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Meno tasse e più armi: la ricetta di Trump per le elezioni

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In vista delle prossime elezioni Presidenziali, cresce l’aspettativa sulle proposte economiche del Presidente uscente. Quali sono le strategie che “The Donald” ha intenzione di proporre “to Keep America Great”?

MSNBC, canale televisivo statunitense, riporta sul suo canale YouTube una parte di un’intervista, andata in onda lo scorso 27 febbraio, al Dr. Lance Dodes, psichiatra e docente di psichiatria dell’università di Harvard, il quale definisce Trump un “con man” (impostore), che sta “accentrando tutta l’attuale crisi di public health su di sé”. Sempre lo scorso 27 febbraio, la borsa di Wall Street chiudeva in profondo rosso, con il Dow Jones e lo S&P che hanno registrato il calo peggiore della loro storia (andamento ripreso con il crollo del 9 marzo anche dal NASDAQ, riportato dal Wall Street Journal in figura). Un vero e proprio “giovedì nero”, come nel ’29, sia per Trump che per l’economia statunitense.

Borsa in vista delle elezioni
Andamento principali indici azionari americani. Fonte: Wall Street Journal

Nel 2016, vincendo, Donald Trump ha letteralmente sconvolto il panorama politico americano moderno. Come presidente, “The Donald” ha costantemente alimentato fattori quali il timore e il risentimento come combustibili per la sua inarrestabile campagna elettorale. Il 45 ° presidente degli Stati Uniti divide le masse, ma continua a ispirare profonda fedeltà nei confronti dei suoi più fermi sostenitori. In vista delle elezioni di novembre, gli occhi sono tutti puntati sul futuro degli States, anche in virtù del periodo d’incertezza che l’America, ed il mondo tutto, sta vivendo.

Il Coronavirus: la rampa di lancio per le prossime elezioni

Ed è stato proprio questo tempo così complicato e indefinito a dare il via alla campagna elettorale del presidente uscente, il quale, in un intervento del 10 marzo ha annunciato un pacchetto di misure economiche importanti per la ripresa del paese di fronte all’emergenza coronavirus – un pacchetto che, in un podcast del Washington Post, “Can He Do That?”, Jeff Stein, editorialista di Newsweek, definisce obbligatorio, in quanto, se non approvato dal Congresso, “farebbe incrementare notevolmente gli effetti di un’eventuale recessione” – . In un piano da 1000 miliardi di dollaride facto moltiplicando di 400 volte i 2,5 miliardi inizialmente stanziati dalla Casa Bianca per rilanciare l’economia -, Trump garantisce, tra le norme al vaglio, un taglio momentaneo del cuneo sulla busta paga, aiuti alle Pmi e ai lavoratori a tempo che rischiano di rimanere senza stipendio. Il sostegno ai consumi è accompagnato dal congedo di malattia retribuito per i lavoratori con paga oraria (meno tutelati), costretti a casa dal virus.

A queste misure si aggiunge la sospensione temporanea al pagamento delle imposte per le persone fisiche e le società. Ciò che, tuttavia, si evince maggiormente da questo mix di interventi è la proposta di ridurre, per il resto dell’anno, l’aliquota sulla payroll tax (tassa sul reddito dei lavoratori dipendenti), che rappresenta il 4% del Pil americano (fonte: Committee for a Responsible Federal Budget), portando a zero, conseguentemente, quella parte delle imposte sul reddito che copre le spese per il programma Social Security (una parte, riporta Bloomberg, pari al 6,2% della spesa totale per il programma) e i contributi sanitari per il programma Medicare (1,45%). Così facendo, inevitabilmente, i lavoratori dipendenti con un reddito annuo di 75mila dollari potrebbero vedere incrementare il proprio stipendio con un aumento di circa 774 dollari al mese; non sarebbe il primo intervento a favore di una riduzione della pressione fiscale in America. Infatti, è di gennaio 2019 l’entrata in vigore della riduzione delle tasse societarie dal precedente 35% all’attuale 21%, facendo balzare il deficit federale a livelli estremamente rilevanti (generando tuttavia una cassa, per le aziende, di circa 2300 miliardi di dollari). Lo stesso intervento, seppur a percentuali diverse, venne attuato anche in Italia, l’anno prima, con una riduzione di poco minore.

