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Trump e Ucraina: nuovi dettagli. Ora impeachment?

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I commissari per l’impeachment della Camera dei Deputati USA hanno reso pubbliche le dichiarazioni di Alexander S. Vindman. L’argomento delle domande? Ovviamente la celebre chiamata tra la Casa Bianca e Kiev del 25 luglio 2019. La commissione sta cercando di testare la natura dei rapporti tra Trump e Ucraina per mettere insieme un’accusa che potrebbe portare alla procedura di impeachment.

La telefonata sotto il microscopio

A luglio, il presidente Trump chiama il suo collega a Kiev, Zelenski (per saperne di più su di lui, ecco il nostro articolo). Il motivo della chiamata? Ufficialmente nulla di particolare, ma una volta stabilita la connessione, ecco che il Presidente comincia a fare domande sull’operato del figlio di Joe Biden, Hunter, in Ucraina. Quest’ultimo infatti, secondo Trump, avrebbe condotto delle operazioni commerciali illegali in Ucraina.

All’accusa segue il presunto ricatto, col Presidente Americano che avrebbe minacciato il suo omologo est-europeo di interrompere gli aiuti militari americani che sostengono in questo momento lo sforzo bellico ucraino contro l’invasione Russa nel Donbass, se Zelenski non avesse obbedito alle sue richieste. L’obbiettivo di Trump, secondo le accuse, era quello di ottenere materiale compromettente da utilizzare in campagna elettorale contro Biden, che appariva all’epoca il suo avversario più probabile alle elezioni del 2020.

Il “whisteblower” e Alexander S. Vindman

Tutto ciò, ovviamente, rimane nell’ambito delle supposizioni, con le accuse che sono state mosse al presidente da una fonte anonima nella CIA (un “whistleblower” nel gergo giuridico americano). Quest’ultimo, infastidito dal presunto abuso di potere del Presidente, ha informato la Camera dei Deputati che ha immediatamente imbastito una Commissione d’Inchiesta. In tutta risposta, la Casa Bianca ha reso nota la trascrizione della chiamata, pur ammettendo come “certe parti potrebbero essere state malintese per via di forte accento e difficoltà nella ricezione”.

Proprio intorno a quest’ultimo passo ruota la testimonianza di Vindman. Luogotenente, di famiglia militare, Vidnman è oggi il massimo esperto della questione ucraina alla Casa Bianca. Secondo le sue testimonianze, ottenute in ore di interrogazioni, l’ufficio del presidente avrebbe volutamente omesso di trascrivere alcune parti della telefonata, indicandole come errori di ricezione, nonostante i consigli del luogotenente, che si è dichiarato contrario a tutto ciò fatto quella sera.

E adesso?

La testimonianza non cambierà di molto la visione che i commissari avevano della trascrizione, che già molti sospettavano come incompleta. In ogni caso, la testimonianza ha dato nuovo impeto alla campagna per l’impeachment del Presidente. Giovedì alla Camera si voterà per chiedere alla Commissione di condurre interrogazioni pubbliche e permettere sconti di pena a coloro che si faranno avanti per testimoniare. Ciò permetterà però ai legali di Trump di entrare più nel vivo dell’inchiesta, mentre si fanno sempre più scure le nubi dell’orizzonte Repubblicano.

Redazione
Orizzonti Politici è un think tank di studenti e giovani professionisti che condividono la passione per la politica e l’economia. Il nostro desiderio è quello di trasmettere le conoscenze apprese sui banchi universitari e in ambito professionale, per contribuire al processo di costruzione dell’opinione pubblica e di policy-making nel nostro Paese.

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