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Cosa fa l’Unione Europea per affrontare le alluvioni

Unione Europea alluvioni

Le alluvioni sono gli eventi climatici estremi più frequenti e costosi, ed è previsto che aumenteranno a causa del riscaldamento globale. In anni recenti i Paesi europei sono stati scossi da forti alluvioni che hanno provocato centinaiadi morti e miliardi di euro di danni economici. Per prevenire e reagire a questi eventi, l’UE mette a disposizione degli Stati diversi strumenti di sia per facilitare il pronto intervento che per finanziare la ricostruzione.

Valencia ottobre 2024. Emilia-Romagna ottobre 2024 e maggio 2023. Germania dicembre 2023. Grecia settembre 2023. Slovenia, Croazia e Austria agosto 2023. Sono solo alcune delle devastanti alluvioni che hanno colpito l’Europa negli ultimi due anni. E ce ne saranno altre, sempre più frequenti. Impedire tali eventi è impossibile, l’Unione Europea può solo cercare di prevenire i danni.

Gli eventi climatici estremi sono in aumento

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Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato, e le temperature aumenteranno ulteriormente nei prossimi anni, così come gli eventi climatici estremi. La maggiore incidenza di eventi climatici estremi, come alluvioni, siccità, ondate di calore, tempeste e cicloni, è infatti collegata all’aumento delle emissioni di gas serra causate dall’attività umana.

Una delle conseguenze più gravi del riscaldamento globale è il cambiamento delle precipitazioni atmosferiche, che renderà le alluvioni i fenomeni più ricorrenti. L’aumento delle temperature dei mari incrementa il vapore acqueo rilasciato nell’atmosfera, che, trattenendo una maggiore quantità di umidità, provoca precipitazioni più intense.

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, negli ultimi 50 anni il numero di eventi climatici eccezionali è quintuplicato a livello mondiale, causando oltre 2 miliardi di morti e più di 4,3 triliardi di dollari in danni economici. Nel 2023 in Europa, 1,6 milioni di persone sono state colpite da alluvioni. L’alluvione in Emilia-Romagna a maggio 2023 ha costretto 36 mila persone ad evacuare e ha provocato 17 morti. In termini economici, l’Agenzia europea dell’Ambiente (EEA) ha stimato che tra il 1980 e il 2023, eventi climatici e meteorologici estremi hanno causato la perdita di oltre 738 miliardi di euro, e tra questi, le alluvioni hanno provocato il 44% dei danni. In UE, solo nel 2022 i cambiamenti climatici hanno generato 52,3 miliardi di euro di perdite economiche, di cui 40,9 miliardi legati a fenomeni climatici come ondate di calore o di freddo. In Emilia-Romagna l’alluvione del maggio 2023 ha causato circa 9 miliardi di euro di danni

Se la causa della frequenza delle piogge estreme è la crisi climatica, gli effetti delle inondazioni sulle comunità dipendono dalle specificità del territorio. Secondo l’EEA, un cittadino europeo su otto vive in un’area a rischio di alluvioni. Il consumo di suolo nei centri urbani è la causa principale della gravità dei danni causati dalle alluvioni. L’impermeabilizzazione del suolo, cioè la copertura del terreno con materiali impermeabili come cemento, impedisce  il deflusso delle acque, lo scorrimento superficiale delle precipitazioni che ne ostacola la filtrazione nel terreno. Inoltre, cementificazione e costruzione di nuovi edifici provocano la perdita di servizi ecosistemici, come la biodiversità e la produzione di cibo e materie prime, che un suolo sano è in grado di offrire.

Le strategie dell’Unione Europea

Eventi climatici estremi danneggiano non solo le persone ma anche l’ambiente e interi territori. L’Europa, il continente che si sta scaldando più velocemente, non può permettersi di ignorare il prezzo della crisi climatica. Il Green Deal europeo mira a rendere l’UE la prima zona al mondo a zero emissioni entro il 2050, rappresentando un ambizioso piano di crescita basato su economia circolare, industrie più pulite, ambiente sano e agricoltura sostenibile. Parte integrante del Green Deal è dunque rendere i territori resilienti e in grado di affrontare i cambiamenti climatici, inclusa la preparazione agli eventi climatici estremi.

EU Adaptation Strategy: parte integrante del Green Deal è dunque la Strategia dell’UE di adattamento che mira a rendere l’UE resiliente ai cambiamenti climatici. La strategia si basa sugli obiettivi di rendere l’adattamento più sistemico, smart e rapido e di incrementare la cooperazione internazionale contro la crisi climatica.

