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Guida alle Elezioni Regionali 2024: Abruzzo

Tempo di lettura stimato: 5 min.

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La Regione Abruzzo è chiamata alle urne per eleggere il Presidente della Regione e per rinnovare il consiglio regionale. Domenica 10 Marzo i seggi rimarranno aperti dalle ore 7:00 alle ore 23:00. Due candidati si affronteranno per diventare Presidente della Regione Abruzzo: Marco Marsilio, attuale Presidente della regione in quota Centrodestra, e Luciano D’Amico, rappresentante del Centrosinistra unito – insieme quindi con Movimento 5 Stelle, Azione e Italia Viva. Segue, pertanto, una breve guida alle elezioni regionali in Abruzzo.

La legge elettorale in Abruzzo

La legge elettorale per le elezioni regionali in Sardegna è la n.9 del 2 aprile 2013, la quale ha abolito il voto disgiunto e introdotto una soglia di sbarramento. In particolar modo, come espresso dall’art. 16 della legge, non vengono eletti i partiti che abbiano ottenuto, attraverso un sistema proporzionale, meno del 4% dei voti o del 2% se parte di una coalizione – che deve superare il 4%. Trenta sono i componenti del consiglio regionale, a cui aggiungere il Presidente. Entrambi organi eletti a suffragio universale, diventa presidente il candidato che ottiene la maggioranza dei voti. 

La legge prevede un unico turno con voto su un’unica scheda. In particolare, è possibile votare per il solo candidato presidente, per il candidato ed una lista circoscrizionale, o per la sola lista – estendendo quindi il voto al Presidente ad essa collegato –, potendo qui esprimere due preferenze per due candidati consiglieri, a patto che siano di genere diversopena l’annullamento della seconda preferenza. Ogni provincia costituisce una circoscrizione elettorale, e attualmente le circoscrizioni sono 29: sette per ciascuna provincia, tra per L’Aquila che ne ha otto. Si aggiungono un seggio riservato al presidente eletto e uno al candidato presidente arrivato secondo.

Alle ultime elezioni, tenutesi nel 2019, ha votato il 53% del corpo elettorale, rispetto a più del 61% delle elezioni del 2014. Ben 14 le liste presenti, con il Movimento 5 Stelle che si presentava da solo con la candidata Sara Marcozzi e il centrosinistra che candidava invece Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. A quelle elezioni il centrodestra prese il 48% dei consensi, contro il 31% del centrosinistra e il 20% del M5S. Pertanto, non vi furono particolari sorprese rispetto a quanto previsto dai sondaggi antecedenti le elezioni. In basso, i risultati delle elezioni regionali tenutesi in Abruzzo nel 2019.

Le coalizioni in campo

Centrosinistra

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e liste civiche e di centrosinistra hanno deciso di correre insieme alle elezioni regionali in Abruzzo per il 2024. La candidatura, unitaria, è rappresentata da Luciano D’Amico, ex rettore dell’Università di Teramo nonché ex presidente della Tua – Trasporto Unico Abruzzese, società per azioni pubblica che gestisce il trasporto pubblico urbano, interurbano e ferroviario in Abruzzo. La coalizione – chiamata Patto per l’Abruzzo – è, in ultima istanza, composta da 6 liste: PD, M5S, Azione, Alleanza Verdi e Sinistra con Democrazia Solidale, Italia Viva con Partito Socialista Italiano e +Europa, e Abruzzo Insieme (lista civica).

Centrodestra

La coalizione di Centrodestra ha deciso, già a maggio 2023, di ricandidare il Presidente uscente Marco Marsilio – in quota Fratelli d’Italia – per un secondo mandato. La candidatura, confermata a dicembre da parte della coalizione unita, vede la presenza di altre 6 liste – per un totale complessivo di 12 liste presenti alle elezioni regionali 2024. Queste sono: FdI, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, UdC e Democrazia Cristiana con Rotondi, e Marsilio Presidente (lista civica).

