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Guida alle Elezioni Regionali 2024: Sardegna

Tempo di lettura stimato: 6 min.

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La Regione Sardegna ha deciso che per l’elezione del Presidente della Regione e per il contestuale rinnovo del consiglio regionale si voterà Domenica 25 Febbraio con i seggi che rimarranno aperti dalle ore 7.00 alle ore 23.00. Si sfideranno per la poltrona di Presidente 4 candidati: Alessandra Todde per il Campo Largo, Paolo Truzzu per il centrodestra, Renato Soru per la coalizione Sarda, Lucia Chessa per Sardegna R-esiste. Grande assente da questa competizione elettorale è il governatore uscente Christian Solinas che non sarà candidato nemmeno come consigliere. Ecco una breve guida per le elezioni regionali in Sardegna.

Come si vota: legge elettorale

La legge elettorale per le elezioni regionali in Sardegna è stata modificata per l’ultima volta nel 2013 con la Legge Regionale Statutaria n. 1 del 12 novembre 2013. 

Il consiglio regionale è composto da 60 membri. La legge prevede un unico turno, con voto di lista, la possibilità di esprimere una preferenza all’interno della lista prescelta, e voto per il candidato presidente, su un’unica scheda. È possibile votare per una lista e per un candidato presidente non collegati fra loro (“voto disgiunto”, Art. 9). 

Alle liste collegate al presidente eletto viene eventualmente assegnato un premio di maggioranza nella seguente misura: il 60% dei seggi nel caso il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze superiore al 40%; il 55% dei seggi nel caso il presidente eletto abbia ottenuto una percentuale di preferenze compresa fra il 25% e il 40%, mentre nessun premio di maggioranza è assegnato se il presidente è eletto con meno del 25% (Art. 13). La legge prevede una soglia di sbarramento del 10% per le coalizioni e del 5% per le liste non coalizzate (Art. 1, comma 7). Nessuno sbarramento è previsto per le liste all’interno delle coalizioni che abbiano superato il 10%.

La Regione è poi divisa in otto circoscrizioni elettorali a cui sono state assegnate un numero stabilito di seggi: Cagliari (20), Sassari (12), Nuoro (6), Olbia-Tempio (6), Oristano (6), Carbonia-Iglesias (4), Medio Campidano (3), Ogliastra (2). Il sessantesimo seggio sarà assegnato al secondo piazzato tra i candidati governatore.

Le coalizioni in campo

Centrodestra

Dopo le schermaglie dei giorni precedenti il centrodestra sembra aver trovato la quadra, grazie al passo indietro del Presidente della Regione uscente Christian Solinas, in quota Lega, che ha deciso di non ricandidarsi. La coalizione di centrodestra correrà quindi unità a sostegno di Paolo Truzzu, attuale sindaco di Cagliari. A sostegno della sua candidatura si schierano dunque: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Partito Sardo d’Azione, Riformatori, Udc, Alleanza Sardegna-Pli, Sardegna al centro 20 Venti, Dc di Rotondi.

Centrosinistra

Più frammentata risulta essere la situazione all’interno del centrosinistra sardo, da una parte troviamo infatti Alessandra Todde, deputata e vicepresidente del Movimento 5 Stelle già sottosegretario e viceministro allo Sviluppo Economico, sostenuta dal cosiddetto “campo largo” composto da M5s-A Innantis, Pd, Avs, Uniti con Alessandra Todde, Progressisti-La base, Demos, Sinistra Futura, Psi, Orizzonte Comune, Fortza Paris.

Progetto Sardegna

Dall’altra parte sempre nell’alveo del centrosinistra si presenta Renato Soru, ex presidente della Regione, ex segretario regionale del Pd ed ex parlamentare europeo. Può contare sul sostegno del  suo “Progetto Sardegna” e  Azione-Più Europa-Upc, Rifondazione Comunista, Liberu e Vota Sardigna.

Sardegna R-esiste

Come outsider della competizione e fuori dagli schemi della politica nazionale si candida Lucia Chessa, leader del partito regionalista Rossomori, sostenuta dall’unica lista Sardegna R-esiste.

Risultano esclusi dalla competizione regionale: la candidatura di Maria Rosaria Randaccio, che inizialmente era stata sostenuta dalla lista unica Forza del Popolo, che è stata dichiarata invalida il 24 gennaio 2024, in seguito a criticità rilevate nella raccolta delle firme dagli uffici circoscrizionali territoriali di Cagliari e del Sulcis Iglesiente e  Alessandra Zedda (FI), già vice-presidente e assessora al Lavoro della giunta regionale che aveva  inizialmente depositato la propria candidatura il 14 gennaio 2024, sostenuta dalla lista indipendente Anima di Sardegna. Tuttavia, Zedda si è poi ritirata dalle elezioni il 19 gennaio seguente, scegliendo di sostenere Paolo Truzzu.

