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Le elezioni amministrative a Milano 2021

Tempo di lettura stimato: 6 min.

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Per le prossime elezioni amministrative di domenica 3 e lunedì 4 ottobre Milano è una delle principali città in cui si tornerà a votare. Circa un milione di residenti del Comune di Milano (539.796 donne e 487.403 uomini) saranno chiamati alle urne principalmente per eleggere il Sindaco e rinnovare il Consiglio Comunale. Inoltre, per quanto riguarda i 9 Municipi in cui è stato suddiviso il territorio comunale, i milanesi si potranno esprimere per eleggere il Presidente del Municipio e 30 Consiglieri di zona (per ciascun Municipio), seguendo le stesse regole di voto previste per i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti.

Tra quelle appena elencate la sfida elettorale più importante sarà quella che riguarda l’elezione del primo cittadino. Il sindaco eletto diventerà il capo del governo comunale per i prossimi 5 anni, col potere di nominare e sostituire in qualsiasi momento i componenti della giunta comunale (gli assessori) che insieme al primo cittadino svolgeranno il compito di amministrare la città.

Liste e candidati alle elezioni di Milano

Per la tornata elettorale in arrivo saranno 13 i candidati sindaco, affiancati a loro volta da 28 liste in competizione fra loro per occupare i 48 posti disponibili nel Consiglio comunale. Tante candidature che potrebbero confondere e disorientare gli elettori, anche se fino ad oggi le attenzioni dei media si sono concentrate principalmente su due soli candidati: il Sindaco uscente di centrosinistra Giuseppe Sala e il candidato per la coalizione di centrodestra Luca Bernardo. Una corsa a due che vedrebbe il candidato Sala molto vicino alla rielezione senza nemmeno bisogno di affrontare Bernardo in un eventuale ballottaggio. Per poter essere eletto sindaco un candidato deve infatti ottenere più della metà delle preferenze espresse dagli elettori. Se al primo turno nessun candidato riuscisse a superare la soglia del 50% dei voti, i primi due classificati dovrebbero sottoporsi a una seconda votazione che si svolgerebbe il 17 e il 18 ottobre.

Molto meno incerte e combattute delle elezioni a Roma, per le amministrative di Milano la vera competizione si gioca quindi tra Sala e Bernardo. Un ulteriore indizio a favore di questa tesi risiederebbe nell’elevato numero di liste che hanno deciso di appoggiare uno dei due principali candidati. Il Partito Democratico, la lista civica “Beppe Sala Sindaco”, la Sinistra per Sala, la coalizione riformista con +Europa, Italia Viva e Azione, la lista “Europa verde”, Volt, il Partito Radicale e “Milano in Salute” hanno tutte deciso di coalizzarsi per supportare il sindaco uscente nella sua ricandidatura per un secondo mandato. Nel frattempo con Luca Bernardo si sono schierate le liste di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Milano Popolare, il Partito Liberale Europeo e la lista civica “Luca Bernardo Sindaco”.

Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, la candidata scelta da Giuseppe Conte, Layla Pavone, sarà appoggiata soltanto dalla lista del movimento. Secondo alcuni retroscena la candidatura di Layla Pavone potrebbe essere il risultato di una trattativa tra il sindaco uscente Sala e il leader del Movimento. Sala potrebbe infatti aver offerto un’assessorato alla candidata in cambio del sostegno del Movimento 5 Stelle in un eventuale ballottaggio contro il candidato di centrodestra.

Tra gli altri 10 candidati si fa notare Luigi Paragone, eletto in Senato col Movimento 5 Stelle ma espulso dal partito nel 2019 dopo aver votato contro la legge di Bilancio del governo Conte 2, l’ex grillino ha fondato nel 2020 il partito “ItalExit” e a Milano si candiderà con lo Slogan “Milano per i milanesi e non per le multinazionali”. Un’altra novità sarà il candidato Mauro Festa, avvocato a Wall Street e professore universitario sarà sostenuto dalla lista del Partito Gay LGBT+, fondato nel 2020 per contrastare il fenomeno dell’omotransfobia e con l’ambizione di presentarsi anche alle prossime elezioni politiche.

All’interno di questa variegata offerta politica si inseriscono anche il candidato Giorgio Goggi, sostenuto dalle liste “Socialisti di Milano” e “Milano Liberale”; il candidato Gabriele Antonio Mariani, sostenuto dalla lista “Civica Ambienta Lista” e “Milano in Comune”; il candidato Bryant Biavaschi con la lista “Milano Inizia Qui” e il candidato NoVax Teodosio de Bonis con la lista “Verità 3V Libertà”. I partiti di sinistra estrema “Partito Comunista dei Lavoratori”, “Partito Comunista”, “PCI” e “Potere al Popolo” sono invece divisi e frammentati in 4 liste diverse, ognuna con il rispettivo candidato.

