Russia-Ucraina: raggiunto l’accordo di cessate il fuocoTempo di lettura stimato: 2 min.

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Una foto del sunmit in Normandia
Da sinistra: Zelenski, Macron, Putin e Merkel seduti al tavolo dell'Eliseo (fonte: L-R-EPA)

Seduto al tavolo degli adulti, per Vladimir Zelenski non devono essere state ore facili quelle insieme ai colleghi europei. Eppure sembra che il nuovo presidente sia riuscito a portare a casa qualche risultato. Tra Russia e Ucraina, finalmente, qualcosa si muove. Sempre al centro dell’attenzione, anche a causa della celebre chiamata con Donald Trump, il Presidente Ucraino sta diventando una figura sempre più centrale nello scacchiere europeo.

L’importanza del summit

Dopo 5 anni di conflitto e quasi 13.000 morti, il presidente Ucraino ha incentrato la sua stravagante campagna elettorale proprio sul risolvere il conflitto nella regione del Dombass, nell’est del Paese. Le sue aperture verso Mosca sono state costose: Zelenski ha infatti accettato di lasciar organizzare elezioni locali in Dombass e di ritirare truppe da zone di confine. La scorsa settimana le due forze sono anche riuscite ad effettuare il primo, simbolico, scambio di prigionieri. L’evento è stato trasmesso dalla televisione nazionale ed ha innalzato molto l’indice di gradimento del Presidente.

Le conclusioni raggiunte

L’incontro, presieduto anche da Angela Merkel e Emmanuel Macron, è durato qualche ora secondo i presenti. I toni sono stati cordiali ma decisi, e Zelenski non ha affatto sfigurato nonostante l’abissale differenza di esperienza tra lui e i colleghi. All’uscita, si è definito soddisfatto dei progressi tra Russia e Ucraina, ma solo a metà: “avremmo potuto ottenere di più”, ha commentato. Le parti hanno anche prodotto un breve memorandum, garantendo numerosi altri scambi di prigionieri e ritiri di truppe.

Quello che sembra però essere il passo più importante è la promessa di raggiungere un cessate il fuoco entro la fine del 2019. Russia e Ucraina si impegnano infatti a terminare le ostilità nel prossimo futuro e a procedere verso una soluzione pacifica del conflitto che ormai da anni devasta la zona. Nei circuiti occidentali, però, comincia a circolare la paura che Zelenski abbia dato al governo di Kiev un’impronta troppo permissiva nei confronti dell’espansionismo Russo. L’Ucraina non è membro NATO, ma funge in pratica da “membro ufficioso”, ed è a tutti gli effetti la barriera che impedisce alle lunghe braccia del Cremlino di creare un forte blocco orientale fuori dall’Unione Europea e di espandere la sua influenza nei Balcani.

Tutto il continente attende con ansia la conclusione del conflitto e della crisi umanitaria in Ucraina, ma politiche eccessivamente permissive da parte di Kiev potrebbero rilanciare la creazione di un “Nuovo Patto di Varsavia” guidato da Mosca. Questa eventualità è vista con orrore nei piani alti dell’Unione Europea, che infatti stanno monitorando con estrema attenzione tutte le mosse del neo-presidente. La presenza di Macron e Merkel in Normandia conferma quanto gli interessi occidentali siano in gioco in questa situazione.

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