Diminuzione Corporate Tax Usa – Italia. Fonte: Trading Economics

L’Economia dalla parte di “The Donald”

A sostegno del magnate americano, ci sono stati almeno sino all’inizio della pandemia anche confortanti dati sulla disoccupazione negli States, ai minimi da 50 anni: in febbraio l’economia statunitense (fonte: IlSole24Ore) ha creato 273.000 posti di lavoro, accompagnando una riduzione del tasso di disoccupazione di 0,1% portandolo al 3,5%. I salari, contemporaneamente, sono incrementati dello 0,3%. Secondo Tradingeconomics.com, i salari medi orari americani crescono stabilmente da ormai 5 anni, differentemente da quelli italiani, che vivono un trend profondamente incerto.

Crescita salari Usa - Italia. Fonte: Tradin
Crescita salari Usa – Italia. Fonte: Trading Economics

Avendo dati economici a favore – secondo un sondaggio pubblicato dalla Cnn, il 56% degli americani trova che Trump abbia fatto un “buon lavoro sull’economia” -, l’obiettivo del Presidente sarà quello di convincere le opposizioni riguardo un importante piano di investimenti in infrastrutture pubbliche, per un totale di circa 2mila miliardi di dollari. La strategia elettorale del “Rebuilding America” fa fede ad una forte spinta dell’economia, che ad oggi sembra trovare anche l’appoggio dei leader democratici del Congresso. L’obiettivo è di finanziare il piano senza dover ricorrere ad un incremento del deficit, studiando quindi alternative diverse – come il raddoppio della c.d. gasoline tax, accisa sulla benzina, attualmente pari a 18,4 centesimi per gallone, la quale non si tocca dal 1993, oltre che il raddoppio della tassa sui voli, pagati da ogni passeggero per una cifra pari a 4,5 dollari -. Alla base di questo provvedimento, un gap strutturale non indifferente da colmare tra i diversi paesi degli Stati Uniti: secondo il Dipartimento dei Trasporti Usa, almeno il 20% delle strade di 22 dei 50 stati del Governo Federale riportano condizioni precarie (buche, difficoltà nello scorrimento, rallentamenti).

La Difesa secondo Trump

Nella sua visita del 24 Febbraio in India, Trump ha annunciato un accordo da 3 miliardi di dollari per la vendita di elicotteri militari alle forze armate indiane, sostenendo che “gli Usa dovrebbero essere il primo partner della Difesa indiana”. L’accordo con il premier indiano Narendra Modi potrebbe rappresentare, per Trump, “il risultato politico più tangibile della sua visita in India”. Sempre in ottica difesa, Trump ha annunciato un piano di investimenti molto chiaro nel suo “A budget for America’s Future”, documento presentato al Congresso contenente la sua proposta di manovra (naturalmente in chiave elettorale) da 4.800 miliardi di dollari prevista per l’anno fiscale 2021, che comincia il primo ottobre 2020. La sua proposta prevede un aumento del 12% dei fondi stanziati per la Nasa contestualmente ad una riduzione del 26% per la spesa dell’EPA (politica ambientale).

Un ambito, quello ambientale, dove uno dei suoi potenziali avversari alle prossime elezioni, Joe Biden ha formulato una proposta di tutt’altra aria: la Cnn, infatti, riporta un progetto, quello del democratico, che prevede un piano di investimenti di circa 1700 miliardi di dollari per annullare le emissioni di CO2 entro il 2050. Sono previsti, inoltre, 2 miliardi di dollari di nuovi investimenti per il muro di Tijuana, dopo il rifiuto del Congresso alla proposta precedente di 5 miliardi (e dopo che l’anno scorso si è visto bloccare parte dei fondi previsti per la costruzione dello stesso dalla Contea di El Paso). Il documento termina con un taglio delle risorse all’Housing sociale: il Dipartimento per le abitazioni popolari e lo sviluppo urbano vedrebbe una riduzione dei fondi del 15%; ciononostante, la manovra economica prevede 2,8 miliardi di dollari di aiuti per l’assistenza ai senzatetto. Sono previste, infine, meno attenzioni ai programmi federali di assistenza alimentare, come i food stamps, ridotti di 182 miliardi di dollari.

Politica Fiscale

Dopo essersi fatto notare al grande pubblico per una drastica riduzione delle tasse (di cui hanno beneficiato soprattutto imprese prima, e classe media adesso), Trump ora ha la possibilità, seppur limitatamente, di stimolare l’economia, da un punto di vista fiscale, proprio sotto elezioni, momento in cui i cittadini prestano maggiore attenzione anche alle politiche economiche dei candidati. Nel 2018 i tagli fiscali, abbinati a una spesa più elevata, hanno rappresentato un importante contributo alla ripresa del paese dopo la Crisi Finanziaria; tuttavia, i repubblicani hanno perso il controllo della “budget machine” al Congresso l’anno scorso, quando la Camera si è riunita sotto la sua nuova maggioranza democratica. Bloomberg riporta alcuni dati della U.S. Bureau of Economic Analysis, riguardo la crescita media degli USA durante il periodo di espansione economica.

