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Cecenia: il Cremlino alla ricerca del successore di Kadyrov

La Cecenia è una repubblica della Federazione Russa situata nel nord del Caucaso, la cui storia è da sempre contraddistinta da una forte insofferenza nei confronti del suo vicino russo. Questa storia combattiva si è conclusa dopo la seconda guerra d’indipendenza cecena, combattuta tra il 1999 e il 2009, e la creazione dell’attuale stato confederato fedele alla Russia guidato da Ramzan Kadyrov, uomo forte della repubblica, che ha invertito la storica tendenza dei leader del suo Paese instaurando saldissimi legami col Cremlino.

Chi è Ramzan Kadyrov?

Ramzan è il figlio dell’ex presidente ceceno Akhmad Kadyrov, quest’ultimo nominato Gran Mufti della Cecenia separatista (una figura della religione musulmana considerata la principale autorità religiosa del Paese in cui viene nominata) prima di abbandonare la causa indipendentista durante la seconda guerra cecena per sostenere le forze federali russe. Questo cambiamento di schieramento sembra essere stato motivato in parte da ambizioni politiche personali e in parte dalla diffidenza di Kadyrov verso l’influenza fondamentalista islamica wahhabita che si stava estendendo sul movimento indipendentista ceceno. Quest’ultimo si stava infatti trasformando da un movimento laico ad uno improntato all’islamismo radicale in opposizione alla Russia. 

Il padre di Ramzan, Akhmat Kadyrov nel 2004 con alla sua sinistra l’attuale primo ministro ceceno Magomed Daudov [crediti Miller KH, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0 DEED]

Akhmad viene assassinato nel 2004 e nel 2007 gli succede, per volontà del Cremlino, il figlio Ramzan appena questi compie 30 anni, l’età minima per il ruolo di presidente. Nel corso di quasi vent’anni alla guida della Cecenia Ramzan Kadyrov ha stretto profondi legami con il Cremlino e con Putin stesso, diventandone uno stretto alleato, oltre ad aver governato la repubblica caucasica con metodi totalitari e repressivi.

Perchè si sta cercando un successore di Kadyrov?

La stretta di Kadyrov sulla Cecenia deve però tener conto dei gravi problemi di salute che sembrano affliggerlo da anni. Infatti, secondo una recente inchiesta di Novaya Gazeta, a Kadyrov sarebbe stata diagnosticata una necrosi pancreatica nel 2019, seguita da altri gravi problemi di salute. Da allora  Kadyrov è stato sottoposto a procedure regolari, compresi interventi chirurgici, presso l’Ospedale Clinico Centrale di Mosca almeno due volte l’anno, ma le sue condizioni hanno fluttuato alternando momenti di normalità a periodi di salute incerta. Poco dopo la pubblicazione dell’inchiesta sulla salute del leader ceceno, il servizio stampa di Kadyrov ha pubblicato un video che in cui il leader viene visto partecipare ad una riunione sulla partecipazione della Cecenia all’invasione dell’Ucraina. Nella clip, diffusa per fugare le voci del cattivo stato di salute, Kadyrov parla in modo confuso e si muove a malapena. La notizia è stata smentita dalla Cecenia, ma sembra che le condizioni di Kadyrov siano tali per cui il Cremlino stia iniziando a pensare ad un suo possibile sostituto. 

La Russia non può permettersi che una sua regione strategica cada in preda all’instabilità per via di una lotta di potere interna. Innanzitutto, la regione cecena è proprio accanto al Daghestan e alle sue riserve di petrolio e gas naturali, fondamentali per la Federazione. Inoltre, la zona del nord del Caucaso si affaccia direttamente sul Mar Caspio rendendola fondamentale per l’estrazione e il trasporto delle risorse naturali caspiche. Per ultimo, la Cecenia gioca un ruolo fondamentale nel limitare le infiltrazioni fondamentaliste islamiche che dal Medio Oriente risalgono il Caucaso verso la Russia vera e propria, oltre a rappresentare una chiave di volta della regione, la cui instabilità o indipendenza possono originare un processo che si estenderebbe anche ad altre regioni della Federazione con importanti movimenti separatisti. Per questi motivi fondamentali il Cremlino sembra essersi messo all’opera per iniziare a cercare il futuro successore per una Cecenia post-Kadyrov.