La città e i temi della campagna elettorale

La campagna elettorale dei due principali candidati è stata fatta in un clima molto favorevole al sindaco uscente. Negli ultimi 10 anni (crisi covid esclusa) la città di Milano ha assistito, in controtendenza col resto del Paese, a una sostenuta crescita economica e demografica. Con l’esposizione universale (Expo) ospitata nel 2015 Milano è riuscita ad attirare su se stessa una crescente visibilità internazionale, riuscendo nel 2019 nell’impresa di farsi eleggere per ospitare le olimpiadi invernali del 2026. Sempre nel 2019 Milano è stata nominata per la seconda volta di fila prima città d’Italia per qualità della vita secondo la classifica stilata annualmente dal Sole 24 Ore.

Il sindaco Sala è riuscito inoltre a mantenere alto l’apprezzamento dei milanesi nei suoi confronti durante durante tutti i cinque anni di mandato, anche per questo la sfida elettorale tra i due candidati è stata giocata senza troppe polemiche e con toni moderati da entrambe le parti. Per quanto riguarda i contenuti della campagna elettorale Sala ha scelto puntare su un programma “green”, a marzo ha deciso di entrare nel rifondato Partito verde Italiano e nel suo programma 2021-2026 non mancano obiettivi e buoni propositi per rendere Milano più vivibile e più ecosostenibile.

Spiccano tra gli altri l’obiettivo di elettrificare tutti i mezzi pubblici della città entro il 2030, un piano per ridurre del 45% le emissioni di CO2, un ampliamento delle linee metropolitane e un progetto per aumentare considerevolmente le aree verdi di Milano e i parchi di grandi dimensioni. Quest’ultimo coerentemente con la riqualificazione già avviata degli ex scali ferroviari (che saranno trasformati in parchi) e con gli obiettivi del Piano di Governo del Territorio (PGT) approvato dal consiglio comunale nel 2019.

Immagine degli scali ferroviari di Milano
Elezioni Milano: gli scali ferroviari oggetto di riqualifica. Fonte: Comune di Milano

Dall’altro lato il candidato Bernardo ha cercato di contrapporsi al sindaco uscente inserendo nel suo programma gli obiettivi di abolire l’Area B, un’area che ricopre tutta la superficie di Milano (ampliata durante le amministrazioni di centrosinistra) impedendo l’ingresso nella città dei veicoli più inquinanti, e di permettere l’ingresso gratuito nell’Area C per i veicoli meno inquinanti. Bernardo ha deciso di puntare inoltre sulla sicurezza, inserendo nel suo programma l’obiettivo di avviare la “chiusura delle moschee abusive, dei campi rom irregolari e dei centri sociali” e l’assunzione di ulteriori 600 vigili urbani. Su quest’ultimo punto, tra l’altro, in allineamento con il programma di centrosinistra, che punta al rafforzamento della polizia urbana tramite “l’assunzione di almeno 500 vigili”.

Molte differenze quindi in tema di mobilità e clima, un po’ meno, forse, per quanto riguarda le proposte nei due programmi volte ad aumentare la sicurezza e a contrastare la criminalità.

Elezioni a Milano: il passaggio di testimone dal centrodestra al centrosinistra

Per quanto riguarda la vita politica cittadina, una rielezione del sindaco uscente confermerebbe la tendenza di spostamento a sinistra dell’elettorato milanese negli ultimi 25 anni. Il trend di Milano si distingue però dal resto della Regione Lombardia, che secondo i dati dell’Istituto Carlo Cattaneo alle elezioni europee del 2019 aveva votato in massa per il centrodestra.

Un andamento confermato dai risultati elettorali delle ultime elezioni amministrative: dopo una fase di nette vittorie da parte dei candidati di centrodestra Gabriele Albertini e Letizia Moratti, con la perdita di popolarità a livello nazionale di Forza Italia, il centrosinistra ha iniziato a recuperare consensi arrivando a vincere per la prima volta con Giuliano Pisapia nel 2011. Prima di lui era dai tempi dell’inchiesta giudiziaria di Tangentopoli che un sindaco non legato al centrodestra non governava Milano, mentre adesso potremmo assistere alla terza vittoria consecutiva da parte di un candidato supportato dalla coalizione di centrosinistra.

 

Fonte per i grafici: Ministero degli Interni

Nadir Mannahttps://orizzontipolitici.it
Nasco a Milano, mi sono trasferito a Bologna dopo il liceo per studiare economia all'Alma Mater. Fatto per il 70% di ironia e per il restante 30% di curiosità, ho 21 anni e sono già stempiato. Sono un liberista da divano anche se per la compagnia preferisco gli studenti di lettere e i fan di Berlinguer.

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