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Cronache del 4 Marcio – 63esimo bollettino

Tempo di lettura stimato: 1 min.

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Anno domini 19 d.C. (dopo Craxi): a distanza di sessantatré settimane dalle elezioni del 4 marcio sono in tanti a sentirsi padri.

Si sente padre Matteo Salvini che ha detto di considerare gli italiani come 60 milioni di figli da sfamare. Iniziare ridandogli i 49 milioni?

Si sente padre il Premier Conte deciso a mantenere la guida dell’esecutivo solo se il clima fra Lega e 5 Stelle tornerà sereno. Nella Prima Repubblica si tirava a campare, nella terza si tira a campare dicendo l’opposto.

Si sente padre Nicola Zingaretti che fiducioso ha dichiarato “siamo in rimonta”. Verso un’altra non vittoria e oltre.

Ma non si sente padre Donald Trump che ha attaccato la Nasa perché vuole andare sulla Luna. Sarebbe bellissimo se fosse il primo Presidente ad andarci, e restarci.

Canzone della settimana: “se mi lasci non vale”. Dedicata da Matteo Salvini a Viktor Orban dopo la decisione dell’ungherese di non entrare nell’eurogruppo sovranista.

Giunio Panarelli
Nato a Bologna, ma cresciuto salentino, frequento il corso di laurea magistrale in Politics and Policy Analysis in Bocconi. Da febbraio 2020 sono caporedattore di Oripo quindi se vi piace quello che leggete è merito mio se non vi piace è colpa degli autori. Nel 2018 è uscito per Edizioni Montag il mio primo libro "La notte degli indicibili". Un chiaro segno della crisi dell’editoria italiana.

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