I punti chiave dei programmi per le elezioni regionali in Abruzzo 2024

Le due coalizioni presenti a queste elezioni, nei rispettivi programmi, toccano talvolta temi comuni, che rappresentano le urgenze più rilevanti ed evidenti della regione Abruzzo: il sistema sanitario, il mercato del lavoro, il settore dei trasporti.

Luciano D’Amico – centrosinistra

Il candidato di centrosinistra Luciano D’Amico, che riconosce le fragilità del territorio, intende modificare il quadro attuale per riportare la Regione Abruzzo su un sentiero di sviluppo. Sviluppo, secondo D’Amico, possibile solo creando posti di lavoro, adeguando le infrastrutture, ripianificando il sistema sanitario, efficientando il trasporto pubblico locale e potenziando il sistema formativo, continuando soprattutto a innovare in tutti gli ambiti menzionati.

Per la sanità, D’Amico prevede di risolvere problemi come le liste d’attesa e l’ammontare di prestazioni ospedaliere, specializzando il sistema sanitario e mettendo a frutto le risorse di cui il territorio già dispone. Tra queste, in particolare, cita le due facoltà di medicina e chirurgia e la facoltà di medicina veterinaria.

Quanto alle infrastrutture, la proposta della coalizione è di adeguare la rete autostradale unitamente ad un potenziamento del sistema ferroviario regionale. Non solo: il progetto politico comprende anche sistemi irrigui che sfruttino le potenzialità agricole dell’Abruzzo, nonché la realizzazione della banda larga e ultra-larga.

In tema lavoro, il candidato presidente focalizza l’attenzione soprattutto sui giovani abruzzesi NEET, circa 50.000, che non studiano e non si formano. L’offerta di opportunità stimolanti a questi ragazzi, a detta del candidato D’Amico, deve passare per l’insediamento di nuove aziende sul territorio, per il potenziamento dell’attuale sistema economico e per la creazione di posti di lavoro adeguati alla formazione dei giovani.

Marco Marsilio – centrodestra

Come prevedibile, le proposte del candidato uscente Marco Marsilio si rifanno soprattutto a quanto fatto negli ultimi 5 anni di governo. In particolar modo, la coalizione si propone di risolvere le attuali partite aperte, come il comparto sanitario del PNRR, che vuole soprattutto aprire i cantieri ospedalieri sbloccando le relative risorse. Il candidato uscente, citando i bilanci sempre in pareggio per la sanità nonostante crisi pandemica e crisi energetica, si offre di investire i fondi già ottenuti per l’edilizia sanitaria, approvando la rete ospedaliera.

Inoltre, per le infrastrutture è previsto un maggiore collegamento dell’Abruzzo a livello europeo – con il già avviato inserimento nei corridoi della mobilità Europea – e nazionale, per cui sono già stati ricevuti circa 8 miliardi di euro sia per la linea ferroviaria adriatica che per la linea Roma-Pescara. A livello autostradale, sono già partiti i primi lavori – e altri devono partire – di messa in sicurezza dei viadotti.

Sul tema lavoro, il Presidente ha ricordato la risoluzione negli anni di diverse crisi aziendali, facendone un punto di partenza per un ulteriore efficientamento del tessuto lavorativo abruzzese. Nel dettaglio, l’insediamento di nuove aziende – come accaduto con Brunello Cucinelli, destinata a creare oltre 300 posti di lavoro nel territorio – è un parametro che deve guidare la ripresa del mercato del lavoro nella regione.

Mattia Moretta
Italiano, prima di tutto. Nato in un posto in riva al mare d’Abruzzo, vivo dal 2000. Studio Economia e Management in Bocconi. In OriPo ho trovato lo strumento migliore per esprimere la mia passione per la politica. Tre punti di riferimento: la libertà, il mare e la musica. P.S. I capelli grigi sono naturali.

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