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Corruzione, il fronte che passa dentro lo Stato ucraino

L’Ucraina combatte due battaglie: una sul fronte, l’altra contro le proprie fragilità interne. Tra queste, la corruzione resta una delle più radicate. La strisciante propaganda filorussa da oltre dieci anni dipinge Kiev come il centro del nazismo contemporaneo, pur di rivendicare l'influenza su uno stato che vuole spezzare i fili con il suo passato. Le criticità interne sono molte e minano la credibilità di un paese aggredito, che dipende dal sostegno economico dell'UE.
guerra in Ucraina

Le radici della corruzione sistemica ucraina precedono l’indipendenza del 1991. Negli ultimi anni dell’URSS, le pratiche informali di favoritismi e le reti di potere già presenti nelle istituzioni sovietiche contribuirono a plasmare la successiva transizione politica ed economica.

Come in altre repubbliche ex-sovietiche, il passaggio all’economia di mercato fu segnato da privatizzazioni rapide e poco trasparenti. Questo fenomeno favorì la concentrazione di risorse nelle mani di pochi imprenditori. Nacque così, già all’inizio della Repubblica, un sistema nel quale rapporti personali, interessi economici e potere politico finiscono spesso per intrecciarsi.

Lo scandalo: la corruzione in periodo di guerra

L’estate del 2024 è una delle più calde mai registrate a Kiev. Il 16 luglio 2024 la temperatura raggiunge i 36°C, mentre l’Ucraina è da oltre due anni in guerra e gli attacchi russi hanno ripetutamente colpito le infrastrutture energetiche del Paese. I razionamenti di corrente sono ormai parte della quotidianità.

È in questo contesto che prende forma un’indagine destinata a durare più di quindici mesi. Il National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (Nabu) inizia a raccogliere informazioni su una presunta rete di corruzione attorno a Energoatom, una delle maggiori imprese energetiche statali. Quando l’operazione verrà resa pubblica, nel novembre 2025, gli investigatori parleranno di migliaia di ore di registrazioni audio, oltre settanta perquisizioni e di un sistema capace di influenzare la gestione di un’impresa strategica dello Stato.

Dalle registrazioni emerge il coinvolgimento di figure del mondo politico, imprenditoriale ed energetico, che comunicano utilizzando pseudonimi. Tra loro c’è Tymur Mindich, indicato dagli investigatori come il principale organizzatore della presunta organizzazione criminale e conosciuto con il nome in codice “Karlson”. Mindich è un uomo d’affari legato in passato a Volodymyr Zelensky attraverso il mondo dello spettacolo. Accanto a lui figurano Ihor Myroniuk, ex consigliere del ministro dell’Energia, nome in codice “Rocket” e Dmytro Basov, allora dirigente di Energoatom per la protezione fisica e la sicurezza, chiamato “Tenor”.

Cosa sappiamo della rete di corruzione in Ucraina?

Secondo la ricostruzione del Nabu e della Procura specializzata anti-corruzione (Sapo), il meccanismo di corruzione scoperto in Ucraina prevedeva che gli appaltatori di Energoatom versassero una percentuale del valore dei contratti per ottenere i pagamenti dovuti. Gli investigatori hanno definito il sistema una sorta di “sbarramento” da superare pagando una tangente, che poteva arrivare al 10-15% del valore del contratto.

Nel comunicato ufficiale diffuso insieme ai primi dettagli dell’operazione Midas, il NABU ha inoltre sostenuto che la gestione effettiva di un’impresa strategica con entrate annuali superiori ai 200 miliardi di grivne – la moneta ufficiale dell’Ucraina – fosse nelle mani di soggetti privi di qualsiasi autorità formale, anziché dei funzionari statali. Secondo la documentazione dell’inchiesta, circa 100 milioni di dollari sarebbero transitati attraverso la struttura utilizzata per riciclare i proventi illeciti.

Le indagini non si sono fermate ai vertici di Energoatom. La rete emersa con l’operazione Midas non ha risparmiato neanche l’entourage più vicino a Zelensky. Andrii Yermak, allora capo dell’Ufficio del Presidente, è stato sottoposto a indagine e, nel maggio 2026, ha ricevuto un avviso di sospetto per riciclaggio di 460 milioni di grivne. Yermak si trova attualmente in libertà su cauzione, sottoposto a una serie di obblighi processuali e a restrizioni agli spostamenti.

Sorte simile è toccata a Iryna Mudra, vicecapo dell’Ufficio del Presidente, licenziata con decreto del presidente lo scorso 16 agosto. Il filo che collega Mudra all’inchiesta Midas passa attraverso una seconda operazione, denominata “Forest Gump”. Secondo gli inquirenti, 150 milioni di grivne di provenienza illecita sarebbero stati riciclati anche per finanziare la cauzione di un indagato nel caso Midas, identificato nell’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko. Per capire perché un’indagine come questa sia arrivata così in profondità bisogna però capire chi l’ha condotta.

Come lavora l’anticorruzione in Ucraina?

Il contrasto alla corruzione in Ucraina dal 2015 è realtà. La Rivoluzione della Dignità portò alla fuga del presidente filo-russo Janukovyč. L’annessione della Crimea e le crescenti tensioni nel Donbas palesarono la necessità di un radicale percorso di riforme pro-occidentali.

