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La digitalizzazione per un’Italia a misura di Gen Z

Tempo di lettura stimato: 3 min.

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Riassumiamo qui i contenuti trattati nel documento “Italia a misura di Gen Z” a cura del think tank Orizzonti Politici. Il lavoro, diviso in tre macroaree (digitalizzazione, infrastrutture e formazione e lavoro), avanza proposte di
policy incentrate sulle esigenze di lungo termine della generazione Z, suggerendo interventi
specifici sui problemi strutturali del Paese, al fine di renderlo il più coeso ed inclusivo possibile. Per una visione integrale delle analisi di contesto e delle proposte di policy si rimanda al documento completo.

DIGITALIZZAZIONE

In questa sezione si mette in primo piano tutto ciò che concerne la transizione digitale della pubblica amministrazione, del tessuto produttivo del Paese e dell’istruzione. Un’Italia che permetta ai propri giovani di esprimersi al meglio delle proprie possibilità deve fondarsi su una PA semplice e flessibile, su un sistema produttivo in grado di innovarsi e su un’istruzione che prepari le nuove generazioni al mondo digitale.

Contesto

Pubblica Amministrazione:

  • La PA fa attualmente affidamento su procedure e sistemi di back-end eterogenei, che
    non permettono una efficace comunicazione e trasmissione dei dati tra diversi livelli
    amministrativi e territoriali;
  • In Europa, l’Italia si posiziona al 25esimo posto su 28 Paesi per la competitività del sistema digitale implementato nell’ambito della Pubblica Amministrazione (PA);
  • La pandemia da Covid-19 ha rappresentato un incentivo anche per la PA a muoversi verso una più completa digitalizzazione;
  • Nonostante i recenti miglioramenti, solo il 41,8% degli italiani dichiara di conoscere l’identità digitale SPID, strumento fondamentale per la digitalizzazione dei servizi della PA.

Piccole e medie imprese:

  • L’Italia conta circa 206.000 Pmi, che contribuiscono al 41% del fatturato su scala
    nazionale;
  • Soltanto una Pmi su quattro può essere considerata matura dal punto di vista digitale, ossia in possesso di quelle tecnologie e quelle competenze necessarie alla transizione
    digitale;
  • È in costante crescita dell’utilizzo della rete e delle piattaforme in Italia, anche per
    quanto riguarda le ricerche online pre-acquisto (dall’86% nel 2019 all’87% nel 2020) e
    l’acquisto effettivo di prodotti da qualsiasi device (dal 75% nel 2019 al 77% nel 2020);
  • Per quanto riguarda il livello di utilizzo e efficienza delle infrastrutture digitali, la
    situazione italiana si presenta alquanto disomogenea, anche tra territori molto vicini e
    all’interno delle stesse filiere produttive.

Istruzione e formazione digitale:

  • Da qui al 2025 ci saranno 2,3 milioni di posti di lavoro vacanti per laureati in ingegneria,
    informatica e scienze matematiche in UE;
  • Il 24% dei nuovi posti di lavoro che si creeranno entro il 2023 saranno nell’IT (30% per esperti in AI e Big data, 41% per ingegneri informatici, 17% per sviluppatori di software e coding, 12% per professionisti dell’Internet of Things ed esperti di comunicazione digitale ed e-commerce);
  • I diplomati sono sempre più coscienti dell’importanza delle discipline STEM, ma le lauree
    in Informatica e Tecnologie restano ultime per numero di iscritti;
  • La “fuga dei cervelli” ha un costo in Italia di circa 14 miliardi di euro all’anno, equivalente a un punto percentuale di Pil e degli 80mila italiani che se ne vanno all’estero ogni anno, 25mila sono laureati e principalmente in materie Stem.

Proposte di policy

Per poter garantire un servizio efficiente ai cittadini, la pubblica amministrazione dovrebbe (1) semplificare i propri processi, sia amministrativi che digitali, e perseguire un obiettivo di
interoperabilità che migliori la comunicazione, la gestione e la conservazione dei dati dei cittadini; tale strategia dovrebbe essere fondata su un unico sistema di governance e un unico sistema di regole. Inoltre, la PA dovrebbe (2) impostare le proprie relazioni con i cittadini su poche tipologie di strumenti, chiari e ben pubblicizzati.

Per promuovere la transizione digitale del tessuto produttivo italiano, è necessario un agevole accesso alle risorse e alle competenze per le Pmi. Una soluzione potrebbe essere (1) una piattaforma digitale che permetta alle Pmi di accedere ai bandi e ai finanziamenti statali ed europei per il processo di digitalizzazione, oltre che di interfacciarsi con aziende e
istituzioni che possano fornire le competenze e i servizi necessari per il corretto utilizzo di tali risorse.

Infine, per la promozione delle carriere in ambito informatico e tecnologico, oltre al rafforzamento delle competenze informatiche e digitali dei giovani a partire dalla scuola primaria, sono necessarie (1) una strategia nazionale tesa a incentivare il proseguimento degli studi nel settore e (2) la creazione di un canale di dialogo tra laureati e aziende, in vista di un proficuo inserimento di tecnici e informatici nel mondo del lavoro italiano, prevenendo la cosiddetta “fuga dei cervelli”.

Scarica il Policy Paper

Redazione
Orizzonti Politici è un think tank di studenti e giovani professionisti che condividono la passione per la politica e l’economia. Il nostro desiderio è quello di trasmettere le conoscenze apprese sui banchi universitari e in ambito professionale, per contribuire al processo di costruzione dell’opinione pubblica e di policy-making nel nostro Paese.

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