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Gli Stati Uniti considerano le colonie israeliane legittime

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La scorsa settimana il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato pubblicamente che gli Stati Uniti non considerano più in contrasto con con il diritto internazionale gli insediamenti in Cisgiordania. Le colonie israeliane sono considerate legittime. Si tratta di una decisione storica in quanto sembra che possa determinare la fine del sostegno americano alla soluzione dei due stati.

CHE COSA SONO LE COLONIE?

Sono comunità abitate da civili israeliani in Cisgiordania. Gli israeliani hanno costruito questi insediamenti nei territori conquistati dopo la fine della Guerra dei sei giorni fra Israele e l’Egitto nel 1967. Oggi circa 600.000 persone vivono in questi territori. Gli insediamenti sono considerati illegali sia dall’ONU sia da gran parte della Comunità Internazionale. Vengono visti come un ostacolo alla pace. Israele rivendica la legittimità su questi territori definendoli contesi. Secondo i palestinesi rendono impossibile la creazione di due stati in quanto non garantiscono la continuità territoriale.

LA POLITICA AMERICANA  

Fino ad ora gli Stati Uniti sono sempre stati allineati alla posizione della Comunità Internazionale con una sola differenza. La posizione americana è più morbida da quando il Presidente Regan, nel 1981, aveva definito le colonie non del tutto illegali. Gli USA le hanno definite illegittime, ma non illegali. Inoltre hanno sempre posto il veto in sede ONU alle risoluzioni di condanna. La dichiarazione di Pompeo è stata una vera e propria rivoluzione. Secondo l’Amministrazione Trump sono i giudici israeliani che hanno il compito di occuparsi della questione di legittimità. La stessa linea è stata utilizzata per il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele a fine del 2017.

LA DECISIONE DI TRUMP 

Durante la campagna elettorale l’ex Presidente dello Stato Ebraico Benjamin Netanyahu, alla ricerca del consenso da parte dei nazionalisti, ha dichiarato di pensare all’idea di annettere le colonie ad Israele. Il riconoscimento delle colonie sembra un favore all’alleato. Non è emerso nessun vincitore dalle elezioni e c’è la possibilità che si ritorni presto alle urne. Secondo il giornale israeliano Ha’aretz il cambio di rotta portato avanti da Trump è collegato alla richiesta per il suo impeachment. Con questa decisione il tycoon cerca di aumentare il consenso presso la base conservatrice dei Repubblicani e gli elettori evangelici.

LE REAZIONI

Gli israeliani hanno considerato la decisione degli americani come il riconoscimento di una realtà di fatto. Netanyahu ha dichiarato che è il riflesso della verità storica che gli Ebrei non sono dei colonizzatori stranieri in Giudea. Secondo i palestinesi è una decisione inaccettabile. Il portavoce dell’Autorità palestinese Nabil Abou Roudein ha affermato che Washington non è autorizzata ad annullare le disposizioni del diritto internazionale. Gli americani non hanno nessun diritto a legittimare le colonie. Il Ministro degli Esteri della Giordania, Ayman Safadi, ha avvertito che il cambiamento di posizione degli USA potrebbe comportare “pericolose conseguenze” sulle prospettive di riavviare il processo di pace in Medio Oriente. L’Unione Europea ha riaffermato la posizione di condanna verso la politica coloniale di Israele. La posizione dell’Europa è chiara ed invariata. In un comunicato ufficiale l’UE ha rimarcato ad Israele l’obbligo di porre fine a tutte le attività di colonizzazione.

Nelle prossime settimane Trump presenterà il “Piano di Pace per il Medio Oriente”. Quali risultati scaturiranno dal riconoscimento delle colonie e di Gerusalemme come capitale?

 

Redazione
Orizzonti Politici è un think tank di studenti e giovani professionisti che condividono la passione per la politica e l’economia. Il nostro desiderio è quello di trasmettere le conoscenze apprese sui banchi universitari e in ambito professionale, per contribuire al processo di costruzione dell’opinione pubblica e di policy-making nel nostro Paese.

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