Tra il marzo e il settembre 2015 nascono il Nacp (Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione), il Nabu (Ufficio nazionale anti-corruzione dell’Ucraina) e la Sapo (Procura specializzata anti-corruzione). Nel 2016 vede la luce l’Arma (Agenzia per il recupero e la gestione dei beni derivanti da corruzione) e solo nel 2019, a causa delle debolezze strutturali e probabili infiltrazioni nel sistema giudiziario ordinario, entra in funzione l’Hacc (Alta corte anticorruzione dell’Ucraina).

Il risultato è un sistema costruito per dividere le responsabilità: il Nabu indaga, la Sapo coordina l’accusa e porta i casi in tribunale, mentre l’Hacc giudica i procedimenti per corruzione di alto livello. Accanto a loro, il Nacp svolge una funzione prevalentemente preventiva. Controlla dichiarazioni patrimoniali, conflitti d’interesse e altri strumenti di integrità pubblica. L’Arma, invece, interviene nella gestione e nel recupero dei beni sequestrati.

Questo apparato ha prodotto negli anni un numero crescente di indagini e procedimenti. Solo nella prima metà del 2026, Nabu e Sapo hanno notificato 107 avvisi di sospetto, rinviato a giudizio 107 imputati, condannato in via definitiva 76 persone ed aperto 360 nuovi casi che coinvolgono l’alta sfera politica del Paese.

Stando ai report di organizzazioni filo-occidentali, il contrasto alla corruzione in Ucraina vive un timido miglioramento. L‘Oecd rileva infatti un quadro normativo e istituzionale anticorruzione relativamente avanzato, mentre il Fmi continua a indicare indipendenza e capacità delle istituzioni anticorruzione tra le questioni da consolidare. Un tema che, solo un’estate fa, aveva infiammato le piazze ucraine.

La crisi del 2025

Nel luglio 2025, le strade delle principali città del’Ucraina vengono occupate da migliaia di manifestanti, in risposta all’approvazione da parte della Verkhovna Rada di una legge che riduceva le garanzie di indipendenza del Nabu e della Sapo. De facto l’attività delle agenzie veniva sottoposta a un maggiore controllo del procuratore generale, nominato politicamente. La decisione provocò proteste in diverse città e forti critiche da parte di Bruxelles, che considerò l’indipendenza delle due istituzioni un elemento essenziale del percorso di adesione all’UE.

La pressione interna e internazionale portò a un rapido dietrofront: il 31 luglio 2025 il Parlamento approvò una nuova legge che ripristinò le principali garanzie di autonomia di Nabu e Sapo. La Commissione europea accolse con favore la decisione, pur sottolineando che il ripristino dell’indipendenza non avrebbe concluso il processo di riforma e che sarebbero rimasti necessari ulteriori interventi per garantire stabilità e capacità effettiva alle istituzioni anticorruzione.

L’episodio ha quindi evidenziato una delle principali contraddizioni del percorso ucraino: da un lato la costruzione di istituzioni autonome e specializzate, dall’altro la loro persistente vulnerabilità alle tensioni istituzionali. Lo stesso Ukraine Report 2025 della Commissione europea ha definito preoccupante il rischio di pressioni indebite sulle autorità anticorruzione, pur riconoscendo i progressi compiuti nel rafforzamento del sistema.

In questo contesto, le criticità dello Stato ucraino finiscono indirettamente per alimentare la propaganda russa, seminando scetticismo nell’opinione pubblica europea e dubbi in quella fascia di cittadini che non percepisce pienamente la portata della minaccia russa.

L’UE oltre l’orizzonte della guerra

Episodi di corruzione come quelli menzionati non sorprendono, considerando la storia del giovane stato dell’Europa orientale. Le proteste dell’estate del 2025, a oltre tre anni dall’inizio dell’invasione russa, hanno palesato ancora una volta la capacità di una società sottoposta a una forte pressione di mobilitarsi contro le ingiustizie e i fenomeni di corruzione, i quali finirebbero per impedire il superamento delle dinamiche clientelari ereditate dall’epoca post-sovietica. Si tratta, dunque, di un percorso che non riguarda soltanto il consolidamento democratico del Paese, ma anche il processo di adesione all’UE, al quale Kiev ha legato una parte importante delle proprie aspirazioni politiche.

Nonostante la guerra con la Russia non sia ad oggi terminata, la ricostruzione dell’Ucraina ha già attirato l’attenzione internazionale. La portata della ricostruzione renderà il Paese un terreno di enorme interesse per governi, imprese e investitori stranieri. Proprio per questo, la ricostruzione rappresenterà anche una sfida per la capacità dello stato di gestire una mole di risorse senza precedenti, garantendone un impiego trasparente ed efficace.

La supervisione delle istituzioni ucraine, come il Nabu, sarà cruciale negli appalti pubblici, uno dei settori maggiormente esposti al rischio di pratiche corruttive. Il successo della ricostruzione non dipenderà soltanto dalla quantità di risorse disponibili, ma anche dalla capacità delle istituzioni ucraine di amministrarle, controllarle e distribuirle secondo criteri trasparenti. La ricostruzione potrebbe essere il banco di prova sul quale si misurerà la solidità del percorso riformista intrapreso dal paese.

*Immagine di copertina : [Ukraine Presidency/Ukrainian Pre/Planet Pix via ZUMA Press Wire]
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