Europa

Accordo tra Ue e Mercosur: un’area di libero scambio da 700 milioni di persone

Accordo Ue-Mercosur

Dopo più di trent’anni di negoziazione, siglato l’accordo tra Ue e Mercosur. Oltre alla rilevanza che ciò rappresenta per il commercio internazionale, è anche un modo per rispondere e adeguarsi alle nuove dinamiche geopolitiche.

La nascita di un’area di libero scambio da 700 milioni di persone. È questo il modo migliore per presentare la portata di un accordo che, se ratificato, avrà un peso specifico notevole nel commercio internazionale dei prossimi anni. Un nuovo tassello che si inserisce in un contesto economico mondiale sempre più in evoluzione: con gli Stati Uniti che perseguono sulla strada del protezionismo, per l’Ue è vitale trovare ulteriori partner commerciali con cui mantenere un rapporto solido e duraturo. Questa analisi offre una panoramica dei lunghi negoziati tra Ue e Mercosur, approfondendo i dettagli dell’accordo e spiegando i motivi per cui l’agevolazione dei flussi commerciali rappresenti un beneficio per i Paesi coinvolti.

Il lungo e tortuoso percorso per arrivare alla firma

Il Mercosur nasce nel 1991 con il Trattato di Asunción, firmato da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, con l’obiettivo di creare un mercato comune sudamericano fondato sulla libera circolazione di beni e servizi. I negoziati formali per un accordo di libero scambio con l’Unione Europea iniziano nel 1999, ma già nei primi anni emergono delle divergenze. Il Mercosur chiede maggiore apertura del mercato agricolo europeo, mentre l’Ue punta a un accesso più ampio ai mercati industriali e ai servizi locali. Questo ha portato a ripetute interruzioni, seguite da riallacci dei rapporti mai troppo duraturi.

Solo nel giugno del 2019, si è raggiunta una parziale intesa politica su un accordo che prevede la liberalizzazione della grande maggioranza degli scambi, norme avanzate su investimenti, appalti pubblici e un capitolo dedicato allo sviluppo sostenibile. Tuttavia, l’accordo non viene firmato né ratificato, e, quando emergono criticità significative, i dialoghi nuovamente si arenano. Tra le principali questioni sul tavolo troviamo la preoccupazione per la deforestazione amazzonica, il timore per la concorrenza del settore agricolo europeo e quello automobilistico sudamericano. Nonostante le frizioni negoziali di quegli anni, i dati sui flussi commerciali tra i due blocchi evidenziavano un trend positivo, dando quindi prova dell’esistenza di un potenziale reale e confermando la necessità di una liberalizzazione bilaterale.

Una svolta è arrivata con il ritorno del presidente Lula in Brasile nel 2023: la nuova politica ambientale brasiliana ha reso più credibili gli impegni sulla tutela dell’Amazzonia, mentre gli altri Paesi del Mercosur hanno ribadito il proprio bisogno di attrarre investimenti e modernizzare le proprie economie. Parallelamente, la Commissione Europea ha intensificato il dialogo con gli Stati membri più scettici, proponendo garanzie aggiuntive per gli agricoltori europei e meccanismi di salvaguardia più robusti.

Cosa prevede l’accordo tra Ue e Mercosur?

Come ribadito dalla presidentessa della Commissione Europea von der Leyen, l’accordo tra Ue e Mercosur rappresenta la nascita della più grande area di libero scambio, valente il 20% del Pil globale. Non è una semplice liberalizzazione commerciale, ma un chiaro segnale al mondo. La stessa presidentessa ha sottolineato tre punti fondamentali nel suo discorso tenuto ad Asunción lo scorso 17 gennaio, utili a comprendere cosa prevede effettivamente l’accordo.

Primo, l’Ue è già oggi il secondo partner commerciale del Mercosur e il principale investitore nella regione. L’accordo eliminerà dazi e barriere, aprirà gli appalti pubblici e offrirà un quadro stabile e basato su regole per favorire commercio e investimenti. Ne trarranno vantaggio le imprese di entrambe le parti, incluse le 30.000 PMI europee che già esportano nell’area, con effetti positivi sull’occupazione.

Secondo, l’intesa contiene un capitolo forte sullo sviluppo sostenibile. Le due regioni si impegnano a sostenersi nella transizione verso la neutralità climatica. L’Europa avrà un accesso più sicuro alle materie prime necessarie alla transizione verde. Questo, ribadisce, è un partenariato basato su complementarità e responsabilità verso le generazioni future.

