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Le elezioni amministrative a Bologna 2021

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Le elezioni comunali di Bologna, rispetto a quelle delle altre maggiori città in ballo (Roma, Torino, Milano e Napoli), sembrano essere quelle dall’esito più scontato. Una città roccaforte della sinistra che dalla nascita della Repubblica Italiana è sempre stata governata prima dai comunisti, poi dai diessini fino ai democratici oggi, esclusa la parentesi 1999-2004 in cui governò Giorgio Guazzaloca, civico in area centrodestra. Quel quinquennio fu vissuto in modo drammatico dalla sinistra dell’epoca, anche a livello nazionale: come era stato possibile perdere un porto sicuro come Bologna? Si diceva che fosse la diretta conseguenza della caduta del Muro di Berlino, della fine delle ideologie. Ogni città, al di là della propria storia politica, era conquistabile, perché si apriva la stagione dei civici e dei personalismi. Quest’ultimo fenomeno fu accentuato dall’elezione diretta del sindaco introdotta nel 1993. Prima di allora, infatti, i cittadini votavano la giunta, che poi eleggeva il sindaco, mentre ora il processo è inverso. 

I candidati 

Sono otto in totale i candidati sindaci per Bologna: Marta Collot, Stefano Sermenghi Fabio Battistini, Matteo Lepore, Federico Bacchiocchi, Andrea Tosatto, Addolorata “Dora” PalumboLuca Labanti. Il grande favorito alla corsa, in continuità con la tradizione bolognese, è Matteo Lepore. Lepore, dopo aver vinto le primarie nel centrosinistra battendo Isabella Conti, ex Pd ora in Italia Viva e sindaca di San Lazzaro, è diventato il candidato dem. Il rivale numero uno è l’imprenditore Fabio Battistini, candidato del centrodestra e scelto personalmente da Matteo Salvini (creando non pochi dissapori con gli alleati di Forza Italia, che gli avrebbero preferito Cangini). Da segnalare il supporto del Movimento 5 stelle, che a Bologna ha deciso di non correre da solo e di appoggiare il candidato di centrosinistra, come a Napoli. Sermenghi (quest’ultimo ha rifiutato accordi sia col centrodestra che col centrosinistra, dopo un iniziale avvicinamento a Forza Italia) e Battistini puntano a rompere l’egemonia di sinistra a Bologna cercando di riproporre un modello “Guazzaloca”, l’unico che scalfì il dominio della sinistra nella città.

Fabio Battistini è un imprenditore, con un’azienda commerciale che opera nell’ambito dell’intermediazione della componentistica industriale, è stato presidente della Consulta delle associazioni familiari di Bologna. Si candida con la lista civica Bologna ci Piace sostenuta da tutto il centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Popolo della Famiglia). Matteo Lepore (PD – M5S), Classe 1980, è assessore alla Cultura della giunta Merola. Ha il sostegno di Pd, M5s, Europa Verde, Anche tu Conti, Matteo Lepore sindaco, Coalizione Civica, Psi-Volt. Stefano Sermenghi è un avvocato di 49 anni, ex sindaco di Castenaso dal 2009 al 2019 ed ex Pd. Dora Palumbo è un’ex grillina (ha lasciato il Movimento 5 stelle nel 2018), con l’appoggio di Sinistra Unita. È laureata in geologia, consigliera comunale con Gruppo Misto – Nessuno resti indietro. Marta Collot di, 28 anni Marta Collot, candidata a sindaco di Bologna di Potere al Popolo, studente e musicista originaria di Treviso, che si era candidata alle Regionali in Emilia Romagna. Andrea Tosatto (Movimento 3V – Vaccini Vogliamo Verità) di 48 anni, è il candidato sindaco novax di Bologna. Per la sua campagna elettorale, invece del solito comizio, ha messo in scena uno spettacolo teatrale. Lo show “The Covid Show – il live” è tratto dal libro che lo stesso Tosatto ha scritto e che ha come sottotitolo “Dalla pandemia alla ristrutturazione socio-economica globale”, con la prefazione della deputata Sara Cunial, espulsa dal gruppo parlamentare 5 stelle per la sua posizione contraria ai vaccini. Federico Bacchiocchi (Partito Comunista dei lavoratori) veterinario di 51 anni candidato alla camera nel 2008. Luca Labanti avvocato di 50 anni ed ex giudice sportivo nel settore del basket cittadino, appoggiato dalla lista Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale.

Il contesto politico

L’auspicio per il Pd è che l’alleanza con il M5s funzioni nelle grandi città: un modello che aveva fallito alle Regionali, ma che potrebbe pagare a livello comunale. Bologna è una città che, seppur storicamente di sinistra, è da tempo attenzionata dal Partito democratico e dalle forze della sinistra come cantiere delle politiche future. Il segretario del Pd Letta ha incoronato Bologna come la città da cui far partire il nuovo Pd, una sorta di laboratorio. La città che ospita la festa nazionale dell’Unità e da cui porre le basi per un nuovo modello di centrosinistra largo. Matteo Lepore ha ricevuto endorsement da tutto il partito, partendo dallo stesso Letta e passando per il Presidente della regione Emilia-Romagna Bonaccini e Virginio Merola, sindaco uscente e padre politico di Lepore. Tra i candidati con Lepore anche Mattia Santori, fondatore del Movimento delle Sardine. 