Chi sono i possibili successori di Kadyrov?

La scelta più naturale ricadrebbe sui figli di Kadyrov, il cui numero ufficiale, comprese le figlie, sembra essere 12. Sfortunatamente per le speranze dinastiche dell’attuale leader, però, nessuno di questi ha ancora raggiunto la maggiore età. Il più grande dei tre figli maggiori, Akhmat, ha infatti solamente 17 anni, suo fratello Adam appena 15 e Zelimkhan 16. 

Colpisce in particolare l’esposizione che questi figli hanno avuto recentemente. In particolare Adam Kadyrov ha ricevuto oltre nove riconoscimenti e medaglie tra ottobre e novembre 2023, tra cui quella di Eroe della Cecenia e l’ordine del Valore del lavoro della Russia. Inoltre, Adam è stato anche nominato a capo del dipartimento di sicurezza di Kadyrov e supervisore di un battaglione delle forze armate cecene sotto il controllo del ministero della difesa russo. Sempre Adam è apparso in un video pubblicato a settembre 2023 in cui picchia brutalmente un prigioniero accusato di aver bruciato una copia del Corano. Sembra che la posizione importante che attualmente ricopre nel servizio di sicurezza ceceno sia un “riconoscimento” per la sua azione. 

Nonostante l’attenzione mediatica e politica che i figli hanno avuto recentemente appare comunque improbabile che succedano al padre, almeno nell’immediato futuro. L’opzione più probabile è che Kadyrov, assegnando onori e promuovendoli a posizioni di primo piano, li stia mettendo al riparo da possibili ritorsioni da parte dei suoi rivali dopo la sua dipartita. L’incontro a sorpresa tra il primogenito Akhmat e il presidente russo Vladimir Putin nel marzo 2023 sembra avere lo stesso scopo, ovvero chiarire che il presidente russo avrebbe continuato a garantire la sicurezza della famiglia Kadyrov nel futuro. Se il potere in Cecenia dovesse rimanere entro il “clan” Kadyrov un altro potenziale successore potrebbe essere Khamzat Kadyrov, il figlio di 27 anni del defunto fratello di Ramzan, Zelimkhan.

Se, invece, il potere passasse a un’altra famiglia, un altro possibile successore sembra essere Magomed Daudov, nominato di recente primo ministro della Cecenia in seguito alle dimissioni di Muslim Khuchiev dopo aver ricoperto il ruolo di presidente del parlamento ceceno dal 2015.

Daudov è uno dei più stretti collaboratori di Kadyrov e viene considerato il suo “cane d’attacco” per via dei metodi impiegati per reprimere il dissenso interno. Daudov è stato incaricato da Kadyrov di risolvere tutte le emergenze che sono emerse durante il suo periodo alla guida della Cecenia, dalla gestione del COVID fino al reclutamento dei volontari da aggregare alla spedizione Russa in Ucraina. Dal 2014, l’attuale primo ministro è sotto regime di sanzioni da parte degli Stati Uniti per il suo coinvolgimento in violazioni dei diritti umani. Nel 2020 gli sono state imposte restrizioni anche dal Regno Unito a causa delle violazioni dei diritti umani in Cecenia, con membri della comunità LGBTQ+ rinchiusi in vere e proprie prigioni. Ex prigionieri hanno riferito che Daudov, al tempo presidente del parlamento, ha osservato personalmente le loro torture.

Daudov è anche il segretario della sezione cecena del partito Russia Unita, lo stesso a cui appartiene il presidente Putin. Questa sua connessione politica gli permette di mantenere stretti contatti con il Cremlino e la sua leadership politica. Nonostante gli incarichi e le connessioni di primo piano, Daudov durante i molti anni di servizio non sembra essere riuscito a ritagliarsi un ruolo pienamente autonomo, rimanendo sempre alle dipendenze e agli ordini di Kadyrov e quindi, indirettamente, del Cremlino.

Nonostante vi sia un lungo elenco di possibili candidati, quindi, attualmente il successore più probabile di Kadyrov sembra essere un altro, ovvero Apti Alaudinov.

