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Aspetti tecnici dei sistemi elettorali 2

Tempo di lettura stimato: 4 min.

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Altri aspetti tecnici dei sistemi elettorali

di Luca De Cristofaro

Settimana scorsa abbiamo pubblicato un articolo che illustrava alcuni aspetti tecnici dei sistemi elettorali: circoscrizioni, soglie di sbarramento e premi di maggioranza. Questa settimana completeremo il quadro dei principali elementi in gioco con liste, preferenze, coalizioni e la differenza tra elezioni dirette e indirette.

Le liste elettorali

Nel caso in cui il sistema preveda collegi plurinominali solitamente esso prevede la presentazione di liste di candidati (ma può prevedere anche la presentazione di candidati individuali, lo vedremo in un altro articolo). In conseguenza di ciò il sistema può prevedere oppure no la possibilità per l’elettore di scegliere anche lo specifico candidato cui attribuire il proprio voto. Si dice dunque che le liste possono essere aperte, chiuse (o bloccate) oppure flessibili.

Liste aperte

Con le liste aperte l’elettore può indicare il cognome di uno o più candidati oltre al partito prescelto ed una volta assegnati alle liste i numeri di seggi spettanti sono eletti per ogni lista i candidati che hanno ricevuto più voti di preferenza. Tuttavia è un sistema relativamente poco diffuso in Europa e nel mondo. Un particolare tipo di sistema con liste aperte è quello che consente anche il panachage ossia la possibilità di esprimere i voti di preferenza anche per candidati di liste diverse.

Liste flessibili

Nei sistemi con liste flessibili i partiti stabiliscono un ordine di lista ma l’elettore può comunque esprimere voti di preferenza verso i candidati che compongono la lista. Saranno poi eletti i candidati nell’ordine in cui sono presentati nella lista ma questo ordine può essere sovvertito se alcuni candidati ottengono un numero di preferenze superiore ad una certa soglia stabilita dalla legge elettorale in modo da permettere loro di “scavalcare” l’ordine di lista.

Liste chiuse o bloccate

Infine nei sistemi con liste bloccate l’elettore può scegliere solamente la lista di candidati ed i candidati saranno eletti esclusivamente nell’ordine in cui sono stati presentati. Questo sistema è abbastanza diffuso quando i candidati non sono presentati individualmente ma in liste.

Coalizioni di liste

Alcuni sistemi permettono esplicitamente o tacitamente l’aggregazione di forze affini in coalizioni. Spesso a favorire questo sistema politico sono sistemi elettorali maggioritari o quelli che attribuiscono un premio di maggioranza poiché forze politiche affini decidono di concorrere insieme alla conquista della maggioranza parlamentare con lo scopo di governare insieme. Più raramente è concessa la formazione di coalizioni in sistemi proporzionali puri ma un esempio di questo tipo lo si ha in Svizzera. Secondo il sistema elettorale svizzero due o più liste possono decidere di sommare i voti ricevuti e con tale somma concorrere alla ripartizione dei seggi. I seggi assegnati alla coalizione sono poi ripartiti tra le liste sulla base dei voti presi da ciascuna lista. In questo modo un partito con l’8% di voti ed uno con il 6% dei voti potrebbero insieme aggiudicarsi un seggio ai danni di un eventuale partito con il 12% dei voti che non ha alleati in coalizione.

Sistema uninominale

Nei sistemi maggioritari non è necessario prevedere esplicitamente la possibilità di formare coalizioni tra forze affine. Solitamente i sistemi a turno unico di tipo anglosassone tendono al bipartitismo o comunque a sistemi politici con due partiti dominanti e partiti minori.

Sistemi a doppio turno

I sistemi a doppio turno, soprattutto se l’offerta politica proviene da sistemi proporzionali, come ad esempio in Francia, tendono al bipolarismo o al multipolarismo. Lì le alleanze politiche si manifestano tramite le desistenze. Essendo i collegi uninominali, in ogni collegio la coalizione presenterà un solo candidato “ufficiale” dunque di un solo partito e se nel collegio numero 1 la coalizione presenta un candidato del partito A, nel collegio 2 la coalizione presenta un candidato del partito B in modo che gli elettori della coalizione sostengano tutti lo stesso candidato in ogni collegio “unendo le forze” per risultare maggioritari.

Elezioni dirette o indirette

Un’ultima caratteristica delle elezioni e quindi dei sistemi elettorali, è chi “elegge veramente” i candidati. Ma qui bisogna fare una premessa e distinguere due grandi categorie di elezioni che finora non abbiamo avuto bisogno di distinguere. Ci sono sistemi elettorali per eleggere cariche monocratiche, un solo eletto in tutta la Nazione, solitamente il Presidente e sistemi elettorali per eleggere un’Assemblea parlamentare (più di un solo eletto in tutta la Nazione). Bisogna fare attenzione a non confonderli perché sarebbe, come si suol dire, paragonare le mele con le pere. Tornando alla questione sul “chi elegge veramente chi”, ci sono due possibilità. Si ha un’elezione diretta quando l’intero corpo elettorale elegge direttamente la carica interessata dall’elezione (sia esso il Presidente o il Parlamento). Si ha un’elezione indiretta quando i cittadini aventi diritto di voto eleggono qualcuno che poi a sua volta eleggerà la carica interessata dall’elezione. L’elezione indiretta è diffusa nel mondo principalmente per l’elezione presidenziale, soprattutto nelle repubbliche parlamentari e, in alcuni Paesi, per l’elezione della Camera alta del Parlamento, solitamente chiamata Senato. Esempi di elezione indiretta sono l’elezione del Presidente degli Stati Uniti, in cui i cittadini eleggono Stato per Stato i grandi elettori che effettivamente eleggeranno il Presidente circa due mesi dopo le elezioni popolari; l’elezione del Presidente della Repubblica italiana, eletto da deputati, senatori e consiglieri regionali eletti dai cittadini; l’elezione del Senato francese per cui hanno diritto di voto i consiglieri comunali, i sindaci, i consiglieri provinciali e regionali ed i deputati tutti eletti dagli elettori

 

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