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Guida alle elezioni regionali 2023 in Lombardia: cosa c’è da sapere

Tempo di lettura stimato: 6 min.

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Il 12 febbraio dalle ore 7:00 alle 23:00 e il 13 febbraio dalle 7:00 alle 15:00 le cittadine e i cittadini della Lombardia sono chiamati alle urne per rinnovare il Consiglio Regionale ed eleggere il Presidente della Regione. Come per le regionali in Lazio, elencheremo candidati e temi, ma non prima di aver fornito una breve introduzione storica.

La giunta regionale uscente

Guardando al lungo periodo, si può dire che la Regione Lombardia abbia avuto, principalmente, una storia di governi di centro o centrodestra. Dal 1970 al 1979, è stata guidata da una maggioranza composta da Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Socialdemocratico Italiano e Partito Repubblicano Italiano. La stessa maggioranza si è poi allargata, dal 1980 al 1992, al Partito Liberale Italiano, seguendo l’alleanza che a livello nazionale diede vita al cosiddetto “Pentapartito”. Dopo una breve parentesi (1992-1994) di governo presieduto dal neonato Partito Democratico della Sinistra, Federazione dei Verdi, PSDI e PLI, la Regione dal 1992 ad oggi è stata guidata da coalizioni più o meno eterogenee di centrodestra. 

A governare la regione dal 2018 ad oggi è stato Attilio Fontana sostenuto da una maggioranza comprendente Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, le liste civiche “Lombardia Ideale” e “Polo Civico”, e il partito dell’attuale Presidente della Liguria “Cambiamo! – Rifare l’Italia”. L’opposizione è invece composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Azione, +Europa-Radicali e la lista civica “Lombardi Civici Europeisti”. 

 

La regione Lombardia si avvicina all’appuntamento elettorale di febbraio dopo una stagione politica caratterizzata prevalentemente dai problemi legati alla pandemia. L’evento chiave della precedente legislatura è stata, infatti, la sostituzione nel febbraio 2021 dell’Assessore al Welfare, Giulio Gallera, a seguito di diverse polemiche riguardo la gestione dell’emergenza sanitaria, con l’ex sindaca di Milano Letizia Moratti. Quest’ultima, diventando anche Vicepresidente della Regione, ha scosso la scena politica regionale quando si è successivamente dimessa in polemica con il Presidente Attilio Fontana. Tale atto ha spinto il Terzo Polo di Matteo Renzi e Carlo Calenda ad appoggiare l’ex Vicepresidente, mentre il Partito Democratico ha invece optato per un’alleanza con il Movimento 5 Stelle a sostegno dell’europarlamentare PD Pierfrancesco Majorino.

 

I candidati e le coalizioni alle elezioni regionali in Lombardia

 

Attilio Fontana

Attuale Presidente della Regione Lombardia ed esponente di lungo corso della Lega, è stato sindaco dal 2006 al 2016 di Varese e consigliere regionale, nonché Presidente dello stesso, dal 2000 al 2006. Dal 1995 al 1999 è stato sindaco di Induno Olona. Inoltre, ha ricoperto il ruolo di Presidente dell’ANCI Lombardia. 

Negli ultimi sondaggi è dato come favorito alla corsa al Pirellone con il 45 %. A sostegno di Attilio Fontana si schierano la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati, e la lista civica Fontana Presidente.

 

Pierfrancesco Majorino

A sfidare il presidente uscente è Pierfrancesco Majorino. Con un passato nella rappresentanza universitaria (fu presidente dell’associazione Unione degli Studenti), Majorino è stato per tre mandati consecutivi – dal 2006 al 2019 – consigliere comunale a Milano, e per gli ultimi due Assessore alle Politiche Sociali.  Alle elezioni europee 2019 viene eletto europarlamentare nelle file del Partito Democratico, dimettendosi dalla carica di Assessore. 

Negli ultimi sondaggi è dato come secondo dietro ad Attilio Fontana con il 33%. Pierfrancesco Majorino è sostenuto da Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, l’Alleanza Sinistra-Verdi e la lista “Patto civico per Majorino Presidente”.

 

Letizia Moratti

La terza sfidante è Letizia Moratti. Ex Presidente RAI dal 1994 al 1996, è stata Ministra dell’Università e della Ricerca dal 2001 al 2006 nei governi Berlusconi II e III e sindaca di Milano dal 2006 al 2011. Le sue dimissioni da Vicepresidente e Assessora al Welfare della Regione Lombardia hanno offerto il terreno per una candidatura alla presidenza della Regione con l’appoggio del Terzo Polo.

