50 stati americani hanno adottato questo intervento – l’ultimo stato in ordine cronologico è stato l’Arizona nel 1982.

Il Medicare

Il Medicare, diversamente, è un programma di assicurazione medica garantito dal governo che tutela e copre gli over 65 e i disabili, indipendentemente dal reddito dichiarato. Finanziato da datori di lavoro e lavoratori, questo “obbliga” i cittadini – attraverso pesanti penali – ad iscriversi ad una parte A (assicurazione ospedaliera) e ad una parte B (assicurazione medica). Nato nel 1965 sotto l’amministrazione dell’ex presidente americano Lyndon Johnson, ha subito diversi cambiamenti negli anni. Dal 1972, il programma copre anche spese per la terapia del linguaggio e la chiropratica. Dal 1984, sono garantite anche prestazioni di assistenza ospedaliera a beneficio dei cittadini più anziani.

E’ costoso essere curati in America?

I costi di un sistema sanitario quasi interamente privato non possono che essere decisamente elevati, qui alcuni esempi:

angioplastica: circa $32.000;

screening sanitario di base: dai $59 ai $69 (in base al luogo in cui lo si sostiene);

visita di assistenza primaria: circa $160;

ambulanza: $2.312,76, più $55,17 per miglio (cifre nello stato della California);

visita al pronto soccorso: circa $1.389.

Ci si può curare senza assicurazione?

Per quanto il metodo americano sia stato spesso definito come brutale, va chiarito che essere privi di assicurazione medica non è sinonimo di mancanza totale di cure. Chiunque può, in casi d’emergenza, ricevere cure mediche presso un ospedale o presso lo studio di un medico, anche senza avere un’assicurazione con sé. Tuttavia, il rischio è quello di incorrere in lunghe attese e/o subordinazioni rispetto agli assicurati.

Questo sistema funziona?

In California, roccaforte democratica, lo Stato paga l’assicurazione a chi guadagna meno di 17mila dollari e alle famiglie che guadagnano meno di 50mila dollari l’anno. Il sistema sanitario del Texas (stronghold repubblicano) invece, è stato classificato dal Commonwealth Fund come il terzo peggiore della nazione. Lo Stato risulta agli ultimi posti anche in materia di accesso alle cure sanitarie, qualità e costo degli ospedali. Le principali cause sono una politica sociale di forte stampo liberista, tipicamente repubblicana, un elevato tasso di povertà tra le fasce più deboli della popolazione e la massiccia immigrazione clandestina soprattutto dal Messico. Nel maggio 2006 il Texas ha avviato pertanto il programma code red (codice rosso) in risposta ad una segnalazione che suggeriva come la popolazione senza adeguata assicurazione sanitaria rappresentasse il 25,1% dei texani, il numero più alto negli USA. 

I dati

Stando ai dati, sia il numero di ospedali per ogni milione di persone sia il numero di posti letto ogni mille persone diminuiscono da circa vent’anni. Ma effettivamente, quanti sono gli ospedali per ogni stato americano? Questo numero varia ampiamente muovendosi da stato a stato, come mostra la mappa sottostante.

Infine, un occhio a quanto ha inciso negli anni la spesa sanitaria negli States in rapporto al PIL, facendo un confronto con la stessa percentuale italiana. Da sottolineare l’evidente incremento della spesa sanitaria americana nel 2014, anno in cui è entrato in vigore l’ObamaCare.

Alla prova del Covid-19

Il 6 marzo 2020 Donald Trump ha firmato la prima mossa del governo degli Stati Uniti per rinvigorire la sanità americana alla prova del Covid-19. L’atto, il Coronavirus Preparedness and Response Supplemental Appropriations Actfinanzia il sistema sanitario nazionale per 8,3 miliardi di dollari. Trump è rimasto sorpreso per l’iter parlamentare che ha portato all’approvazione della misura, conclusosi in due settimane triplicando i fondi inizialmente previsti. A margine della firma il presidente ha affermato: “So we’re signing the $8.3 billion. I asked for 2.5 and I got 8.3, and I’ll take it.” Ho chiesto 2,5 miliardi e me ne sono arrivati 8,3. Li prendo.

L’atto firmato dal tycoon ha avuto il merito di coprire le spese sanitarie di coloro che venivano curati dal Covid-19 senza avere copertura sanitaria. Tuttavia, il sistema sanitario americano è rimasto sotto stress durante tutta la pandemia, non potendo godere della pausa estiva che il virus ha concesso agli alleati europei. La crisi, dunque, sta lasciando un segno indelebile sulla sanità americana. Ora sono in molti a chiedersi se e come, dopo la pandemia, cambierà il sistema sanitario americano.

Mattia Moretta
Italiano, prima di tutto. Nato in un posto in riva al mare d’Abruzzo, vivo dal 2000. Studio Economia e Management in Bocconi. In OriPo ho trovato lo strumento migliore per esprimere la mia passione per la politica. Tre punti di riferimento: la libertà, il mare e la musica. P.S. I capelli grigi sono naturali.

1 commento

  1. Articolo molto esaustivo. A tal proposito sarebbe interessante fare un’analisi per capire se in Italia, nell’ambito della sanità privata, con le sue strutture e il suo personale, c’è stata o meno una migliore risposta all’emergenza provocata dal covid19 rispetto alla sanità pubblica. In questo periodo di contingenza non è stato possibile né appurare i posti di terapia intensiva presenti nelle strutture private, né quantificare il personale altamente qualificato (scienziati, professori ecc.) in organico presso le strutture private. In poche parole non si è capito se le strutture private hanno avuto un ruolo nella fase di emergenza causata dal virus covid19.

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