I microstati europei e l’Unione europea hanno sviluppato rapporti molto diversi nel corso degli anni. Andorra, San Marino, Monaco, Liechtenstein, Città del Vaticano sono cinque Stati sovrani nel cuore dell’Europa, nessuno dei quali è membro dell’Unione europea. Ognuno ha trovato una formula diversa per convivere con il resto del continente e il risultato è un catalogo di scelte strategiche che dice qualcosa di preciso su cosa significhi, oggi, stare vicino a Bruxelles senza entrarci.
L’integrazione europea ha cambiato anche il ruolo dei microstati, chiamati a ridefinire il proprio rapporto con un’Unione Europea che li circonda senza includerli. Andorra, San Marino, Monaco, Liechtenstein e Città del Vaticano hanno scelto strade diverse per mantenere la propria autonomia e, allo stesso tempo, restare connessi al resto del continente.
Liechtenstein: il più integrato, il meno visibile
Il Liechtenstein è il caso di maggiore integrazione economica tra i cinque Microstati. 41mila abitanti, 160 chilometri quadrati tra Austria e Svizzera, è l’unico microstato europeo a far parte dello Spazio Economico Europeo (SEE). Il popolo approvò l’accordo sullo SEE nel 1992 con il 56% dei voti favorevoli e l’adesione effettiva avvenne il 1° maggio 1995, dopo che complessi adeguamenti legislativi avevano permesso al principato di entrare nello SEE senza rinunciare ai suoi legami con la Svizzera. Nel dicembre 2011 ha poi aderito allo spazio Schengen.
I Paesi EFTA (Associazione europea di libero scambio), Stati europei che non fanno parte dell’Unione europea, non sono coinvolti formalmente nel processo legislativo dell’UE. Tuttavia, possono partecipare ai lavori preparatori e presentare osservazioni, e quando l’UE adotta un testo legislativo, i tre Paesi dell’EFTA che partecipano allo Spazio economico europeo valutano se l’atto è rilevante ai fini del SEE. Si tratta, nei fatti, di un accesso al mercato ma senza diritto di voto sulle regole.
Non usa l’euro, ma il franco svizzero, in virtù della sua unione monetaria con Berna. Non ha un esercito dal 1868 (da quando lo sciolse a seguito della guerra austro-prussiana) e non è membro della NATO, ma non ne ha bisogno in quanto la sua difesa è garantita de facto dalla posizione geografica e dai trattati con i vicini.
Come ha ricordato il Segretario di Stato per gli Affari Esteri di San Marino – Luca Beccari, è proprio il modello Liechtenstein quello a cui San Marino guarda come esempio. Un modello che, trent’anni dopo la sua nascita, ancora aspetta di poter replicare.
San Marino e Andorra: dentro senza firmare
San Marino, 61 chilometri quadrati incastonati tra Emilia-Romagna e Marche, è la repubblica più antica del mondo. Andorra, 468 chilometri quadrati si situa, invece, tra Francia e Spagna. Entrambe usano l’euro e hanno un’unione doganale con l’UE dal 1991, ma non fanno parte di Schengen, l’area europea di libera circolazione delle persone, e fino ad oggi sono rimaste fuori dal mercato unico.
Il 16 luglio 2026 il Consiglio dell’UE ha dato il via libera alla firma e all’applicazione provvisoria dell’accordo di associazione undici anni dopo l’avvio ufficiale dei negoziati nel marzo 2015. Il percorso non è stato lineare in quanto a giugno, il veto della Bulgaria aveva bloccato per tre volte consecutive il procedimento in una disputa legata a una controversia finanziaria privata tra un investitore bulgaro e il sistema bancario sammarinese. L’8 luglio 2026 gli eurodeputati Cavedagna, Ballarín e Falcone avevano scritto formalmente alla Commissione e alla Presidenza irlandese per sbloccare la situazione, denunciando che ulteriori ritardi danneggiano la credibilità dell’Unione, ma il nodo si è sciolto in tempo.
L’accordo prevede una maggiore integrazione con il mercato unico europeo, in condizioni di parità di concorrenza e nel rispetto delle stesse regole del resto dell’UE. Istituisce, inoltre, un quadro di cooperazione in settori di interesse comune: ricerca, istruzione, politica sociale, ambiente, tutela dei consumatori. La firma formale degli Stati membri è prevista per settembre; dopo di essa, il Consiglio richiederà il consenso definitivo del Parlamento europeo.
