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Woicjech Sadurski, un eroe contro il populismo

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Il professore Sadurski, sotto accusa dal governo polacco, ci spiega come combattere il populismo, partendo dalle cause che lo generano.

Lo psicologo Sigmund Freud, analizzando il comportamento delle masse, nel 1921 dichiarò che in un gruppo l’idealizzazione del leader maschera in realtà l’odio e l’aggressività che vengono proiettati senza controllo verso il nemico e coloro che non si identificano completamente nell’ideologia dominante. Nonostante Freud abbia pubblicato il libro “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” quasi un secolo fa, dopo aver studiato i movimenti politici che allora si stavano andando a formare, tali idee sono ancora attuali.

Gli eroi di oggi

Analizzando i populismi del mondo di oggi, si può notare come ognuno presenti un capo carismatico che riesce ad attrarre a sé le frustrazioni dei cittadini per scatenarle contro un certo gruppo, dichiarato nemico del popolo. L’irrazionale prende così il sopravvento sul ragionamento, perché più istintivo e meno faticoso. In un contesto simile gli eroi non sono più coloro che compiono gesti sovrumani, ma quelli che hanno il coraggio di utilizzare un’arma più tagliente: il pensiero critico. Ne è un esempio il caso del professore polacco Woicjech Sadurski, sotto processo per le critiche mosse al suo governo.

Sadurski, autore del libro “Poland’s Constitutional Breakdown”, è docente presso la facoltà di Giurisprudenza di Sidney e del Centro per L’Europa dell’Università di Varsavia. Per le dichiarazioni contro il governo polacco, il professore è stato più volte definito traditore e nemico della patria. Inoltre, diverse autorità e istituzioni hanno sporto denuncia nei suoi confronti. Il tribunale ha in seguito archiviato molti casi, ma tre rimangono in attesa di giudizio.

Le accuse

Il partito polacco populista di estrema destra Diritto e Giustizia (PiS), attualmente al governo, e la televisione nazionale hanno denunciato Sadurski per diffamazione civile. Il docente polacco è stato attaccato dal PiS per aver dichiarato in un tweet che il partito opera come un gruppo criminale organizzato: non è più al servizio dello Stato, è ormai suo proprietario. Diritto e Giustizia controlla difatti tutte le istituzioni, tra cui la corte costituzionale e i media nazionali. I tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) non sono più separati: l’esistenza di una vera democrazia è quindi impossibilitata.

Se perdesse le cause, Sadurski dovrebbe pagare ingenti multe e soprattutto presentare pubblicamente delle scuse al governo. Il tribunale potrebbe inoltre vietargli di esprimere qualsiasi commento critico contro il governo, andando contro la libertà di espressione individuale.

La tendenza a manipolare la legge al fine di combattere i propri avversari, definita dagli scienziati politici “legalismo discriminatorio”, è comune nelle autocrazie. Non a caso il dittatore peruviano Oscar Benavides disse: “per i miei amici tutto, per i miei nemici la legge”.

I populismi spiegati da Sadurski

In una conferenza tenuta nell’Università Bocconi lo scorso 5 novembre, il professore polacco ha analizzato i diversi populismi che si stanno diffondendo nel mondo. E’ infatti sbagliato parlare di populismo al singolare: ogni paese, nonostante analogie ricorrenti, ne presenta uno specifico. 

Secondo Sadurski, il populismo trova supporto in un Paese perché risponde a vari sentimenti diffusi nel popolo. In primis, si basa sulla xenofobia, sull’anti-modernismo, inteso come la paura di perdere i valori tradizionali, e l’anti-secolarismo. Cavalca anche l’onda di un sentimento “anti-establishment”, contro coloro che detengono il potere senza interessarsi ai cittadini in difficoltà, e l’ansia per la globalizzazione, fenomeno che porta al trasferimento di diverse aziende in altri Paesi, con una conseguente ricaduta nell’occupazione.

Analisi del populismo polacco

Negli ultimi quattro anni, il partito PiS, al governo in Polonia, ha condotto una politica di soppressione dei diritti umani e avversione alla liberalizzazione di droghe, dell’eutanasia e alle unioni omosessuali (no, non stiamo parlando dell’Italia).

