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Internet e politica: i meme come mezzo d’espressione della Gen Z

idea di politica e meme

Dagli anni ’90 in poi, Internet è diventata una parte rilevante della sfera pubblica tanto quanto di quella privata, ma è nell’ultimo decennio in particolare che le due generazioni più recenti, Millenials e Gen Z, usano Internet per organizzare e promuovere azioni collettive al fine di esprimere preoccupazioni e proposte politiche, sociali ed economiche.

meme governo cinese
Meme virale che vuole criticare la censura cinese, spesso violenta, su forme di pensiero diverse da quelle in linea con il governo centrale

Le giovani generazioni si sono appropriate di alcuni prodotti di Internet, come i meme, per portare avanti le loro idee, e così facendo hanno indotto questi strumenti a svolgere molteplici funzioni rispetto al banale ruolo di intrattenimento. Dall’educazione politica alla costruzione di una coscienza politica nei giovani, dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica su temi delicati alla creazione di comunità di azione intorno a un argomento specifico, Internet in mano ai giovani ha prodotto risultati stupefacenti, evidenti da alcuni eventi di particolare rilievo come la mobilitazione di massa durante le proteste pro-democrazia a Hong Kong e la recente cronaca della guerra in Ucraina.

Mobilitazione politica attraverso lo schermo

La politica non può esistere senza la comunicazione, e oggi la comunicazione non può esistere senza i social media e le piattaforme digitali. In passato, il dibattito pubblico sull’economia, la politica e la società si svolgeva tra le righe dei giornali. Allo stesso modo, la gente è stata chiamata all’azione collettiva attraverso migliaia di opuscoli e volantini circolanti per le strade e talvolta lanciati dagli aerei, come nel caso della “Conquista di Fiume” di Gabriele D’Annunzio o in generale durante le due guerre mondiali. Oggi è molto più facile raggiungere migliaia di persone solo attraverso un post online, e questo è quanto successo durante alcuni degli eventi politici più importanti dei primi anni del XXI secolo, come la primavera araba, o le proteste contro il sistema economico dominante in America, sfociate nella protesta #OccupyWallStreet. Durante questi eventi, le persone sono rapidamente passate dall’esprimere il loro disaccordo verso alcune condizioni economiche e politiche della loro società ad organizzarsi in un sempre più ampio gruppo di attivisti, riversatosi nelle strade delle principali città. La studiosa An Xiao Mina ricorda l’impatto dei social su due eventi del 2014: la morte dell’afro-americano Michael Brown, ucciso dalla polizia a Ferguson, e le proteste a Hong Kong per chiedere democrazia e libertà contro l’oppressivo regime centrale cinese. Entrambi gli eventi sono poi evoluti in due grandi movimenti diffusi in tutto il mondo in pochi mesi: Black Lives Matter e Umbrella Movement.

Ciò è stato possibile grazie alle opportunità di Internet e dei social media, in quanto le persone hanno deciso nella loro individualità di prendere parte a queste proteste com’era loro possibile (condividendo informazioni, firmando petizioni online, manifestando per le strade) generando forme di azione collettiva che, nel complesso, hanno raggiunto un elevato impatto prima sociale e poi politico. Inoltre, anche se tutti i cittadini di tutte le età utilizzano Internet come fonte di informazioni e per esprimere le loro idee, Millennials e Gen Z usano Internet come canale privilegiato per essere coinvolti in questioni sociali.

In questi giorni, il mondo intero vive in diretta ogni evento della guerra in Ucraina, e ciò avviene grazie a canali social come Twitter, che funge per lo più da fonte di notizie istituzionali e messaggi politici, Instagram e Facebook, in cui i cittadini ucraini agiscono da veri e propri cronisti pubblicando immagini e video di grande impatto sulla propria condizione di rifugiati e quella delle città. Raccolte fondi, denunce di violenza, richiami alle armi tanto quanto alla collaborazione: tutto passa in pochi secondi dal centro dello scontro ai dispositivi mobili di ciascun utente collegato ad Internet. 

Nuove generazioni, nuovi strumenti politici: i meme

Gli organi di governo di un paese appaiono spesso come canali in cui convergono molte richieste politiche, ma solo una piccola parte viene discussa e poi attuata. In questo senso, i social media sono un modo più semplice e veloce per richiedere alcune politiche. Capita spesso che quando un argomento è condiviso e discusso in rete da una grande quantità di persone, cattura l’attenzione della politica, come nel caso della legalizzazione della cannabis negli ultimi mesi in Italia, o la violenza sulle donne dopo il #Metoo negli Stati Uniti dopo il 2012.

Come sottolineano gli studiosi Anderson e Keehn, i social media facilitano il lavoro degli attivisti, rimuovendo fattori come la distanza e il tempo, ma riducono anche i costi fisici e materiali della partecipazione. Queste caratteristiche hanno reso i social media lo strumento politico perfetto per le giovani generazioni, e tra i veicoli di offerte di espressione Internet, i meme sono sempre più utilizzati

Il termine “meme” deriva dal latino “mimema”, qualcosa che viene imitato, e in questa caratteristica di imitazione risiede il suo potere. In effetti, l’uso delle immagini come strumento politico non è nuovo nella storia degli esseri umani: dalle mura dell’antica Pompei agli affreschi delle chiese medievali, dai palazzi nobiliari del Rinascimento alle strade del XIX secolo, la politica, i nobili, i papi e i soldati hanno tappezzato le città con immagini e disegni per trasmettere messaggi politici, tra cui caricature e immagini esilaranti come facciamo con i meme. Da un lato questa strategia permetteva alle persone non istruite di comprendere le questioni politiche, dall’altro il potere visivo rende i messaggi politici immediati e più facili da ricordare, come per i meme di Internet oggi.

