Analisi

Elezioni USA con Gender Gap record

A meno di un giorno dalle elezioni, una grande domanda incombe sulla corsa per la Casa Bianca, e non ha nulla a che fare con l’economia o con la raffica di attacchi tra l’ex presidente Donald J. Trump e la vicepresidente Kamala Harris su giudizio, carattere e capacità mentale.

È il genere.

Secondo gli ultimi sondaggi, le elezioni presidenziali del prossimo 5 novembre saranno caratterizzate da un gender gap record di 17 punti, il più alto di sempre. Donald Trump gode di un ampio vantaggio tra gli uomini, mentre le donne dichiarano ai sondaggisti di preferire Kamala Harris con un margine altrettanto significativo. Il divario di genere politico riflette un decennio di sconvolgimenti sociali e potrebbe contribuire a decidere l’elezione negli Stati Uniti.

Il gender gap nelle elezioni, ovvero la differenza tra il margine di voto tra donne e uomini, tra Democratici e Repubblicani, è un fenomeno noto e studiato dagli anni ’80. Diverse elezioni hanno mostrato una modesta discrepanza nel modo in cui uomini e donne votano, negli Stati Uniti come altrove. Donne e uomini possono prendere decisioni di voto diverse a causa di priorità, istanze e anche percezioni differenti sui candidati. In generale, le donne tendono a preferire i candidati democratici, mentre uomini propendono più spesso per i repubblicani. Tuttavia, pur essendo presente, questo divario politico non ha mai raggiunto proporzioni estreme, anche se si è ampliato gradualmente con il tempo.

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Le elezioni del 2024 e il ruolo del Gender Gap

In passato non sono state le dinamiche di genere a fare la differenza. Piuttosto, le dinamiche razziali e il livello di istruzione hanno giocato un ruolo significativo. Ad esempio, le minoranze come ispanici e afroamericani votano storicamente per i Democratici, mentre i bianchi sono più conservatori. Inoltre, le persone con un’istruzione universitaria hanno preferito i Democratici negli ultimi cicli elettorali. Chi ha un livello inferiore di istruzione tende invece a votare per i Repubblicani, specialmente dall’ascesa di Trump. Le elezioni di quest’anno pongono però il gender gap al centro della scena per due motivi principali.

In primo luogo, Kamla Harris potrebbe diventare il primo presidente donna degli Stati Uniti. Nonostante i suoi sforzi per non mettere la sua identità di donna, afroamericana e indiana al centro della campagna elettorale, la possibilità di fare la storia come la prima presidente donna del paese sta definendo la campagna, creando una competizione che è, in modi espliciti e sottili, un referendum sul ruolo delle donne negli Stati Uniti.

In secondo luogo, la questione dell’aborto è diventata particolarmente rilevante per le donne, soprattutto dopo la sentenza “Dobbs” della Corte Suprema americana. La sentenza Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization (2022) ha ribaltato Roe v. Wade (1973) che fino a quel momento garantiva il diritto costituzionale all’aborto negli Stati Uniti. Ora i singoli Stati possono regolarlo o vietarlo. Secondo un sondaggio condotto ad agosto da The New York Times/Siena College negli Stati chiave, gli uomini considerano l’economia e l’inflazione le questioni più importanti. Le donne, invece, pongono aborto, economia e inflazione allo stesso livello di importanza. Per le donne sotto i 45 anni, tuttavia, l’aborto è la singola questione più rilevante.

Perché le donne votano più democratico?

Le donne tendono a votare per i Democratici per diverse ragioni, una delle principali è la sopracitata importanza dei diritti riproduttivi. Dopo la decisione Dobbs, 21 stati hanno limitato l’accesso all’aborto, 14 dei quali lo vietano completamente, spesso senza eccezioni per violenza o abuso familiare. Questo ha alimentato una maggiore mobilitazione politica tra le donne, che vedono i propri diritti messi in discussione. Kamala Harris si impegna a ripristinare le protezioni federali sui diritti riproduttivi, presentandoli come una questione di salute pubblica piuttosto che etica.

La percezione del trattamento che Trump ha con le donne influisce ad aggravare questo divario. La sua retorica spesso denigratoria e le accuse di abusi sessuali hanno alienato una parte significativa del voto femminile, specialmente tra le giovani donne, le più istruite e non sposate. 