Contro Lepore non solo il centrodestra di Battistini, centristi come Sermenghi e novax come Tosatto, ma anche tanta sinistra. Da Potere al Popolo, che considera Lepore un uomo del sistema e il Pd un partito che a Bologna ha favorito grandi compagnie e profitti a discapito della gente, passando per il Partito comunista dei lavoratori che definisce il Pd un partito di destra amico del capitale, fino a Sinistra Unita che accusa il Partito democratico di aver perseguito politiche neoliberali, accentuando le disuguaglianze. Un coro all’unisono dall’opposizione a sinistra del Pd che ha trovato nel “partito di sistema pro-ricchi” un leitmotiv comune. Sorprende tuttavia che le liste di Sinistra unita, Potere al popolo e Partito comunista dei lavoratori non abbiano trovato un punto d’incontro. Dora Palumbo, candidata di Sinistra unita, ha parlato di un tentativo di avvicinamento, osteggiato soprattutto da Potere al popolo non tanto per una questione di contenuti, ma di modo di fare politica, come dichiarato dalla candidata di Pap Marta Collot. 

I programmi 

I temi caldi della tornata elettorale bolognese sono sicurezza, mobilità e lavoro. In particolare sul primo insiste molto il candidato del centrodestra Fabio Battistini, che ha parlato di “fare una scelta di campo tra i bonghi ed il riposo dei residenti” in riferimento a Piazza Verdi, alla proposta di istituire task force anti-degrado di quartiere, un piano straordinario per la pulizia dei portici e l’espulsione dall’ateneo universitario degli studenti che commettono reati. Soluzioni pensate per rimettere ordine a Bologna, colpita secondo Battistini (e non solo lui) da degrado e sporcizia. Battistini, tra le altre cose, propone di rimettere la delega alla cultura in capo al sindaco, e non alle imprese creative come sostenuto da Lepore. Una visione culturale, quella di Battistini, incentrata sul terzo settore e sulla convivenza tra pubblico e privato, e che si può articolare solo in perfetta simbiosi con il piano sicurezza: una Bologna sicura è anche più bella (il programma completo lo trovi qui).

Argomento, quello della sicurezza condiviso con Stefano Sermenghi, ex sindaco di Castenaso, candidato di Bologna Forum Civico e sostenuto dalla lista Italexit di Gianluigi Paragone. Sermenghi propone l’istituzione di un fondo comune per la sicurezza chiedendo ad ogni bolognese di versare un euro, come aveva fatto a Castenaso. Un programma politico, quello di Sermenghi, basato su un programma che prende il suo nome, il modello Sermenghi (il programma completo qui), che si regge su tre pilastri: sicurezza, inclusione e taglio dei costi dell’amministrazione.

Un tema toccato anche da Potere al popolo, che al contrario ha dichiarato, attraverso le parole di Marta Collot, che alle nuove generazioni è stato tolto tutto e gli studenti vengono usati come capro espiatorio. Le proposte di Potere al popolo vanno dalla reinternalizzare tutti i servizi comunali e i lavoratori, allo stop alle opere inquinanti come Passante, tram e People Mover, dando la priorità a Sfm e ciclovie (trovate il programma qui). Sinistra unita propone un programma molto simile, così come il Partito comunista dei lavoratori (non è presente un programma sul sito) e Movimento 24 Agosto (non c’è un sito per il programma a Bologna, le proposte del movimento si adattano dal nazionale a tutti i contesti locali), basato su un aumento dei servizi e degli spazi per le persone, la rinuncia ad opere inutili che avvantaggiano solo i ricchi ed una mobilità sostenibile ed economica. Qui trovate le proposte di Labanti e qui le proposte di Bacchiocchi. Una scelta particolare è stata quella di Sinistra unita, che ha presentato 35 candidature su 36 per i posti in consiglio comunale, lasciandone uno libero per tutte quelle persone che non possono candidarsi o votare perché senza documenti e senza diritti. 

Tra i temi caldi anche la mobilità, con Lepore che spinge per la creazione di un Passante Green cittadino, il primo in Italia, che ambisce ad essere riconosciuto anche a livello europeo come progetto d’avanguardia. Proposta osteggiata da una parte da Battistini, che, sebbene riconosca l’utilità del Passante, ne vorrebbe uno solo per il lato sud di Bologna. Tra le altre proposte, Lepore ha avanzato l’idea di creare sei nuovi parchi metropolitani e nuovi boschi urbani. Nel programma di Lepore (che trovate qui) anche il restyling del Dall’Ara con un piano di 42 milioni di euro d’investimento sugli impianti sportivi di base, un piano per l’uguaglianza di genere e la proposta di creare un assessorato alle Pari Opportunità con Portafoglio. Andrea Tosatto, del Movimento 3V, nel programma parla solo di Covid e vaccini, in particolare in riferimento alla creazione di una una società parallela, senza tamponi, senza Green Pass, senza vaccini. 

Massimiliano Garavallihttps://orizzontipolitici.it
Classe ’97, ma con le occhiaie da quarantenne. Fondatore del blog culturale Sistema Critico, scrivo di politica e filosofia, e nel mezzo qualche poesia. Mi sono laureato con double degree in Economia e Management ad Urbino ed in European Economic Studies a Bamberg, Germania. Mi piace pensare che ogni nostro piccolo pensiero sia una spinta per qualcuno a cambiare.

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