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UNHCR: L’Alto Commissariato per i Rifugiati

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All’interno delle Nazioni Unite (ONU), è stata creata un’agenzia che si occupa in particolare dei rifugiati a livello globale: l’UNHCR. Il fenomeno della migrazione e dello sfollamento domestico e internazionale è sempre stato presente, ma negli ultimi anni si è intensificato. Tra le cause – i push factors – ci sono conflitti domestici, persecuzioni, povertà ed anche i cambiamenti climatici. 

Creazione dell’UNHCR 

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è stato creato nel 1950 con lo scopo di aiutare milioni di rifugiati all’interno del continente europeo, sfollati a causa della Seconda Guerra Mondiale. In seguito, l’UNHCR ha seguito le vicende della Rivoluzione Ungherese del 1956 e i processi di decolonizzazione dell’Africa negli anni ’60. Per il suo impegno, l’Agenzia ha vinto due premi Nobel per la Pace. Nel 2003, l’Assemblea Generale dell’ONU ha esteso il mandato dell’agenzia “fino a quando il problema dei rifugiati sarà risolto”.

La Convenzione di Ginevra

L’UNHCR segue i dettami della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati del 1951, entrata in vigore ufficialmente nel 1954. In breve, i principi che dovrebbero essere rispettati nella gestione dei rifugiati nel mondo. I vari capitoli della convenzione trattano lo status giuridico, la possibilità di lavorare e l’accesso al welfare per gli individui coperti.

È in questa Convenzione che si trova la definizione di rifugiato. Un individuo diventa tale se è perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche e si trova fuori dallo Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato. Anche gli apolidi, cioè gli individui privi di una nazionalità riconosciuta, rientrano all’interno di questo schema di protezione internazionale.

I beneficiari dell’Agenzia vengono suddivisi in varie categorie: richiedenti asilo, sfollati, rifugiati, apolidi e i cosiddetti returnees, ossia ex-rifugiati che sono tornati nel proprio Stato di appartenenza.

Oltre ai principi di non discriminazione e depenalizzazione, il principio cardine della Convenzione e dell’UNHCR è quello del non respingimento. L’articolo 33 della Convenzione di Ginevra sancisce che “nessuno stato contraente espellerà o respingerà un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate”, per i motivi delineati sopra.

Organizzazione e Governance 

L’UNHCR è controllata dall’Assemblea Generale dell’ONU e dal Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC). Ci sono due figure istituzionali principali:

  •   L’Alto Commissario, eletto dall’Assemblea Generale. La sua funzione è quella di dirigere e controllare l’UNHCR in generale. La sua missione è quella di cercare una soluzione permanente al problema dei rifugiati e di svolgere un ruolo centrale nella relazione con tutti gli Stati Membri. Dal 2015, l’italiano Filippo Grandi ricopre la carica.
  •   Il Comitato Esecutivo (ExCom), istituita nel 1958. Essa si occupa di seguire i lavori dell’Alto Commissario, approvare il bilancio biennale per allocare le risorse. Tuttavia, l’ExCom non svolge una funzione di policy-making, che rimane nelle mani dell’Assemblea. Attualmente è formato da 79 membri.

Inoltre, è da sottolineare l’estrema importanza che hanno i contributi degli Stati e delle Organizzazioni Internazionali. Nel 2019, l’UNHCR aveva un budget di 8 miliardi USD circa. I tre contribuenti più grossi sono stati: gli Usa, l’Unione Europea e la Germania. In generale, gli Stati e l’Unione Europea contribuiscono all’agenzia per l’87% dei fondi, mentre il resto viene dal Budget dell’ONU e donatori privati. Le risorse vengono allocati principalmente per il approvvigionamento dei rifugiati, acqua, cure mediche e programmi di educazione.

L’UNHCR oggi

La situazione mondiale è complessa e i flussi hanno coinvolto anche l’Europa e l’Italia in primis, durante la crisi siriana. Secondo gli ultimi dati del 2019, 79.5 milioni di persone sono state forzatamente dislocate in giro per il mondo, cioè circa l’1% della popolazione mondiale. Questo numero è di fatto duplicato rispetto ai primi anni del 2000, quando se ne registravano meno di 40 milioni. Rispetto al totale, 26 milioni sono riconosciuti come rifugiati, mentre 45.7 milioni sono sfollate domesticamente. Il 40% degli sfollati totali ha meno di 18 anni. Inoltre, l’80% è attualmente ospitato in paesi in via di sviluppo, al contrario di quello che si potrebbe pensare.

È interessante osservare da dove vengono i rifugiati e dove sono accolti. I cinque paesi che ne ospitano di più sono la Turchia (3.6 milioni), la Colombia (1.8), il Pakistan (1.4), l’Uganda (1.4) e la Germania (1.1). Al contrario, i paesi da cui provengono la maggior parte degli sfollati sono la Siria (6.6 milioni), il Venezuela (3.7), l’Afghanistan (2.7), il Sud Sudan (2.2) e il Myanmar (1.1). 

Emergenze in corso

Ad oggi, l’UNHCR ha sviluppato un sistema di risposta alle emergenze umanitarie nel mondo ed è capace di arrivare attivamente nei territori coinvolti in brevissimo tempo. Al momento l’agenzia ONU gestendo diverse situazioni di crisi nel mondo, tra cui in Europa, in Myanmar per la questione dei Rohingya, in Yemen, in Siria e in Venezuela, per un totale di 13 situazioni. Attualmente, sono attivi per quanto riguarda la risposta globale al nuovo coronavirus COVID-19, garantendo aiuto agli Stati a corto di risorse, come il Bangladesh e il Myanmar. 

Le critiche verso l’UNHCR

L’UNHCR è un organismo dell’ONU, quindi riceve le stesse critiche rivolte alle Nazioni Unite, riconducibili a problemi strutturali, come vi abbiamo spiegato qui. Oltre a ciò, l’UNHCR aveva ricevuto critiche per la gestione della crisi in Siria e del conseguente flusso di sfollati verso l’Europa meridionale e continentale.

Infine, il dilemma di dover gestire emergenze di fatto pregne di politica in modo apolitico è particolarmente evidente dell’UNHCR, motivo per cui svolge principalmente una funzione di gestione e intervento umanitario e advocacy. Per questo, l’agenzia rischierebbe di non trovare una cura al problema, ma solamente a gestirne i sintomi.

Giovanni Polli
Nato a Vicenza nel '99. Sono uno studente di scienze politiche presso l'Università Bocconi. Oltre ad essere un appassionato di politica, sono un vorace consumatore di musica; probabilmente sono l'unico a comprare ancora CD. In Veneto ho sviluppato anche un'altra delle mie più grandi passioni: lo spritz, rigorosamente a tre euro!

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