Analisi

URSS: trent’anni dal crollo. L’eterno ritorno dell’impero degli Zar

Cremlino Mosca

L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche viene dichiarata ufficialmente sciolta il 26 Dicembre 1991. Sono passati trent’anni dunque, un periodo non semplice per l’intero territorio un tempo coperto dalla bandiera rossa.

Il “fratello grande” dell’Unione, la Russia, ha infatti attraversato periodi di enormi crisi sociale, politica ed economica, insieme all’ennesima speranza democratica affossata dagli avvicendamenti di inizio millennio, con l’arrivo al potere di Vladimir Putin. Da allora, non senza scossoni, la Russia ha iniziato un nuovo ciclo del suo eterno ritorno a potenza egemone in svariate parti del globo: l’est Europa, il Caucaso, la Mongolia. Oggi, i dossier di Mosca si espandono su decine di territori, su tutti i continenti, confrontandosi con le strategie globali degli altri attori internazionali.

E’ quindi importante comprendere come siamo arrivati a questo punto, e dove si colloca la Russia rispetto ai dossier globali del suo intorno vicino e in tutto il mondo. E’ anche necessario approfondire il fronte interno, per provare a comprendere se il futuro del grande Paese possa essere, prima o poi democratico. Con questo progetto Orizzonti Politici ha analizzato nel dettaglio le misure, le ragioni, e le conseguenze politiche ed economiche del crollo dell’Unione, prima di dedicarsi all’analisi dei vari fronti in cui oggi si discute a Mosca, e analizzare il fronte dell’opinione interna, in occasione dell’anniversario del crollo, e della seguente rinascita, di uno degli imperi più potenti della storia.

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