Ma i meme fanno un passo avanti rispetto all’uso storico delle immagini in politica: possono essere condivisi con un click, così circolano in ogni punto del globo e potenzialmente raggiungono ogni persona sulle piattaforme social. In questo senso, i meme di Internet sono uno strumento più efficace rispetto alle immagini del passato.

Non solo intrattenimento: le funzioni dei meme in politica

Possiamo dire che i meme sono creati da singoli individui, quindi nascono su un micro-livello, ma il loro impatto è sulla totalità di una comunità social, dunque sul macro-livello. I meme svolgono molte funzioni che modellano i pensieri delle persone, ma anche il loro comportamento e le loro azioni, sia nel contesto sociale che privato. 

La prima funzione che possiamo osservare è l’educazione: le giovani generazioni, specialmente la Gen Z, producono meme che esprimono le loro idee su temi sociali, il loro punto di vista sugli eventi presenti e futuri. Uno studio di Zeng & Abidin (2021) mostra che gli argomenti più popolari in un campione di meme pubblicati su TikTok nel novembre 2019 riguardavano lo stile di vita e il benessere della Generazione Z (40%), il genere e la sessualità (10,3%) e la politica (19,7%), compreso l’ambiente (6,3%), le questioni razziali (5%) e l’aborto (1,7%). Così facendo, i giovani utenti si educano reciprocamente trasmettendo informazioni attraverso un format immediato che cattura l’attenzione di tutti. Inoltre, molte pagine social collegate a organizzazioni e aziende nel campo dell’istruzione utilizzano i meme per diffondere la conoscenza di svariati temi attraverso “info pills”. Questo porta alla seconda funzione dei meme: la sensibilizzazione della comunità e la costruzione di una coscienza pubblica. Più recentemente ad esempio, durante la pandemia da Covid-19, molti utenti hanno promosso forme di solidarietà, soprattutto tra i giovani,  creando spazi virtuali per parlare della loro ansia, infelicità e preoccupazioni per il futuro.

L’impatto dei meme nella pratica: il caso cinese e non solo

Dunque l’uso dei meme può limitarsi all’intrattenimento, ma può anche trasformarsi in forti messaggi politici, in grado di mettere in crisi un sistema autoritario, come quello cinese. Infatti, nonostante tutti gli sforzi, l’autorità centrale cinese non riesce tutt’ora a fermare la circolazione dei meme a favore degli attivisti democratici dopo gli eventi di Hong Kong nel 2014, e anche prima. Uno dei più famosi è un meme che ritrae l’avvocato e attivista per i diritti umani Chen Guangcheng come un supereroe, e il governo centrale come un panda ridicolo, facile da sconfiggere. Il meme è stato creato nel 2012, quando il nome di Chen è stato ufficialmente censurato dai motori di ricerca cinesi dopo il suo arresto. Tuttavia, il suo nome e il suo volto circolavano in tutto il web, con gli attivisti che sostenevano il suo rilascio. 

Ukraine-NATO meme
Meme virale sui social in cui l’Ucraina è paragonata a Frodo, protagonista de Il signore degli anelli, lasciato a combattere solo, nella sua piccolezza, dagli alleati (in questo caso NATO)

Ritornando al conflitto in Ucraina, su canali come Instagram, Facebook, TikTok, Reddit e molti altri ancora, i meme ritraggono Putin come guerrafondaio e dittatore, esprimendo una chiara avversione alla guerra, ma anche perplessità su come la Nato e l’Ue stiano sostenendo l’Ucraina, che a molti sembra sola nelle sue forze limitate contro l’armata russa, nonché infine messaggi di pace che coinvolgono tanto celebrità quanto persone comuni: è virale il video di due bambini, uno russo e l’altro ucraino, che si abbracciano commuovendo tutto il mondo. 

Infine, i meme aiutano a creare comunità di azione intorno a un argomento. Essi creano un ponte tra la sfera individuale e la vita pubblica, in quanto consentono ai cittadini di partecipare ad azioni collettive mantenendo il loro senso di individualità. I problemi sociali vengono infatti portati sugli smartphone e sui dispositivi personali, ignorando qualsiasi distanza fisica, e in più raggiungono la mente delle persone molto velocemente grazie alla loro semplicità e l’impatto visivo. Le proteste ambientali globali sono un esempio: sempre più persone sono state coinvolte nelle proteste contro il cambiamento climatico dal 2018, quando nasce il movimento Fridays for Future che dà vita alle manifestazioni soprattutto grazie al lavoro sul web. Non a caso, tanto gli attivisti nelle strade, quanto in TV e sui social media, hanno spesso mostrato poster simili ispirati a famosi meme sull’inquinamento globale. 

Sia la politica che Internet sono costrutti umani che si sviluppano nel tempo, entrambi plasmati da nuove generazioni di persone che si prendono cura della propria comunità. È la spirale del progresso umano, in qualche modo ispirata dal gene Icaro. In questo processo, gli strumenti dell’ Internet, come i meme, hanno dimostrato di essere uno strumento politico efficace per diffondere informazioni, ma anche per promuovere forme di cooperazione e solidarietà tra le persone, dagli attivisti ai sostenitori occasionali. Il loro impatto positivo sulla società porta alla consapevolezza che non sono solo, e non più, creazioni esilaranti dei giovani, ma lo scambio di conoscenze tra nuovi pensatori.

*Credits immagine di copertina: geralt/24026 images da Pixaby.com

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