Meccanismo Protezione Civile dell’UE: il Meccanismo di protezione civile dell’UE raggruppa le funzioni e capacità della protezione civile al fine di migliorare la prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi. Data la natura transnazionale degli eventi climatici, il Meccanismo fornisce una risposta collettiva rapida e coerente facilitando il coordinamento tra le autorità nazionali. 

A seguito di una richiesta di assistenza, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) funge da centro di coordinamento tra le autorità della protezione civile degli Stati membri, assicurando una rapida mobilitazione di soccorsi, squadre e attrezzature specializzate, anche in Paesi esterni all’UE.

Direttiva Alluvioni: la Direttiva 2007/60/EC relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni è il primo strumento europeo dedicato alla minaccia delle alluvioni. Rappresenta il quadro di riferimento per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni, con l’obiettivo di ridurre e gestire le conseguenze negative per la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche causate dalle alluvioni.

Secondo la Direttiva, tutti i Paesi Membri devono effettuare periodicamente una valutazione preliminare del rischio di alluvione, redigere mappe della pericolosità e del rischio di alluvione e prevedere piani di gestione del rischio di alluvione. Queste azioni avvengono in cicli periodici di sei  anni.

L’Agenzia europea dell’Ambiente: l’EEA raccoglie e fornisce dati per monitorare e mappare i rischi di alluvioni a livello europeo. Queste informazioni forniscono un quadro dettagliato delle zone a rischio di inondazioni, aiutando nello sviluppo di strategie di valutazione e gestione del rischio.

Copernicus: Copernicus è il programma europeo di osservazione satellitare della Terra, si occupa di monitorare il pianeta e l’ambiente e di fornire servizi di informazione basati su osservazioni satellitare e  analisi di dati (non dallo spazio) in situ. Fornisce dati satellitari che permettono di monitorare e prevedere eventi meteorologici estremi, supportando le autorità nella prevenzione e gestione delle emergenze.

Uno dei pilastri del programma è il Copernicus Emergency Management Service (CEMS) che fornisce informazioni geospaziali accurate e puntuali a tutti le autorità coinvolte nella gestione di emergenze e disastri naturali. Esso è composto da un servizio di rapid mapping che fornisce mappe geo spaziali e analisi rapide, e da un servizio di early warning, che comprende uno specifico strumento per le alluvioni, il Sistema europeo di allarme inondazioni (EFAS) che fornisce previsioni fino a 10  giorni in anticipo sulle panoramiche delle inondazioni in atto e previste.

Fondo Europeo di Solidarietà: il Fondo Europeo di Solidarietà (ESF) viene attivato su richiesta di uno Stato colpito da disastri naturali o da emergenze di sanità pubblica, e finanzia misure essenziali di emergenza e di ripresa. Rappresenta il principale strumento europeo per sostenere la ripresa dalle catastrofi naturali.

Dal 2021, EUSF e la Riserva per gli aiuti d’urgenza (Emergency Aid Reserve) sono finanziati come un unico strumento, la Riserva di solidarietà e per gli aiuti di emergenza (SEAR).

Politica di coesione dell’UE: un altro strumento per il recupero e la ricostruzione a lungo termine sono i fondi della politica di coesione dell’UE per ricostruire infrastrutture, riparare servizi pubblici danneggiati e migliorare la preparazione ai disastri per le emergenze future.

L’UE sta facendo abbastanza?

Milioni di persone hanno già sofferto i danni causati dagli eventi climatici estremi negli ultimi anni, e altrettante sono esposte a questo rischio nel futuro. A causa della crisi climatica, le condizioni metereologiche estreme aumenteranno e si intensificheranno. Se fermarle non è possibile, quello che l’UE e gli Stati possono fare è preparsi a prevenire e a rispondere alle emergenze. 

Il Parlamento europeo ha già chiesto investimenti urgenti nella gestione delle inondazioni e nelle misure di prevenzione del rischio di disastri naturali. Allo stesso modo, le autorità locali devono adattare le propie città e le proprie strategie di gestione dell’acqua per prevenire i danni causati dalle alluvioni. Le strategie e gli strumenti di resilienza e di adattamento ci sono, ma come ribadito dall’EEA, c’è bisogno di azioni urgenti per ridurre le emissioni globali di gas serra e prepare le nostre società alle conseguenze inevitabili del cambiamento climatico.

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