Europa

Stato dell’Unione 2023: cosa c’è da sapere sull’ultimo “SOTEU”

Stato dell'Unione 2023

“È il momento di mostrare ai giovani che possiamo costruire un continente in cui ognuno può essere ciò che è, amare chi desidera e cercare di realizzare le sue ambizioni. 

Un continente riconciliato con la natura e che funga da guida nel settore delle nuove tecnologie. Un continente unito nella libertà e nella pace. Ancora una volta, per l’Europa è giunta l’ora di farsi trovare pronta all’appuntamento con la Storia.”

(Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea)

Il 13 settembre scorso, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha pronunciato il suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione (SOTEU) al Parlamento europeo di Strasburgo, delineando le principali priorità e iniziative per l’anno a venire insieme con il riferimento ai risultati conseguiti dall’Unione europea. 

Nel dicembre 2019, parallelamente al decimo anniversario del Trattato di Lisbona, la Commissione aveva infatti tracciato un nuovo e ambizioso percorso sviluppato in sei priorità politiche, verso un’Unione europea più verde, più digitale e più equa. Nel corso di questi anni l’Europa ha mantenuto la propria rotta, rivendicando un tasso di successo del 90% rispetto agli impegni presi nel 2019, parallelamente alla gestione di crisi globali in assoluto senza precedenti.

Le sfide affrontate dalla Commissione von der Leyen 

Poco più di un anno fa, l’UE si è trovata ad affrontare una delle sfide più grandi della sua storia: una guerra sul proprio continente e il conseguente ricatto da parte della Russia per quanto riguarda l’approvvigionamento di risorse energetiche, portando l’Europa sull’orlo della crisi. Emergenza prontamente superata in primo luogo grazie all’iniziativa REPowerEU, che ha aumentato la produzione di energia rinnovabile ripristinandone i prezzi (meno del 10% delle importazioni di gas ora provengono dalla Russia). L’UE si è sempre schierata dalla parte dei cittadini ucraini, preparandoli ad integrarsi nella famiglia europea attraverso riforme e sostegno alla ricostruzione, insieme con il potenziamento delle capacità di difesa. 

Il cuore della trasformazione economica dell’UE è il piano NextGenerationEU, un ambizioso strumento di recupero temporaneo dal valore di 806.9 miliardi di euro (valore a prezzi correnti), approvato al fine di sostenere investimenti che contribuissero a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia, in vista di un’Europa più resiliente e adatta alle sfide attuali e future.

Il 2023 ha quindi visto i cittadini europei superare una crisi energetica, accogliere nelle loro case milioni di rifugiati ucraini nella più grande migrazione del dopoguerra e stimolare l’economia con investimenti di importanti dimensioni. Un anno di sfide senza precedenti che ha visto l’UE ancora una volta all’altezza della situazione, rafforzando la fiducia nella resilienza dell’Unione. 

I punti principali dello Stato dell’Unione 2023 

L’intervento dello scorso mercoledì è stato l’ultimo discorso sullo Stato dell’Unione prima delle prossime elezioni europee, previste tra il 6 e il 9 giugno 2024. Anche in vista di ciò, Ursula von der Leyen ha colto l’occasione per offrire una dettagliata retrospettiva delle principali imprese politiche compiute dal suo esecutivo, ma ha anche guardato al futuro, proponendo diversi spunti importanti e suggerendo come le sue politiche non siano ancora giunte al termine. 

Durante i 63 minuti di discorso, la Presidente ha toccato diverse note retoriche forti, passando dai dialoghi con le imprese per gli impegni riguardanti il Green Deal alla definizione di norme minime di condotta per quanto riguarda un utilizzo sicuro ed etico dell’intelligenza artificiale

Preservando l’obiettivo della transizione ecologica, von der Leyen ha enfatizzato la grande importanza di sostenere l’industria europea, in particolare il settore tecnologico, ma anche l’agricoltura e la produzione manifatturiera. Ha inoltre sottolineato la necessità di migliorare il dialogo per garantire un processo equo e giusto, valorizzando il coinvolgimento degli attori sociali e facilitando le operazioni delle piccole e medie imprese attraverso la semplificazione delle procedure a livello europeo e nazionale.

E’ stato dato spazio ad una presa di coscienza sui progressi e le iniziative svolte in materia di uguaglianza di genere, come la recente approvazione da parte del Consiglio per quanto riguarda l’adesione dell’UE alla convenzione di Istanbul sulla prevenzione e lotta contro la violenza sulle donne. Focus è stato posto anche sulle negoziazioni attive, in particolare la direttiva presentata nel marzo 2022, che intende stabilire norme minime nel diritto dell’UE per definire reato specifiche forme di violenza di genere, migliorare la protezione e l’accesso alla giustizia per le vittime. 