Trump, nel tentativo di recuperare il voto delle donne, ha recentemente detto “I will be your protector” (“vi proteggerò io”, ndr.), senza avere il risultato sperato nei sondaggi. Le elettrici sono più che mai resistenti all'idea di aver bisogno della protezione di un uomo, soprattutto di uno come Trump, giudicato responsabile di abusi sessuali in una causa civile a New York e accusato di cattiva condotta da altre donne.

Perché gli uomini votano più repubblicano?

Dall'altra parte, gli uomini votano più repubblicano, in parte a causa di una crescente sensazione di alienazione. Molti giovani uomini si sentono confusi e disorientati riguardo al loro ruolo in una società moderna che cambia rapidamente. Questo senso di smarrimento è alimentato dalle difficoltà economiche e dalla percezione che opportunità siano state loro sottratte, narrativa promossa da podcaster e influencer della “manosphere”, una rete di comunità online preoccupate dei diritti degli uomini e della difesa dei ruoli di genere tradizionali.

La campagna di Trump crede che la sua strada verso la vittoria passi attraverso la mobilitazione degli uomini. Trump ha abbracciato un modello di ipermascolinità, con ex wrestler professionisti che si strappano le magliette alla sua convention di partito, lodando la "mascolinità intima" di un famoso golfista durante un comizio qualche settimana fa e apparendo in una serie di podcast popolari tra i giovani uomini.

Una novità di queste elezioni è infatti il ruolo crescente dei podcast, nei quali i candidati possono raggiungere gli elettori in modo più diretto rispetto ai media tradizionali. Trump è spesso ospite di podcast con un pubblico prevalentemente maschile, e in uno di questi episodi ha detto che "la mascolinità e la religione sono sotto attacco". Alcuni giovani uomini vedono l’avanzamento delle donne come un gioco a somma zero, dove un posto dato a una donna è un posto tolto a un uomo.

Inoltre, molti uomini accusano la sinistra democratica di “etichettare” il loro comportamento come tossico, di alimentare una cultura in cui esser uomini è un “peccato originale” e di creare un sistema che favorisce e aumenta le opportunità di istruzione e di carriera per le donne. Frustrati dal sentirsi incompresi, molti finiscono per essere attratti dalla 'bro-culture' di Donald Trump o Elon Musk. Guardano a chi pensano i Democratici diano priorità— donne, diritti sull'aborto, cultura LGBTQ - e non si sentono inclusi.

Un monito per casa nostra

Le elettrici hanno visto come la politica possa influenzare direttamente le loro vite da quando l’ondata di restrizioni sull’aborto è diventata legge dopo la caduta di Roe v. Wade e, per questo, hanno partecipato in modo più attivo alla vita politica del paese. Resta incerto se i giovani uomini, che si sentono disillusi dalle istituzioni politiche e ignorati da una cultura che ha abbracciato l'empowerment femminile, sentano la stessa motivazione a trasformare il loro sostegno a Trump in voti effettivi.

Quel che certo però è che Donald Trump sta capitalizzando sul sentimento reazionario di molti giovani uomini, trasformandolo in una potente arma politica. Sebbene questo fenomeno sia più marcato negli Stati Uniti, non è escluso che una retorica simile trovi terreno fertile anche in Europa.

Il messaggio di Trump, che esalta un'idea di "mascolinità" per cui non bisogna scusarsi, attrae soprattutto quei giovani uomini che si sentono emarginati in una società che sembra non riconoscere più il valore dell' “uomo tradizionale". Mentre l’attenzione pubblica si concentra sui progressi delle donne, il dibattito su come ridefinire il ruolo degli uomini rimane in gran parte ignorato.

È necessario affrontare la legittima critica alla cultura patriarcale utilizzando un linguaggio che includa anche gli uomini nel dialogo, per evitare che si sentano alienati, inadeguati o esclusi. In questo modo, si può impedire che tale sensazione di esclusione venga sfruttata a fini politici, promuovendo invece un modello in cui l'identità maschile e il sostegno al femminismo possano coesistere senza contraddizioni.

Il gender gap sarà sicuramente un fattore decisivo per le prossime elezioni in america. Lo sarà presto anche in Europa?

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