San Marino e Andorra entreranno nel mercato unico senza sedere nelle istituzioni che lo governano, adottano le regole senza poterle votare, come avviene da trent’anni con il Liechtenstein.
Monaco: la sovranità come scelta
Monaco è il caso più complicato. Con due chilometri quadrati sulla Costa Azzurra e 38mila abitanti, ha la densità di popolazione più alta del mondo. Ha partecipato ai negoziati dal 2015 insieme a San Marino e Andorra, ma nel settembre del 2023 si è ritirata.
La motivazione ufficiale, comunicata dal vicepresidente della Commissione Šefčovič dopo l’incontro con la delegazione monegasca, fu che “le condizioni non erano mature per concludere un accordo”. La ragione sostanziale parrebbe legata ai servizi finanziari. Il Principato era, infatti, restio ad allineare pienamente le sue politiche alle norme UE in materia di regolamentazione bancaria e finanziaria, e le stesse autorità di vigilanza europee avevano segnalato alla Commissione il rischio che l’accordo aprisse il mercato unico a una destabilizzazione del settore finanziario.
Monaco non ha però bisogno di un accordo formale per essere di fatto integrata nell’Europa. La sua relazione speciale con la Francia le garantisce già l’accesso al territorio doganale dell’UE, l’applicazione de facto di Schengen attraverso i controlli francesi nei porti monegaschi, e un allineamento sostanziale alla legislazione europea in molti settori. Ha quasi tutto quello che un accordo di associazione le darebbe, mantenendo allo stesso tempo una posizione di forza che pochi Stati possono permettersi.
Vaticano: fuori da tutto per vocazione
La Città del Vaticano è lo Stato più piccolo del mondo: 44 ettari, 800 abitanti residenti, nessun PIL misurabile nel senso convenzionale, ed è anche lo Stato che ha scelto con più convinzione di restare fuori da qualsiasi accordo economico con l’Unione europea.
Non partecipa al mercato unico, non ha unione doganale, non recepisce l’acquis, non è parte di Schengen pur essendo geograficamente dentro Roma. Usa l’euro in virtù di una convenzione monetaria con l’Italia, emette le proprie monete con effigie papale, e mantiene relazioni diplomatiche con 184 Stati.
La sua forza geopolitica deriva precisamente dall’autonomia totale. Leone XIV – il primo papa statunitense della storia – ha costruito il suo primo anno di pontificato attorno a una diplomazia discreta e trasversale: mediazioni sull’Ucraina, posizioni nette sul riarmo europeo, dialogo con attori con cui Bruxelles fatica a dialogare. Quella stessa capacità di parlare a tutti senza essere vincolata a nessuno è possibile perché il Vaticano non ha firmato nulla che limiti la sua libertà di movimento e di azione diplomatica.
Tra i cinque microstati europei, il Vaticano è l’unico che non ha mai mostrato interesse per una maggiore integrazione economica con l’UE. Un’organizzazione religiosa globale non può permettersi di essere percepita come un’emanazione di un blocco geopolitico.
Cinque modelli per un’Europa che fatica a imparare da sé stessa
Il Liechtenstein ha scelto il massimo dell’integrazione economica compatibile con la sovranità formale: SEE, Schengen, nessun voto. San Marino e Andorra hanno scelto qualcosa di simile, firmando un accordo che li inserisce nel mercato unico europeo senza farli sedere nelle istituzioni dell’UE. Monaco ha preferito mantenere la propria autonomia fiscale; mentre Ia scelta dell’autonomia totale è coerente con la natura istituzionale del Vaticano, che deve preservare una libertà diplomatica globale.
Sono evidentemente scelte strategiche diverse, ognuna coerente con l’identità economica, istituzionale e storica di ciascuno Stato.
Non è un caso che, nelle stesse settimane in cui San Marino e Andorra ottenevano il via libera, l’Europa stesse proponendo ai Balcani una formula analoga: integrazione graduale, partecipazione senza piena adesione, diritti senza voto. La differenza è che per i microstati ci sono voluti anni e il problema di un veto di un paese con cui non confinano. Per i Balcani, il percorso è appena cominciato.
*Immagine di copertina: [Immagine generata con Google Gemini (Google)]





