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Guida alle elezioni regionali 2024: Basilicata

Elezioni Basilicata 2024

La Regione Basilicata ha deciso che per l’elezione del Presidente della Regione e per il contestuale rinnovo del Consiglio regionale si voterà domenica 21 e lunedì 22 aprile 2024 con i seggi che rimarranno aperti rispettivamente dalle ore 7:00 alle 23:00 e dalle ore 7:00 alle ore 15:00.
Nelle elezioni in Basilicata si sfideranno per la Presidenza della regione 4 candidati: Vito Bardi per il centrodestra, Piero Marrese per il centro sinistra composto da Partito democratico, Movimento 5 stelle, Verdi, Socialisti,+ Europa, Basilicata Possibile, Angelo Chiorazzo per la coalizione Lucana e Eustachio Follia per VOLT.

Come si vota alle prossime elezioni in Basilicata?

La legge elettorale della Basilicata – stabilita dalla Legge Regionale 20 agosto 2018, n. 20 – prevede un sistema elettorale specifico per la scelta del Presidente della giunta e dei Consiglieri regionali. Il Presidente della giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto, contemporaneamente all’elezione del Consiglio regionale. Il candidato che ottiene la maggioranza dei voti su tutto il territorio regionale è proclamato Presidente della regione. La legge prevede che il Consiglio regionale sia composto da 20 consiglieri, eletti su base circoscrizionale con un sistema proporzionale che include una clausola di sbarramento e premi di maggioranza per garantire una rappresentanza equilibrata.

Le candidature per il Presidente e i Consiglieri devono essere presentate contestualmente e sono soggette a verifiche di ammissibilità. Le liste elettorali devono rispettare rigide norme di genere, assicurando che non più del 60% dei candidati sia dello stesso sesso. Inoltre, le elezioni sono indette con un decreto presidenziale e devono svolgersi entro date specifiche stabilite dalla legge statale e regionale.

Questa legge mira a un equilibrio tra rappresentanza accurata e processi elettorali efficienti, assicurando che ogni voce nella regione possa essere ascoltata e rappresentata adeguatamente nelle decisioni regionali.

Quali sono stati i risultati delle elezioni in Basilicata del 2019?

Nelle ultime elezioni regionali in Basilicata tenutesi il 24 marzo 2019, si è registrata una significativa partecipazione elettorale, con una competizione tra diversi partiti e coalizioni. L’affluenza alle urne è stata del 53,76%, leggermente inferiore rispetto alle elezioni regionali precedenti del 2013, che avevano visto una partecipazione del 61,35%

Il centro-destra, guidato dal candidato Vito Bardi, ha ottenuto una vittoria netta con il 42,20% dei voti, segnando un cambio di schieramento al governo rispetto alla precedente amministrazione di centro-sinistra. La lista del Movimento 5 Stelle, che si è presentata con Antonio Mattia come candidato Presidente, ha raccolto il 20,30% dei voti, mostrando una forte sostegno a suo favore, nonostante non abbia ottenuto la vittoria. Carlo Trerotola, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra, ha ricevuto il 33,15% dei voti.

Cosa sta succedendo in Basilicata?

Il 23 marzo, a poco più di un mese dalle elezioni regionali in Basilicata, i nomi dei candidati sono stati ufficialmente depositati nei capoluoghi di provincia. Questo evento avrebbe dovuto rappresentare un momento cruciale del processo elettorale, segnando l’inizio di una campagna elettorale trasparente e informativa. 

Tuttavia, il percorso verso le urne è stato segnato da varie vicissitudini che hanno evidenziato una mancanza di professionalità nel panorama politico lucano. In particolare, è mancata la pubblicazione dei programmi elettorali da parte dei candidati e delle loro coalizioni nei siti ufficiali della regione, un elemento fondamentale per permettere agli elettori di realizzare scelte informate.

Questa carenza ha sollevato preoccupazioni riguardo alla serietà dell’impegno politico nella regione, lasciando i cittadini senza una chiara comprensione delle proposte e delle politiche che guideranno la futura amministrazione regionale. L’insufficiente trasparenza e la scarsa disponibilità di informazioni hanno, di conseguenza, contribuito a creare un clima di sfiducia verso i rappresentanti politici, sollevando interrogativi sulla serietà dell’impegno preso e sulla loro capacità di rappresentare efficacemente gli interessi della comunità lucana.

L’11 aprile, a dieci giorni dal voto, si è riunita la Commissione Parlamentare Antimafia che, in seguito alle verifiche circa il rispetto del Codice di autoregolamentazione, ha riscontrato violazioni per cinque candidati, tre nella coalizione di centro-destra e due tra le fila del centro-sinistra. Sebbene non legalmente vincolante, il codice interno della Commissione si propone di scoraggiare movimenti e partiti dal candidare o sostenere i cosiddetti “impresentabili”, come sono solitamente indicati nel linguaggio giornalistico; ovvero, tutti coloro che sono indagati, rinviati a giudizio, sottoposti a misure cautelari o condannati, anche non in via definitiva. Sebbene nessuno dei candidati sia stato condannato e sebbene tutti si siano dichiarati estranei ai fatti, i reati contestati hanno sollevato ulteriori interrogativi sulla serietà con cui si stanno affrontando tali elezioni, poiché le accuse spaziano dalla corruzione al riciclaggio, proiettando ulteriori ombre su questa tornata elettorale. 

Testo a cura di Gaia Barbarino e Niccolò Scaglia

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