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Super Tuesday: tutto ciò che c’è da sapere

Tempo di lettura stimato: 3 min.

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Cos’è il Super Tuesday?

Il Super Tuesday, o super martedì, è senza dubbio il giorno più importante per le primarie democratiche 2020. Per sapere come funzionano le primarie e controllare la situazione attuale, apri questa pagina apposita di Orizzonti Politici.

Durante il Super Tuesday ben 14 Stati votano per il candidato che preferiscono per sfidare Trump a Novembre (per avere una panoramica di come funzionano le elezioni americane, vai a quest’altro articolo). Tra questi ci sono gli Stati più popolosi e ricchi degli Stati Uniti, la California e il Texas, che eleggono rispettivamente 415 e 228 delegati. I delegati che vengono assegnati durante il Super Tuesday sono più di un terzo del totale (il 34,1%).

Di conseguenza, dopo questa data sarà molto più chiaro lo scenario delle primarie democratiche.

 

Cos’è successo prima

Per capire l’importanza del Super Tuesday, però, è necessario conoscere cos’è successo finora nel corso delle primarie democratiche. Si sono già tenute infatti 4 competizioni (analizzate sotto), e durante il super martedì farà il suo debutto in campagna elettorale Michael Bloomberg, che finora ha speso molto più degli altri candidati, ma non si è ancora presentato direttamente alle elezioni.

Michael Bloomberg

Come anticipato, Bloomberg farà il suo debutto durante il Super Tuesday. Finora è stato il candidato che ha speso di più in assoluto (persino più di Donald Trump), soprattutto in inserzioni pubblicitarie su internet. Eppure non ha ancora conquistato nessun delegato: com’è possibile?

Semplice: il sindaco di New York non si è ancora presentato in nessuno degli Stati che hanno votato finora (Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina). Ha invece aspettato la competizione più importante, dove spera di poter entrare solidamente sfruttando la divisione dei candidati centristi (ve ne sono infatti due prominenti, Pete Buttigieg e Joe Biden) e il successo di un candidato visto come troppo estremista. Questi è Bernie Sanders, che si definisce “democratic socialist” (cosa inaudita negli USA) e che finora non solo ha il più alto numero di delegati, ma è anche in testa in molti degli Stati che voteranno durante il Super Tuesday.

Le competizioni elettorali prima del Super Tuesday

Iowa (3 febbraio)

Risultati Iowa

L’Iowa è stato il primo Stato a votare, attraverso il sistema dei caucus (spiegato qui). Essendo il primo Stato delle primarie, l’Iowa ha solitamente un fortissimo impatto sul resto dell’elezione, perché ha il potere di far affermare un candidato precedentemente sconosciuto e di affossare candidati che sono già dati per vincitori.

Tuttavia, si può dire che in questo caso non è stato così. Infatti il vincitore, Pete Buttigieg, ha ottenuto un rimbalzo abbastanza modesto, che non l’ha portato a grandi risultati nelle competizioni successive. Perché è successo?

Naturalmente si tratta di speculazioni, ma si possono addurre due motivi. Il primo è che Buttigieg non era un chiaro vincitore. Oltre ad avere un margine di vittoria inferiore al decimo di punto percentuale, infatti, non ha vinto il voto popolare (che, a causa della distorsione introdotta dai caucus, non è direttamente correlato al risultato finale). È stato infatti Bernie Sanders ad arrivare primo nel voto popolare, ed entrambi i candidati hanno dichiarato vittoria.

Il secondo motivo è che, per problemi tecnici, i risultati dei caucus hanno impiegato moltissimo tempo a venire diffusi, cosicché hanno influenzato meno l’elezione direttamente successiva (quella in New Hampshire) e hanno sottratto all’Iowa il potere mediatico che solitamente ha.

New Hampshire (11 febbraio)

Risultati New Hampshire

Il New Hampshire avrebbe potuto dipanare i dubbi, ma non l’ha fatto. Il risultato è stato infatti nuovamente un testa a testa tra Buttigieg e Sanders, questa volta vinto da quest’ultimo (con lo stesso numero di delegati, però).

Per creare ulteriore confusione, terza arrivata a breve distanza è stata Amy Klobuchar, ottenendo a sorpresa un ottimo risultato. Joe Biden, che fino a poco tempo fa era considerato il favorito (e che a livello nazionale sembra essere tutt’ora secondo, dietro Sanders), in New Hampshire non è riuscito a conquistare nemmeno un delegato.

Nevada (22 febbraio)

Nevada risultati

Il Nevada invece ha fornito un risultato molto più chiaro. Qui Bernie Sanders ha vinto con un ampissimo margine, distaccando di parecchio i suoi contendenti. Joe Biden inoltre si è collocato secondo, andando a recuperare rispetto al suo sfidante al centro, Pete Buttigieg.

South Carolina (29 febbraio)

Risultati Primarie South Carolina

Il South Carolina è stato un trionfo per Joe Biden, che grazie a queste elezioni è riuscito a tornare in corsa e a posizionarsi poco dietro Sanders nel numero di delegati. Sanders è l’unico che sia riuscito a superare la soglia del 15%, e poco dopo l’elezione Steyer si è ritirato a causa dei risultati deludenti.

Lorenzo Torrihttps://medium.com/@loretorri
Bergamasco classe 1998, studio International Politics & Government all’Università Bocconi. Classicista di formazione, sono arrogante, antipatico e saccente. Ma ho anche dei difetti.

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