Crescita Usa durante l’espansione economica. Fonte: Bloomberg

Inoltre, a causa della Guerra Commerciale, sono numerose le imprese statunitensi che hanno messo in sospeso alcuni investimenti: la pace economica probabilmente darebbe uno stimolo importante all’economia, ma ciò potrebbe non avvenire prima delle elezioni (nonostante l’accordo di “fase uno” firmato con la Cina a metà gennaio), e di ciò potrebbe risentirne il deficit federale, qualora dovessero venire a mancare fondi a sostegno delle Pmi. Sempre Bloomberg riporta un’idea di quanto il deficit di bilancio degli Stati Uniti impatti sul Prodotto Interno Lordo.

Impatto debito su PIL Usa. Fonte: Bloomberg

I recenti sviluppi

Ad oggi, essendo la situazione in continua evoluzione, regna molta tensione tra i cittadini americani, protagonisti di un contagio che, negli Stati Uniti, sta prendendo piede molto rapidamente. A tal proposito, questa stessa evoluzione si evince anche nelle misure economiche (già approvate dal Senato) prese dal governo per fronteggiare questa emergenza. L’attenzione principale è rivolta agli ospedali, i quali riceveranno circa 150 miliardi di dollari, a fronte di un prestito per le Pmi per 367 miliardi di dollari – prestito che fa parte di un programma che assegnerà 500 miliardi di dollari al dipartimento del Tesoro -. Sono poi inclusi 50 miliardi per le compagnie aeree statunitensi, i governi statali e locali. Per i consumatori è previsto invece un provvedimento in pieno stile helicopter money, con pagamenti diretti per gli americani a basso e medio reddito (fino a 75000 dollari l’anno) di 1.200 dollari per ogni adulto, e di 500 dollari per ogni bambino. Aumenta la durata dell’assicurazione contro la disoccupazione che adesso sale a quattro mesi; il sussidio sale di 600 dollari a settimana e viene estesa la platea di soggetti ammissibili. E’ previsto inoltre un congedo per malattia retribuito, assistenza alimentare e test gratuiti per verificare la positività o meno al Covid-19. Un piano storico, quello raggiunto nella notte di mercoledì 25 marzo 2020, un insieme di provvedimenti dal valore di circa duemila miliardi di dollari. Secondo il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow, se a questa cifra si aggiungono i 4 mila miliardi di dollari mobilitati dalla Fed per iniettare liquidità nel sistema finanziario, l’ammontare complessivo degli aiuti arriva a 6 trilioni di dollari, ovvero circa il 30% del Pil annuale. La misura farà più che raddoppiare il deficit di bilancio degli Usa, che già quest’anno era previsto oltre la soglia di 1 trilione di dollari.

Elezioni in arrivo

Le primarie democratiche non sono ancora concluse: si avvicina, tuttavia, la vittoria del candidato moderato Joe Biden – la cui campagna elettorale è stata incentrata maggiormente non sull’economia, bensì su altri aspetti. È recente, infatti, il trionfo dell’ex vice di Obama sul newyorkese Bernie Sanders nelle elezioni in stati chiave quali il Michigan (Stato rappresentativo della working class), il Mississippi (che gode di una forte presenza afroamericana, fondamentale per i democratici) e il Missouri (da cui Biden ha conquistato più di 30 delegati). L’appuntamento alle urne è previsto, come al solito, nel martedì successivo al primo lunedì di novembre. Per la settima volta nella storia delle Elezioni presidenziali americane, infatti, si va al voto il 3 novembre. L’ultima volta, nel 1992, vinse un Democratico: era Bill Clinton. Come andrà questa volta, diceva Battisti, “lo scopriremo solo vivendo”.

Mattia Moretta
Italiano, prima di tutto. Nato in un posto in riva al mare d’Abruzzo, vivo dal 2000. Studio Economia e Management in Bocconi. In OriPo ho trovato lo strumento migliore per esprimere la mia passione per la politica. Tre punti di riferimento: la libertà, il mare e la musica. P.S. I capelli grigi sono naturali.

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