Alaudinov è il comandante dell’unità cecena Akhmat attiva in Ucraina al fianco delle truppe russe, un ruolo che gli ha fatto guadagnare l’onorificenza di Eroe della Russia. Alla luce della sua esperienza di combattimento in Ucraina è stato nominato vicedirettore del direttorato politico-militare del ministero della difesa russo.

Alaudinov fa parte della cerchia ristretta di Ramzan Kadyrov già dal 2006, in un momento in cui la Cecenia era attraversata da forti lotte intestine. Il destino politico di Alaudinov sembrava segnato nel 2019, quando una purga, ufficialmente motivata dalla lotta alla corruzione, lo aveva coinvolto. Il suo ruolo nell’apparato di sicurezza ceceno e la sua notorietà gli hanno, però, permesso di evitare la sorte di diversi passati avversari di Kadyrov fino a che nel 2021 si è scusato pubblicamente e ha giurato fedeltà all’attuale regime.

Da quel momento in poi, Alaudinov ha cercato in ogni modo di assolvere le proprie colpe politiche, impiegando la guerra in Ucraina come trampolino di lancio per la sua nuova carriera. Proprio in questo frangente è diventato il comandante dell’unità cecena Akhmat, composta da volontari e guidata da una persona di cui Kadyrov si potesse fidare, ma che potesse essere comunque sacrificabile. Alaudinov ha rappresentato la scelta ideale, riuscendo a rientrare nelle grazie di Kadyrov arrivando a ricoprire un ruolo di importanza precedentemente insperata.

La popolarità di Alaudinov in Cecenia è aumentata da quando i problemi di salute di Kadyrov sono diventati noti. Oltre ad essere una personalità nota al pubblico russo a causa degli sforzi compiuti dai principali propagandisti del Cremlino, Alaudinov non ha provocato la stessa sfiducia tra i russi di Kadyrov e di alcuni dei suoi meno alleati considerati “scomodi” dal Cremlino. I suoi stretti legami con l’élite politica russa, suggellati dalla presenza al congresso di Russia Unita, sembrano essere un altro segnale di favore da parte del Cremlino per Alaudinov.

Cosa ci si può aspettare da una Cecenia post-Kadyrov?

A Mosca sembrava probabile, sulla base dell’età di Kadyrov, che questi sarebbe sopravvissuto a Putin e che il compito di trovargli un successore e riportare la Cecenia pienamente entro i ranghi della Federazione sarebbe spettato al successore del presidente russo. L’attuale stato di salute di Kadyrov, considerabile come grave ma non terminale, ha modificato la tabella di marcia del Cremlino. Garantire la stabilità della Cecenia è una preoccupazione di primaria importanza per la Federazione Russa, che non può permettersi di riaprire il fronte ceceno a un altro periodo di lotte interne per il potere.

Inoltre, è forte l’interesse russo per modificare la forma di governo ceceno, limitando l’autonomia che la contraddistingue. Infatti la Cecenia è sì strettamente legata al resto della Federazione e in particolare, attraverso Kadyrov, a Putin stesso,  ciononostante alcune libertà di cui gode hanno portato il Cremlino a dover affrontare delle situazioni politicamente scomode. Quest’ultime seguite a scandali domestici ed internazionali legati al rispetto dei diritti umani (che pure è carente nella Federazione) o all’assassinio, da parte di uomini di Kadyrov, dell’oppositore di Putin Boris Nemtsov nel 2015. Assicurando la stabilità e il rispetto dello stato di diritto almeno ad un livello pari al resto del Paese il Cremlino vuole tenere sotto controllo la Cecenia per la sua posizione strategica nel Caucaso
Questa volontà di controllo passa anche dalla questione circa il futuro successore di Kadyrov. Difatti, seppure la struttura di potere all’interno della Cecenia possa sembrare autoctona, dittatoriale e comandata dai vari clan familiari, sarà quasi sicuramente il Cremlino a scegliere il successore di Kadyrov per diventare il nuovo uomo forte ceceno. Una scelta che, al momento, sembra ricadere su Apti Alaudinov.

*Il leader ceceno Ramzan Kadyron a colloquio con Vladimir Putin [crediti foto Servizio stampa del Presidente della Federazione Russa, via Kremlin.ru, CC BY 4.0 DEED]

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