fbpx

IMPARZIALI, COSTRUTTIVI, ACCESSIBILI

Home Istituzioni in Pillole La FAO (Food and Agriculture Organization)

La FAO (Food and Agriculture Organization)

Tempo di lettura stimato: 4 min.

-

La FAO, acronimo per Food and Agriculture Organization (Organizzazione per il Cibo e l’Agricoltura), è una delle 15 agenzie specializzate delle Nazioni Unite. L’agenzia mira  a promuovere e accrescere il livello di nutrizione della popolazione mondiale, ad aumentare la produttività agricola mondiale, a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni rurali e la resilienza della popolazione mondiale a potenziali crisi e carestie.  Il Direttore Generale dell’organizzazione è Qu Dongyu, ex vice ministro cinese degli affari agricoli e rurali. 

Breve storia della FAO

Le basi per la creazione dell’agenzia furono poste nel 1943, durante un incontro tra i governi di 44 stati del mondo a Hot Springs, negli Stati Uniti. In tale conferenza, i paesi presenti decisero di impegnarsi per creare un’organizzazione mondiale per il cibo e l’agricoltura. L’organizzazione fu poi ufficialmente fondata nel 1945 in Canada, a Quebec City. Washington DC fu scelta come prima sede dell’agenzia. La sede principale si spostò poi a Roma, dove l’organizzazione si trasferì nel 1952 presso il Palazzo FAO. La FAO è ad oggi l’unica agenzia specializzata dell’ONU con sede in Italia. Diversi stati hanno deciso di aderire all’organizzazione nel corso del tempo, aggiungendosi alla 44 nazioni fondatrici. 194 stati del mondo, assieme dell’Unione Europea, vi aderiscono attualmente. Il Montenegro è stato l’ultimo paese a entrare nella FAO, nel novembre del 2007.

Obiettivi

Questi sono gli obiettivi dell’agenzia, come riporta il sito ONU Italia:

Il mandato della FAO è di sconfiggere la fame, l’insicurezza alimentare e la malnutrizione, promuovere un’agricoltura, una silvicoltura e una pesca più produttive e sostenibili, ridurre la povertà rurale, abilitare sistemi agricoli e alimentari più inclusivi ed efficienti, aumentare la resilienza dei mezzi di sostentamento in caso di crisi e minacce”.

La FAO si impegna a raggiungere tali obiettivi mettendo a disposizioni informazioni tecniche, offrendo competenze politiche, fornendo un luogo di incontro e dibattito per le nazioni e applicando l’esperienza sul campo. E’ importante sottolineare che l’organizzazione non ha il potere di promuovere risoluzioni vincolanti per i propri stati membri. ll suo compito principale consiste invece nel promuovere politiche volte al raggiungimento degli obiettivi citati, fornendo assistenza tecnica e supporto ai paesi che ne fanno richiesta. La FAO inoltre pubblica studi e, attraverso FAOSTAT, statistiche legate alle sue aree di competenza. Inoltre l’agenzia supporta l’ONU nell’attuazione dei dei Sustainable Development Goals (anche noti come Agenda 2030), promossi dall’ONU stessa nel 2015.

Struttura

L’agenzia è organizzata in cinque uffici regionali, che si affiancano agli uffici di Roma: 

  • Ufficio regionale per l’Africa;
  • Ufficio regionale per l’Asia e il Pacifico; 
  • Ufficio regionale per l’America Latina e i Caraibi;
  • Ufficio regionale per l’Europa e l’Asia Centrale; 
  • Ufficio regionale per il Vicino Oriente e il Nord Africa. 

L’organizzazione possiede anche sei uffici di collegamento (Liaison Offices), a Washington DC, Yokohama, Bruxelles, Ginevra, Mosca e New York, e uffici nazionali in 130 degli stati membri. L’operato dell’agenzia è coordinato dalla Conferenza Plenaria dei Paesi Membri (Conference of the Member Nations). La Conferenza si riunisce ogni due anni. Essa elegge sia il Consiglio (Council), composto da 49 stati a rotazione triennale, che agisce come organo direttivo dell’agenzia, sia il Direttore Generale. Il Direttore Generale, nel suo operato, è affiancato da un Vice Direttore.  Inoltre, la Conferenza approva il budget e invia raccomandazioni sulle politiche da attuare per quanto concerne cibo e agricoltura. Infine, l’organizzazione conta otto dipartimenti specializzati, organizzati secondo le principali aree di intervento dell’organizzazione.

Finanziamenti

Il budget impiegato dalla FAO nel 2018 è di 1,3  miliardi di dollari americani. Di questi, il 33% proviene da contributi obbligatori degli stati membri, mentre il 67% proviene da contributi volontari degli stati membri e delle associazioni e organizzazioni partner. Per i contributi volontari, l’Unione Europea detiene il primato per fondi versati. Stati Uniti e Svezia completano il podio di questa classifica. L’Italia invece è il decimo contributore volontario della FAO in termini assoluti. Il budget, oltre a coprire i costi amministrativi, serve principalmente a finanziare misure volte al raggiungimento degli obiettivi citati.

Critiche alla FAO

L’agenzia è stata oggetto di diverse critiche nel corso degli anni. In molti considerano la FAO un’organizzazione essenzialmente irrilevante nel combattere la fame e le carestie che si sono susseguite sin della sua fondazione. 

La FAO è stata accusata di non aver agito a sufficienza per contrastare, per esempio, la crisi dei prezzi alimentari mondiali del 2007-2008. In tale occasione, Abdoulaye Wade, al tempo presidente del Senegal, dichiarò che la FAO andava “eliminata”, attribuendo all’organizzazione larga parte della responsabilità per la crisi. Inoltre l’agenzia finì nel mirino delle critiche per il presunto appoggio alle tecnologie OGM, dopo la pubblicazione nel 2004 del report “Biotecnology: meeting the needs of the poor?. Tale documento suscitò polemiche  tra diverse ONG e associazioni di agricoltori.

Inoltre, l’agenzia ha subito critiche per la sua presunta inefficienza, per la sua burocrazia politicizzata e per l’inconcludenza delle sue assemblee, spesso considerate “una perdita di tempo” come riporta Elga Zalite, storica dell’Università di Stanford. 

Dal 2007, la FAO ha tentato di rispondere a tali critiche con una serie di riforme del proprio assetto organizzativo. La più recente, su proposta del nuovo Direttore Generale, si prefigge di rendere l’organizzazione più trasparente, più flessibile e più capace di supportare gli stati in difficoltà. Valutare tali riforme è ancora prematuro. Di certo la crisi pandemica del Coronavirus e l’aggravarsi della minaccia climatica costituiscono i banchi di prova fondamentali per testare la resilienza e la capacità di reazione dell’agenzia di fronte alle sfide dei prossimi decenni. 

*Logo of the Food and Agriculture Organization [Credit photo: Cptnemo (original uploader, Wikimedia Commons)]

Giovanni Carletti
Mi sono laureato in Relazioni Internazionali alla Cattolica. Al momento studio Politiche Europee a LSE... nel paese della Brexit! Mi interesso principalmente alle questioni europee e mediorientali. Timido di temperamento, amo i sentieri difficili e il rock degli anni ‘60 e‘70.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

3,112FansMi piace
1,934FollowerSegui
1,565FollowerSegui
608FollowerSegui