Terzo, l’accordo crea una piattaforma comune per affrontare temi globali: tutela dell’ambiente, riforma delle istituzioni internazionali e cooperazione strategica. Unendo le forze, Ue e Mercosur rafforzeranno la loro capacità di influenzare il dibattito globale e di promuovere la creazione di ricchezza per i propri cittadini.

I vantaggi del libero commercio

Per comprendere i benefici che un accordo come quello tra Ue e Mercosur porta, è utile far riferimento ai due capisaldi teorici dell’economia internazionale. Il primo è il modello Ricardiano, che nella sua semplicità è ideale per capire l’intuizione di fondo. In breve, esso sostiene che un Paese si debba specializzare nella produzione dei beni in cui è relativamente più efficiente, per evitare di sprecare risorse in quei settori dove la propria produttività è carente. Applicandolo al contesto in esame, potremmo concludere che i Paesi sudamericani dovrebbero specializzare la propria produzione e il proprio export nell’agroalimentare. Parallelamente, l’Unione Europea dovrebbe concentrarsi sui settori ad alto valore aggiunto, come i prodotti farmaceutici, l’automotive e i servizi avanzati. Lo scambio ricardiano avviene proprio qui: l’efficienza europea nell’industria “paga” l’efficienza sudamericana nell’agricoltura, aumentando il benessere complessivo di entrambi i blocchi.

Per superare l’eccessiva semplificazione del modello Ricardiano, il modello Heckscher-Olhin introduce la dotazione dei fattori produttivi. Secondo questa teoria, un Paese esporterà i beni la cui produzione richiede un uso intensivo dei fattori di cui il Paese è relativamente più ricco. I Paesi del Mercosur dispongono di vaste estensioni di terra coltivabile e risorse naturali. Secondo H-O, essi hanno un vantaggio comparato nei beni “land-intensive”, come la soia, la carne bovina e i cereali. Viceversa, l’Ue eccelle nei beni “capital-intensive”. Grazie al commercio, le due aree possono ottimizzare le proprie risorse: il Mercosur può “esportare” la sua terra sotto forma di prodotti agricoli e l’Europa può “esportare” il suo capitale sotto forma di tecnologia.

Questo spunto teorico è utile anche per trattare il tema degli “scontenti”. Gli agricoltori europei temono infatti che i prodotti sudamericani possano togliere una fetta di mercato importante alle proprie attività.

La tutela per gli agricoltori europei

Per calmare le proteste degli agricoltori, la Commissione Europea ha introdotto delle misure di salvaguardia che inibiscono la totale efficacia della liberalizzazione. Nell’accordo rientrano infatti delle clausole che, in caso di importazioni eccessive, sospendono temporaneamente le agevolazioni tariffarie. Inoltre, sono previsti anche dei contingenti massimi e controlli stringenti sugli standard sanitari.

Nel dettaglio, la Commissione spiega come l’Ue concederà ai prodotti agroalimentari del Mercosur un accesso controllato al mercato europeo, attraverso quote che saranno implementate gradualmente. L’intesa non concederà l’accesso a dazio zero per la carne bovina sudamericana, ma consentirà l’ingresso di 99.000 tonnellate di carne bovina con un dazio del 7,5%. Il 55% della quota sarà costituito da carne fresca o refrigerata e il 45% da carne congelata di minor valore. Il volume complessivo rappresenta l’1,5% della produzione totale europea di carne bovina ed è inferiore alla metà delle attuali importazioni dal Mercosur, che si attestano a 206.000 tonnellate (dati 2024).

Nonostante ciò, specialmente in Francia la pressione degli agricoltori rimane forte, e insieme a Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda, ha espresso la propria contrarietà sull’accordo nel voto al Consiglio. Inoltre, il 21 gennaio il Parlamento Europeo ha chiesto alla Corte di Giustizia Ue di verificare la legittimità dell’accordo, sospendendo temporaneamente il processo di ratifica.

Tutta la potenzialità dell’accordo tra Ue e Mercosur

Come emerge da questa analisi, l’accordo tra Ue e Mercosur ha un’enorme potenzialità in termini di crescita economica per entrambi le parti coinvolte. Inoltre, esso rappresenta una mossa strategica nella partita geopolitica in atto tra le grandi potenze mondiali. Diversificare i propri rapporti e ridurre le dipendenze commerciali sono i prossimi obiettivi che l’Unione Europea si pone per garantirsi un ruolo da protagonista nell’economia globale del futuro. Per farlo, è adesso più come mai necessaria una politica commerciale ed estera coesa e decisa.

*Immagine di copertina: [Foto di Ambre Estève via Unsplash]
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