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Dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione: cosa cambia negli aiuti del Governo?

Tempo di lettura stimato: 4 min.

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Che cosa rappresenta l’Assegno di Inclusione e quali sono le sue distinzioni rispetto al Reddito di Cittadinanza? Questa nuova forma di sostegno sociale, introdotta con obiettivi specifici, si discosta notevolmente dal Reddito di Cittadinanza su vari fronti: finanziamenti dedicati, beneficiari e requisiti minimi. Questa divergenza rispecchia l’orientamento del nuovo Governo, che da sempre si è opposto al Reddito di Cittadinanza e ha voluto modificare una misura a lungo criticata dalla sua parte politica. Ma quali sono i dati di questo nuovo aiuto? Cosa cambia effettivamente?

 

L’assegno di Inclusione è stato definito dal decreto-legge del 4 maggio 2023 ed è entrato in vigore a partire da gennaio 2024.
La misura di aiuto è stata progettata principalmente per fornire assistenza economica a specifiche categorie di persone, tra cui i nuclei familiari con minori a carico, gli anziani non autosufficienti e le persone con disabilità grave. Queste categorie sono considerate particolarmente vulnerabili e hanno quindi priorità nell’accesso a questo sostegno. Per aiutarle, il nuovo governo ha stanziato circa 5,5 miliardi di euro.

Chi può accedere al Sostegno Economico? E come può farlo?

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha rilasciato nuove informazioni sulle condizioni e sui beneficiari dell’Assegno di Inclusione (AdI), un importante sostegno economico rivolto a coloro che versano in situazioni economiche difficili.

Nello specifico:

Tabella 1. Categorizzazione delle macro-aree che possono accedere all’Assegno di Inclusione. Elaborazione personale.

Per quanto riguarda le modalità, per richiedere l’Assegno di Inclusione (AdI), è necessario procedere tramite modalità telematica, utilizzando il sito dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) o rivolgendosi ai patronati e centri di assistenza fiscale (Caf) convenzionati. L’Inps valuterà attentamente la richiesta, verificando i requisiti legati al reddito familiare, alla presenza di minori o persone non autosufficienti, e altre condizioni previste dalla normativa. 

Ma quali sono le differenze principali tra il nuovo Assegno di Inclusione e il Reddito di Cittadinanza?

Tabella 2. Principali differenze tra il Reddito di Cittadinanza e l’Assegno di Inclusione. Elaborazione personale.

La riforma del Reddito di Cittadinanza del 2023 ha introdotto l’Assegno di Inclusione dal 2024. Quest’ultimo è riservato a famiglie con minori, disabili o anziani nel nucleo familiare, mentre il Reddito di Cittadinanza era accessibile anche senza queste condizioni fino al 2023. L’Assegno di Inclusione offre un sostegno fino a 18 mesi, con un importo annuo fino a 6.000 euro e un contributo per l’affitto fino a 3.360 euro. Entrambi forniscono supporto per la formazione e il lavoro tramite il Supporto per la Formazione e il Lavoro.

Alcuni dati a confronto

Reddito di Cittadinanza

Nel 2022, secondo i dati dell’Osservatorio su Reddito e Pensione di Cittadinanza dell’Inps, sono stati beneficiari di almeno una mensilità di Reddito di Cittadinanza (RdC) o Pensione di Cittadinanza (PdC) 1,69 milioni di nuclei familiari, coinvolgendo complessivamente 3,66 milioni di individui. A dicembre dello stesso anno, i nuclei beneficiari di RdC/PdC sono scesi a 1,17 milioni (di cui 1,05 milioni di RdC e 123 mila di PdC), coinvolgendo 2,48 milioni di persone (2,35 milioni di RdC e 139 mila di PdC). L’importo medio erogato a livello nazionale è stato di 549 euro, di cui 580 euro per il RdC e 291 euro per la PdC.

Complessivamente, la platea dei percettori di RdC e PdC, sempre a dicembre 2022, è composta da 2,20 milioni di cittadini italiani, 201 mila cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno UE, 84 mila cittadini europei e 3600 familiari delle precedenti categorie o titolari di protezione internazionale.

Assegno di Inclusione (fino a febbraio 2024)

Per quanto concerne l’ADI, secondo i dati dell’Inps, la maggior parte delle richieste proviene da due regioni, replicando un modello già osservato per il Reddito di Cittadinanza. Precisamente, il 26,7% delle richieste viene dalla Campania, mentre il 21,8% proviene dalla Sicilia. Altre regioni con una significativa percentuale di richieste includono la Puglia, con il 9,6%, il Lazio con l’8,1%, la Calabria con il 7,7% e la Lombardia con il 6,2%.

Per quanto riguarda la disponibilità finanziaria, come accennato in precedenza, sono destinati circa 5,5 miliardi di euro per l’Assegno di Inclusione nel corso del 2024, oltre a 1,5 miliardi di euro destinati al Supporto Formazione e Lavoro (Sfl). Quest’ultimo strumento, avviato il primo settembre scorso, è focalizzato sulle persone occupabili e prevede un sostegno di 350 euro al mese per un massimo di 12 mesi.

Equità nelle prospettive future?

L’introduzione del nuovo Assegno di Inclusione ha suscitato un ampio dibattito sulla sua efficacia nel fornire un adeguato sostegno economico alle famiglie in situazioni di vulnerabilità. Da un lato, c’è chi sostiene che il focus sull’inclusione di minori, persone disabili o anziani nel nucleo familiare rappresenti un passo importante per garantire un sostegno mirato a coloro che ne hanno maggiormente bisogno. Questo approccio potrebbe favorire una distribuzione più equa delle risorse e una maggiore protezione per le categorie più vulnerabili della società.

Dall’altro lato, vi sono preoccupazioni riguardo alla limitazione dell’accesso all’Assegno di Inclusione solo per coloro che soddisfano specifici requisiti familiari. Alcuni ritengono che questa restrizione potrebbe escludere una parte significativa della popolazione che potrebbe comunque trovarsi in condizioni di bisogno economico, ma non soddisfa i criteri stabiliti.

Le politiche associate all’Assegno di Inclusione risultano abbastanza allineate agli obiettivi del governo Meloni, notoriamente contrario agli aiuti dati dal Reddito di Cittadinanza. 

Ma, mentre il centro destra ha proposto in modo relativamente unito la legge sull’Assegno di Inclusione, diversi partiti politici dell’opposizione mostrano una forte critica nei confronti di questa nuova misura. 

Secondo alcuni osservatori, l’Assegno di Inclusione ha una platea di percettori estremamente limitata, escludendo famiglie che in passato avrebbero beneficiato del Reddito di Cittadinanza e coloro che teoricamente potrebbero avere accesso all’Assegno di Inclusione incontrano spesso ostacoli aggiuntivi che non sono direttamente correlati alla loro situazione di bisogno effettivo. Questo è quanto è stato sottolineato da alcuni esponenti dell’opposizione, tra cui la sociologa Chiara Saraceno.

Sebbene l’Assegno di Inclusione rappresenti una forma di sostegno economico, è essenziale analizzare se queste politiche saranno davvero in grado di garantire un equilibrio tra il sostegno alle famiglie bisognose e il rispetto dei principi politici e delle priorità del governo attuale.

*Assegno di Inclusione e aiuti del Governo (crediti foto: Ibrahim Boran via Unsplash)

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