E’ stato poi dedicato un toccante momento ad una giovane scrittrice e attivista ucraina Victoria Amelina, impegnata nella documentazione dei crimini di guerra, uccisa da un missile balistico russo. La Presidente von der Leyen ha accolto come ospite d’onore in Parlamento l’amico Héctor Abad, che si occupa ora di raccontare al mondo la storia di Victoria per preservare la sua memoria e scrivere una volta per tutte la parola fine in questa estenuante e ingiusta sofferenza

L’allargamento dei confini europei

Rilevante è il cambio di approccio dell’UE verso una maggiore convergenza nei confronti dei Paesi che intendono farne parte. L’invasione dell’Ucraina ha infatti rilanciato la questione dell’allargamento del numero di Stati Membri dopo quasi un decennio di stagnazioneLa prospettiva di ampliamento, presentata nel discorso sullo Stato dell’Unione come di interesse strategico oltre che umanitario, comprenderebbe appunto Ucraina, Moldova, Balcani occidentali e potenzialmente la Georgia (anche se, secondo i funzionari UE, è scivolata indietro sulla strada dell’adesione). 

Per portare a compimento un obiettivo di tali dimensioni, la Presidente ha affermato di aver incaricato la Commissione a condurre una valutazione delle politiche di pre-allargamento, insieme ad un esame dell’aspetto delle istituzioni europee nella prospettiva  di un’Unione allargata. 

Il tono del discorso, tuttavia, è rimasto per lo più cauto, astenendosi da qualsiasi riferimento a tempistiche o alle future dimensioni dell’espansione. Nonostante ciò, non viene esclusa la possibilità di aprire la porta ad una possibile modifica del Trattato, se necessaria. 

La salvaguardia della competizione in UE

Quello che probabilmente è stato il momento più accattivante di tutto il discorso sullo Stato dell’Unione riguarda l’annuncio della Presidente di un’indagine anti sovvenzioni dei veicoli elettrici a basso costo in arrivo dalla Cina. E’ infatti comprovata la rapida crescita di questi prodotti, portando a stabilire come i marchi cinesi di auto elettriche godano di una differenza di prezzo vicina al 20% rispetto ai marchi europei. “La concorrenza”, citando le parole della von der Leyen, “è vera solo se leale, e siccome non lo accettiamo dall’interno, non lo accetteremo nemmeno dall’esterno”. 

Il rapporto UE-Cina è da sempre troppo importante per rischiare di essere incrinato attraverso una noncuranza dei termini di un impegno sano. Per questo motivo l’obiettivo è quello di sviluppare relazioni economiche bilaterali che portino ad una cooperazione sulle sfide globali, affrontando parallelamente le distorsioni di mercato derivanti dal modello economico cinese statalista. 

Compare, a questo punto, il nome di Mario Draghi. In un momento in cui l’Europa cerca di mantenersi in equilibrio tra sfide quali lavoro, inflazione e transizione pulita, è fondamentale preoccuparsi di come continuare a godere di un vantaggio competitivo. E’ quindi per questo motivo che la Presidente ha chiesto ad uno dei più rinomati economisti sull’orizzonte europeo, di redigere un rapporto sul futuro della competitività europea. Compito che l’ex presidente della BCE ha pienamente accolto, sostenendo in una recente intervista su ‘The Economist’, l’importanza di nuove regole e di una maggiore condivisione della sovranità, contrapponendosi alle obsolete, ma ancora attuali, norme di dipendenza dagli Stati Uniti per la sicurezza, dalla Cina per l’export e dalla Russia per l’energia. 

Lo Stato dell’Unione e l’opinione pubblica europea

L’esortazione finale dello Stato dell’Unione è stata quella di pensare in grande attraverso l’immagine di un’Europa che “risponde alla chiamata della storia”. Condivise erano le aspettative di un esplicito riferimento, trovandoci ora al tramonto del suo mandato, ad una ricandidatura della von der Leyen. Seppur non sia stata data nessuna informazione concreta, in molti condividono l’interpretazione di questo ultimo intervento a 9 mesi dalla elezioni come una sorta di discorso elettorale

Parallelamente a queste speculazioni, è stata ampiamente criticata la scarsa accessibilità di questi interventi tenuti dai vertici delle istituzioni europee. Per contrastare l’eccessiva retorica, una soluzione potrebbe essere il tentativo di un avvicinamento alle persone, evidenziando l’impatto di queste decisioni nella vita dei singoli cittadini. Tuttavia, rimane la difficoltà di produrre un discorso abbastanza malleabile da sopravvivere a 27 contesti politici nazionali distinti

È però unica e condivisa la morale frutto di questo nuovo Stato dell’Unione: è tempo di mettere da parte le critiche e lavorare affinché, con una nuova generazione di europei chiamata a breve alle urne, l’UE si prepari a realizzarne le aspirazioni e a rispondere alle loro preoccupazioni.

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