Negli ultimi sondaggi è data come terza con il 19%. A sostegno di Letizia Moratti si schierano Azione-Italia Viva, e la lista civica Letizia Moratti Presidente.

 

Mara Ghidorzi

Il quarto candidato è infine Mara Ghidorzi. Sociologa ed esperta di genere, si occupa di inclusione e di progetti sociali. Candidata alle scorse elezioni amministrative di Milano al Municipio come consigliera, è stata scelta dal movimento politico Unione Popolare come candidata alla presidenza della Regione Lombardia, sebbene i sondaggi la diano quarta, con il 2,9% di sostegno.

I punti chiave dei programmi per la Lombardia

Il programma del centrodestra

Il programma, fra i punti principali, affronta tre temi: trasporti, sanità e lavoro. Sui trasporti le proposte principali vertono sul potenziamento del trasporto veloce tra i principali centri urbani e del trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda il tema sanità, le proposte principali vanno dallo sviluppo delle case di comunità all’aumento dell’offerta dei servizi disponibili, anche con la collaborazione pubblico-privato, con l’obiettivo di diminuire le liste d’attesa. Spazio è dato anche al tema del lavoro: creazione di una nuova rete di Technology Transfer Office (TTO) collegata al sistema delle università lombarde, contrasto al fenomeno NEET ed elaborazione di un piano strategico a sostegno degli ecosistemi produttivi settoriali per favorire gli investimenti necessari ad affrontare le trasformazioni in corso (digital e green).

 

Il programma di centrosinistra e Movimento 5 Stelle

Sui trasporti la coalizione di centrosinistra propone l’ammodernamento del servizio ferroviario, un piano di manutenzione straordinaria di strade, gallerie e ponti, ciclabilità, incentivi all’auto elettrica e la gratuità del Trasporto Pubblico Locale per gli under 25 e per coloro che si spostano per accedere alle cure. La sanità vede come progetti la governance unitaria di agenzie unitarie locali, articolazione di una sanità territoriale per la gestione dei casi non acuti, aumento delle retribuzioni per infermieri, riduzione delle liste d’attesa e l’investimento in progetti di prevenzione. Nel lavoro vediamo proposte come una maggior sicurezza sul posto di lavoro, il potenziamento dell’apprendistato a sfavore degli stage non retribuiti, l’ampliamento dell’offerta di istruzione tecnica e professionale (ITS), e il rafforzamento dell’occupazione femminile.

 

Il programma del Terzo Polo

Sui trasporti Letizia Moratti e la sua coalizione propongono di liberalizzare il servizio ferroviario Trenord, con il fine di aumentarne l’efficienza. Inoltre, si propone di migliorare i collegamenti tra province e città, utilizzando lo strumento regionale “Programma mobilità e Trasporti”. A livello sanitario si propone la riduzione delle liste d’attesa, completamento del rafforzamento della sanità territoriale e riduzione delle liste di attesa delle prestazioni ambulatoriali anche attraverso un sistema premiale e di decurtazione legato al rispetto dei tempi in campo chirurgico, diagnostico e ambulatoriale. Per il lavoro si propone la cosiddetta “Indennità di residenza”, pari a una percentuale della retribuzione per i primi 5 anni, per chi si trasferisce in Lombardia con un contratto di lavoro (sopposto a valutazione). Inoltre, è viene proposto lo studio di un Assegno unico regionale per i figli, e di favorire il Superamento dei codici Ateco.

 

Il programma di Unione Popolare

Sui trasporti si propone di rivedere totalmente il servizio ferroviario regionale Trenord, evitando di lasciare il servizio nelle mani del privato. La proposta è quella di ridurre il costo dei biglietti per l’accesso al Trasporto Pubblico Locale e Regionale, riducendo tutti quei progetti (es. autostrade) atti a favorire il trasporto privato. Per la sanità l’obiettivo principale è quello di ridurre le risorse pubbliche a favore degli ospedali privati, investendo di più nel servizio sanitario pubblico. 

Per il lavoro si propone di abolire il sistema a Dote per le politiche attive, potenziare le risorse dei centri per l’impiego pubblici, reinvestire sui Centri di Formazione Professionale pubblici e la garanzia di un’equa retribuzione per i tirocini.

 

A cura di Francesco  Morici

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