Un bilancio comune per sostenere priorità condivise, rispondere alle sfide e rafforzare la solidarietà tra gli Stati Membri. Questo è l’obiettivo del budget dell’Unione Europea, che si integra con le risorse dei singoli Paesi quando conviene agire a livello europeo. Ma come funziona il bilancio europeo?

Due bilanci?
Il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) è il piano di bilancio a lungo termine dell’Unione Europea, che copre un periodo di diversi anni (attualmente sette) e definisce i tetti di spesa massimi per ciascun ambito di intervento. Questo sistema di pianificazione finanziaria a lungo termine ha come obiettivo quello di garantire la stabilità e la prevedibilità delle risorse a disposizione per gli Stati Membri e le istituzioni dell’UE, consentendo di programmare interventi a lungo termine. Le risorse sono divise in “headings” o “rubriche di spesa”, e in particolare, organizzate nel seguente modo: R1 – Mercato unico, innovazione e agenda digitale, R2 – Coesione e valori; R3 – Risorse naturali e ambiente; R4 – Migrazione e gestione delle frontiere; R -: Sicurezza e difesa; R6 – Vicinato e resto del mondo; R7 – Pubblica Amministrazione europea. A sua volta, queste rubriche sono divise in voci di spesa più specifiche.
Nel caso del Quadro Finanziario Pluriennale corrente (2021-2027), il bilancio ammonta a 2.018 trilioni di euro (1.211 trilioni di risorse proprie, rinforzati da Next Generation EU per 806,9 miliardi di euro). Inoltre, a inizio 2024, è avvenuta per la prima volta una revisione intermedia del QFP, che ha portato ad un rinforzo di alcune rubriche, soprattutto per quanto riguarda il sostegno all’Ucraina, le tecnologie strategiche e la migrazione. Oltre al QFP, troviamo anche un bilancio annuale (189,4 miliardi di euro, per il 2024), che dettaglia le entrate e le uscite dell’UE per un anno specifico, stabilendo i fondi che verranno assegnati per ogni progetto e programma previsto nel QFP per quell’anno. Questo documento permette all’Unione di definire e allocare le spese per le varie attività in modo preciso, rispettando i limiti annuali stabiliti dal QFP e, al tempo stesso, garantire flessibilità per affrontare situazioni inaspettate.
Com’è finanziato?
Le entrate del bilancio dell’Unione Europea provengono principalmente da quelle che sono chiamate risorse proprie, che coprono circa il 90% del totale. Queste risorse si suddividono in quattro categorie principali:
- Contributi basati sul Reddito Nazionale Lordo (RNL): ogni Stato Membro contribuisce in base alla propria ricchezza complessiva, cioè il proprio RNL, che riflette il reddito generato sia a livello nazionale che all’estero. Questa formula garantisce una partecipazione proporzionale alla capacità economica di ciascun Paese.
- Dazi doganali sulle importazioni da Paesi extra-UE: ogni volta che beni esterni all’Unione vengono importati, si applicano dazi doganali che confluiscono direttamente nel bilancio UE.Gli Stati Membri trattengono una piccola quota per coprire i costi di riscossione.
- Contributi basati sull’IVA: gli Stati Membri versano all’UE una piccola percentuale della loro IVA, calcolata su base armonizzata. Questo meccanismo permette di contribuire al bilancio in maniera proporzionata alla capacità di consumo del Paese.
- Contributo basato sui rifiuti di plastica non riciclati: questa nuova risorsa, introdotta per sostenere la transizione ecologica, richiede a ciascun Paese di pagare un contributo in base alla quantità di plastica non riciclata prodotta. L’obiettivo è incentivare il riciclo e ridurre l’impatto ambientale.
Il restante 10% è coperto da eccedenze di bilancio (eventuali risorse non utilizzate negli anni precedenti) o da eventuali entrate derivanti da sanzioni imposte dall’Unione agli Stati membri, ad esempio per violazione delle normative sulla concorrenza. Questo insieme di fonti garantisce che l’UE possa finanziare le sue politiche e programmi in maniera autonoma e stabile, senza fare ricorso a prestiti o richiedere contributi diretti aggiuntivi agli Stati Membri. L’Unione dispone inoltre di una certa flessibilità nel bilancio, consentendo l’uso di strumenti speciali per affrontare sfide inattese, come il Fondo di Adeguamento alla Brexit o il Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione. Questo “margine di manovra” consente all’UE di finanziare esigenze non previste senza superare i limiti fissati dal QFP.
La Commissione, tuttavia, visti i costi crescenti di ripagamento dei tassi di interesse di Next Generation EU e le crescenti sfide geopolitiche che l’Unione dovrà affrontare, ha tentato di ampliare le risorse proprie. In particolare, nel 2021 e di nuovo nel 2023, la Commissione ha presentato una proposta di decisione per introdurre quattro nuove risorse proprie: una basata sul sistema di scambio delle quote di emissione (ETS), una sul meccanismo di aggiustamento delle frontiere del carbonio (CBAM), una sulla quota dei profitti residui delle multinazionali, e una risorsa propria statistica legata al settore delle imprese. La proposta è stata accolta con favore dal Parlamento europeo, che ha solamente funzione consultiva, ma deve essere adottata dal Consiglio all’unanimità.
Come è negoziato?
La proposta per il QFP successivo viene presentata dalla Commissione Europea due anni prima della scadenza dell’attuale piano, come previsto per luglio 2025. Una volta ricevuta la proposta, il Consiglio, sotto la guida politica dei Capi di Stato, riuniti nel Consiglio europeo, la esamina e definisce una posizione attraverso negoziati tra i Ministri degli Stati Membri. Dopo aver definito la propria posizione, spetta al Parlamento europeo definire la propria posizione. Se ci sono disaccordi, il Parlamento può proporre emendamenti che il Consiglio deve valutare; spesso, le divergenze vengono risolte attraverso un Comitato di Conciliazione, che cerca di raggiungere un compromesso accettabile per entrambe le parti. Una volta che Consiglio e Parlamento Europeo raggiungono un accordo sul testo finale, il Consiglio adotta formalmente il regolamento QFP, che richiede l’unanimità.
In conclusione, perché ci dovrebbe interessare?
Il bilancio è di fondamentale importanza per l’Unione Europea perché non si tratta di una semplice questione tecnica, ma di uno strumento politico strategico che riflette le priorità e gli obiettivi comuni degli Stati Membri per un periodo prolungato. Attraverso il QFP, l’Unione indirizza le sue risorse verso le sfide più urgenti, come il cambiamento climatico, la difesa, la competitività economica e, più recentemente, la gestione delle crisi come la pandemia e il sostegno all’Ucraina. Inoltre, il QFP incide direttamente sulla vita dei cittadini europei, stabilendo i finanziamenti per programmi essenziali in ambiti come l’occupazione giovanile, la ricerca e innovazione, e le infrastrutture. Di conseguenza, non si tratta solo di una materia di contabilità, ma uno strumento di solidarietà e visione a lungo termine che definisce il ruolo dell’Europa, a livello interno ed internazionale.