Diritto e Giustizia ha ottenuto un ampio supporto tra i cittadini fornendo loro soluzioni semplici a problemi in realtà molto più complessi. Il partito di estrema destra è inoltre riuscito a neutralizzare l’opposizione, promuovendo l’immagine dei democratici liberali come nemici del popolo insensibili e opportunisti.

Il PiS, dopo la prima vittoria alle elezioni, ha promosso un processo di smantellamento della democrazia. Attraverso modifiche legislative ha paralizzato la corte costituzionale e l’ha resa collaboratrice del governo. Per controllare il Paese, il partito ha marginalizzato l’opposizione in Parlamento, strumentalizzato i media per la propaganda e inasprito i rapporti con l’UE. 

Le preoccupazioni internazionali 

La graduale soppressione dei diritti politici e civili in Polonia è stata aspramente criticata sia dall’Unione Europea che da Amnesty International. L’organizzazione non governativa, in seguito a un episodio di pesante violazione della libertà di espressione individuale, ha avviato un appello. L’11 novembre 2017 infatti, durante la manifestazione per il Giorno dell’Indipendenza, piena di slogan antidemocratici e xenofobi, un gruppo di dimostranti ha aggredito fisicamente quattordici donne di un collettivo femminista per aver espresso la propria opinione. Il gruppo di destra si è sentito provocato per un manifesto che dichiarava: “fermiamo il fascismo”.

Appello di Amnesty International chiuso il 15/05/2019
Appello di Amnesty International chiuso il 15/05/2019

Il processo

Il 21 novembre 2017 le donne hanno sporto denuncia contro gli aggressori. Hanno invece scoperto che la polizia aveva aperto un’indagine contro tredici di loro, accusate di “intralcio a legittimo raduno”. Il processo, conclusosi quasi un anno dopo, ha riconosciuto le donne colpevoli e costretto loro a pagare una multa. Secondo la sentenza, “gli aggressori non intendevano eseguire un pestaggio di gruppo quanto piuttosto esternare insofferenza per il fatto che le donne si erano piazzate sul loro percorso di marcia”. In aggiunta “le deposizioni delle vittime mostrano che esse sono individui adulti e istruiti, la maggior parte di loro persegue obiettivi sia professionalmente sia al di fuori dell’ambito lavorativo tanto che non è possibile attribuire loro alcuna incapacità o fragilità nell’esercizio dei propri diritti né la mancanza di conoscenza del comportamento umano in contesti sociali”.

Le donne non si sono arrese e hanno presentato un appello contro la decisione del giudice e, anche grazie al supporto di Amnesty International, il 25 ottobre 2019 sono state assolte.

Cosa ci prospetta il futuro?

Riflettendo sulla situazione attuale della Polonia ci si possono porre diverse domande. Cosa succederà nel futuro prossimo? Possiamo paragonarla all’ondata di populismo che si sta impossessando dell’Italia? Sadurski può darci delle risposte.

Ragionando sul futuro prossimo, il professore sostiene che ci sia la possibilità di un ritorno alla democrazia, ma solo dando più importanza alla costituzione e con l’impegno dei cittadini.

Secondo Sadurski, l’Italia attraversa una fase simile a quella polacca, ma è in vantaggio perché i cittadini hanno ancora un minimo di fiducia nell’Unione Europea. 

Una lezione

Prima che sia troppo tardi è necessario ripensare il sistema su cui si basa la nostra società: il liberalismo è in crisi. Bisogna concentrarsi maggiormente sull’uguaglianza e il sostegno degli individui. La situazione polacca deve servirci da monito al fine di cambiare rotta nella politica italiana ed evitare conseguenze fatali.

 

 

 

Elena D'Acunto
Napoletana di nascita, milanese d’adozione, americana per 3 mesi. Dopo 5 anni di liceo scientifico, ora studio Scienze Politiche in Bocconi. Ho tre passioni: la politica, la musica e le scarpette da arrampicata. Di giorno scrivo per OriPo, di notte mi trasformo in una bimba di Lilli Gruber.

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