Qui sotto i risultati delle ultime elezioni regionali in Sardegna che si sono svolte nel 2019.

I punti chiave dei programmi per le elezioni regionali in Sardegna

Seppur si presentino a questa tornata elettorale 4 diversi candidati e ben 25 liste, i vari programmi presentati agli elettori sono accomunati da alcuni temi che tagliano trasversalmente gli schieramenti politici e che sono di vitale importanza per il territorio sardo: tra questi il tema della sanità, del lavoro, della transizione energetica e dei trasporti.

Vediamo dunque quali sono i punti fondamentali dei vari programmi elettorali.

Paolo Truzzu-Centrodestra

Al momento in cui viene scritto questo articolo non risulta un programma ufficiale della coalizione di centrodestra per le elezioni regionali in Sardegna.

Alessandra Todde- Centrosinistra

Il documento programmatico presentato dalla coalizione di centrosinistra illustra i dieci assi programmatici, articolati in cinque pilastri ciascuno, che costituiscono la base del progetto politico della coalizione, orientato ai valori di progresso, autonomia, socialità e solidarietà, facendo riferimento all’Agenda 2030.

Todde in tema di sanità propone di ricostituire un ordinamento sanitario calibrato sulle esigenze reali dei territori e delle persone che decidono di viverli. Per quanto riguarda l’istruzione è necessario pensare ad  un modello di formazione e ricerca pensato sui fabbisogni dei territori e delle imprese.

Centrale è la necessità di avere  un sistema di trasporti ed un’infrastruttura tecnologica e di rete che interconnetta l’interno della Sardegna e che connetta l’isola con il mondo.

La coalizione di centrosinistra rilancia affinchè si costituisca uno schema ecologico ed energetico che tuteli l’ambiente e conferisca autonomia e sicurezza energetica a tutta la Sardegna.

Infine Todde prospetta una Sardegna in cui prevenzione, prossimità, intergenerazionalità, giustizia e coesione sociale siano alla base di ogni aspetto programmatico.

Renato Soru 

Renato Soru nel suo programma auspica un cambiamento profondo è per questo che fonda la sua candidatura su tematiche come: sanità, istruzione, transizione energetica.

Per l’ex presidente della regione per quanto riguarda il tema della sanità afferma che   è necessario rimodulare la macchina organizzativa, semplificando e ottimizzando procedure e percorsi. Il fine è quello di  ricreare un sistema integrato in grado di soddisfare le esigenze dei diversi territori, sulla base di analisi mirate a valutare i reali bisogni dei cittadini per fornire risposte adeguate.

Per Soru il cambiamento passa attraverso l’istruzione: è per questo che con l’opportunità data dai quasi 10 miliardi di euro di risorse europee da spendere entro il 2027 diventa fondamentale programmare un piano straordinario per la scuola.

Essenziale per una regione vasta come la Sardegna è la connessione territoriale, per questo propone di investire in maniera capillare nelle infrastrutture e nel trasporto pubblico in questo modo ne potrebbe giovare anche la qualità dell’aria. é proprio il tema ambientale al centro della proposta sulla transizione energetica: l’idea di Soru è quella di una Sardegna che produce dalle sue fonti rinnovabili l’energia di cui ha bisogno, aperta certamente a contribuire al sistema nazionale ed europeo, ma che ne trae vantaggio in termini di ricchezza prodotta e distribuita, assicurando ai sardi “energia sicura, sostenibile, competitiva e a prezzi accessibili”. Istituendo inoltre una Comunità Energetica Regionale, con benefici che vanno ben oltre a quelli previsti dalle norme attuali.

Lucia Chessa

Chiare le linee programmatiche della lista Sardigna R-esiste secondo cui è necessario ripristinare la democrazia nel voto, riformando la legge elettorale in vigore dal 2013. Chessa afferma inoltre che è urgente ripristinare il diritto alla salute, non permettendo la privatizzazione della sanità sarda. Centrale risulta essere anche il tema della transizione energetica: la candidata indipendente afferma: “tra le priorità c’è anche la sovranità energetica e in generale la produzione di energia: le nostre risorse, sole, vento e suolo devono produrre ricchezza per noi e non diventare assalto speculativo alla nostra terra come sta succedendo adesso”.

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