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Protezione civile, i numeri da conoscere

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In questo lungo e complicato periodo segnato dalla presenza del Covid-19, ci sono personaggi che sono divenuti indubbiamente parte della quotidianità di noi italiani, costretti come siamo a restare nelle nostre abitazioni. Fra questi spicca senz’altro il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il cui gradimento è salito alle stelle. Ma un’altra presenza fissa sui teleschermi di tutta Italia è quella di Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, il quale, giorno dopo giorno, fornisce i dati aggiornati sul numero dei nuovi contagi, quello delle guarigioni, e quello di chi, purtroppo, non ce l’ha fatta. Questi, però, non sono gli unici numeri che riguardano un ente, quale la Protezione civile, che ormai da decenni è in prima linea nel fronteggiare ogni emergenza. Quelli che seguono, dunque, sono numeri volti ad approfondire l’attività della Protezione civile sul territorio italiano.

1992

È l’anno a cui risale l’istituzione del Servizio nazionale di protezione civile, a seguito della legge n. 225 del 24 febbraio. Le operazioni per la creazione dell’ente erano state avviate nei primi anni ’80 su iniziativa dell’allora Capo dello Stato Sandro Pertini, che aveva istituito il Ministero per il coordinamento della Protezione civile. Esso si sarebbe avvalso nel 1982 del Dipartimento della Protezione civile, a seguito della tragedia di Vermicino dell’estate 1981. In tale occasione aveva perso la vita, fra molte polemiche legate ai soccorsi, un bambino di soli 6 anni, precipitato in un pozzo.

Più gli anni trascorrevano, più veniva portata alla luce l’idea che fosse necessario affrontare le emergenze con una specifica pianificazione degli interventi necessari. Fu quindi con la legge del 1992 che la Protezione civile divenne ufficialmente, da ente operante nei soccorsi nell’ambito delle emergenze, un organo attivo incessantemente, con importanti compiti legati alla prevenzione delle calamità. Di fatto, la struttura del servizio venne ridisegnata: una parte della competenza sulle operazioni, negli anni ’80 esclusiva del Governo centrale, passò agli enti locali, i quali ora possono adottare le misure che ritengono legittime soprattutto per quanto riguarda la previsione e la prevenzione delle calamità.

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Sono gli anni di servizio di Giuseppe Zamberletti nella Protezione civile. Considerato all’unanimità il padre fondatore dell’ente, è soprattutto a lui che si deve l’esistenza del dipartimento come lo conosciamo oggi. Incaricato nel 1981 dal Presidente della Repubblica Pertini di predisporre gli strumenti organizzativi volti a favorire la nascita del Dipartimento, divenne poi il primo Ministro per il coordinamento della Protezione civile, incarico che ricoprì anche in seguito. Il parlamentare democristiano ebbe un ruolo fondamentale anche nel proporre le riforme dalle quali scaturì la già citata legge n. 225/1992. Zamberletti è restato, assumendo diversi tipi di incarico, all’interno dell’ente sino alla sua morte, avvenuta all’inizio dello scorso anno.

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Sono le fasi di un piano di Protezione civile, ovvero dell’insieme di procedure operative necessarie a fronteggiare una calamità attesa. La prima di esse, detta parte generale, consiste nel raccogliere tutte le informazioni sulla struttura e sulle caratteristiche del territorio a rischio. Seguono poi i lineamenti della pianificazione, per stabilire gli obiettivi da raggiungere per fornire una risposta adeguata all’emergenza e non farsi trovare impreparati. Infine, è la volta del modello d’intervento, in cui si assegnano ai vari livelli di comando le responsabilità decisionali, si definisce un efficiente sistema di comunicazione volto allo scambio di informazioni e si impiegano nel miglior modo possibile le risorse a disposizione.

 

Volontari all’opera. [crediti foto: Protezione civile CC 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/)]

5000

Numero approssimativo e sempre in crescendo, sono le organizzazioni di volontari della Protezione civile sul suolo nazionale. Essi svolgono un ruolo fondamentale nel garantire un servizio che sia il più efficiente possibile nell’ambito della gestione delle emergenze. Ciascuna delle varie organizzazioni, che possono essere nazionali o locali, è infatti in grado di attivarsi repentinamente per affiancare i cittadini nei momenti di necessità. I volontari vengono formati, preparati ed organizzati, in modo da poter affidarsi, oltre che al proprio altruismo, anche a competenze tecniche specifiche. Essi si mettono a disposizione gratuitamente, ed operano quotidianamente, ripartiti in organizzazioni di diverse dimensioni e specializzazioni.

7

Sono le strutture che, secondo la legge 225/1992, costituiscono il sistema della Protezione civile a livello nazionale. Questo l’elenco: forze armate, forze di polizia, corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Servizio Sanitario Nazionale, gruppi di ricerca scientifica, associazioni di volontariato. Ciascuna struttura è preposta a compiti specifici, e la combinazione di esse garantisce una copertura completa sulle azioni eseguibili per fronteggiare problematiche di ogni sorta.

A livello locale, invece, sono le regioni, coadiuvate dalle province, ad avere il compito di favorire il sorgimento di organizzazioni di strutture comunali di Protezione civile. Gli enti locali hanno inoltre l’incombenza di provvedere all’organizzazione degli uffici, e al reperimento dei mezzi necessari. Infine, presso ogni provincia, sotto il governo del presidente della provincia e di un rappresentante del prefetto, è attivo un comitato di Protezione civile, per coordinare le attività del territorio.

2 anni e 8 mesi

È il periodo di tempo trascorso dall’insediamento di Angelo Borrelli come Capo del Dipartimento della Protezione civile. Borrelli è infatti succeduto a Fabrizio Curcio, del quale era precedentemente vice, l’8 agosto 2017. Nato in provincia di Latina nel 1964 e laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Cassino, è dirigente del Dipartimento da ormai 18 anni.

Prima di affrontare l’emergenza Coronavirus, Borrelli era stato impegnato nell’organizzazione dei soccorsi successivi a tre dei terremoti più disastrosi della storia recente del nostro Paese: quello del 2009 in Abruzzo, quello del 2012 in Emilia, e quello del 2016 nel centro Italia.

Il capo del dipartimento Borrelli nel corso di una conferenza stampa durante l’emergenza Covid-19 [crediti foto: Protezione civile CC 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/)]

6 mesi

È la durata dello stato di emergenza sanitaria dichiarato dal Governo italiano il 31 gennaio a causa dei primi casi sul territorio italiano di Covid-19. La dichiarazione ha seguito di un giorno quella di stato di emergenza globale dell’Oms, ed ha affidato alla Protezione civile dei compiti cruciali, tra i quali quello di supportare il Ministero della Salute nel lavoro di tracciabilità di percorsi e contatti delle persone infettate, quello di porre sotto sequestro strutture a rischio di contagio, e quello fondamentale di coordinare le varie amministrazioni per rendere pressoché immediati gli interventi di soccorso. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha inoltre nominato Angelo Borrelli commissario per l’emergenza. 

44 milioni di Euro

È a quanto ammonta il totale dei fondi raccolti durante la prima settimana di emergenza Coronavirus (18-25 marzo) sul conto appositamente aperto dalla Protezione civile. L’ente può contare in questi giorni sui contributi di privati cittadini, ma anche di importanti aziende pubbliche e private.

Vittorio Fiaschini
Nato a Perugia quasi 20 anni fa, studio economia e finanza alla Bocconi. Amante di sport, cinema e storia, la mia passione numero uno è però la politica. Fanatico della Prima Repubblica, rischio spesso di venire alle mani con chi pensa che Andreotti sia solo un meme.

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