fbpx

IMPARZIALI, COSTRUTTIVI, ACCESSIBILI

Home Analisi Italia Riconfermato l'accordo Italia-Libia

Riconfermato l’accordo Italia-Libia

Tempo di lettura stimato: 2 min.

-

Nonostante l’appello firmato da più di venti parlamentari ed eurodeputati, il governo ha annunciato il rinnovo dell’accordo stipulato tra Italia e Libia sull’immigrazione.

In occasione della scadenza del memorandum firmato nel febbraio 2017 dall’allora premier Paolo Gentiloni e dal presidente libico Fayez Mustafa Serraj, ventisei tra parlamentari ed eurodeputati, guidati da Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana, hanno presentato un appello contro il rinnovo dell’accordo. Il gruppo, composto da esponenti di Sinistra Italiana, Pd, Italia viva, Radicali e M5s, ha chiesto di sospendere “con effetto immediato gli accordi sul supporto ed il coordinamento della Guardia Costiera libica e dei centri di detenzione per migranti”. Nonostante ciò, il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha annunciato che il 2 novembre il memorandum sarà prorogato, con la promessa però di apportare alcune modifiche al fine di migliorare le condizioni dei migranti.

L’accordo visto da vicino

L’accordo tra lo Stato della Libia e la Repubblica Italiana risale al 2 febbraio 2017 e ha l’obiettivo di ridurre il traffico illegale di migranti via mare e assicurare “la pace, la sicurezza e la stabilità nei due paesi”.

Il documento prevedeva, da parte del nostro Paese, il finanziamento dei centri di accoglienza libici, la formazione del loro personale e assistenza sanitaria ai migranti illegali in loco. In cambio, la Libia in questi tre anni si è impegnata a bloccare i flussi clandestini verso le coste italiane.

L’apertura dei cosiddetti centri di accoglienza ha in realtà permesso alle autorità libiche di rinchiudere i migranti in luoghi controllati da personale armato. Secondo una stima del Corriere della Sera, solo nei 19 centri ufficiali si troverebbero tra i tremila e i seimila detenuti.

La risposta delle ONG

L’accordo tra Italia e Libia ha ricevuto critiche da parte di numerose ONG, che, sulla base di molteplici testimonianze, hanno denunciato la violazione dei diritti umani nei centri di accoglienza, riferendosi in particolare all’articolo 2 (diritto di vita) e articolo 3 (divieto di tortura e trattamenti inumani) della Convenzione Europea per i diritti dell’uomo.

Il rapporto condotto da Oxfam e Borderline Sicilia ha rilevato che il memorandum “non ha inciso sulla pericolosità della rotta, se non negativamente, facendo balzare il tasso di mortalità al 3,4%” nel 2018 (+1,3% rispetto al 2017). Ha inoltre peggiorato il fenomeno dei trafficanti di esseri umani che hanno nel frattempo investito i proventi derivanti dal traffico, gestiscono centri di detenzione ufficiali o ricoprono ruoli nelle istituzioni.

Le proposte del governo

Le modifiche all’accordo con la Libia non sono ancora state comunicate, ma secondo fonti vicine al governo riguardano soprattutto la gestione e il tentativo di svuotamento dei centri di detenzione. Un articolo di Repubblica sostiene inoltre che Di Maio abbia accettato la proposta di Zingaretti di introdurre degli “hotspot” in Libia per “registrare sul posto i richiedenti asilo e ridistribuirli con i corridoi umanitari”.

Per la versione ufficiale, deliberata dal governo, bisognerà aspettare l’informativa del ministro degli Interni Luciana Lamorgese, che si terrà alla Camera il 6 novembre.

 

 

Redazione
Orizzonti Politici è un think tank di studenti e giovani professionisti che condividono la passione per la politica e l’economia. Il nostro desiderio è quello di trasmettere le conoscenze apprese sui banchi universitari e in ambito professionale, per contribuire al processo di costruzione dell’opinione pubblica e di policy-making nel nostro Paese.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

2,768FansMi piace
3,391FollowerSegui
1,382FollowerSegui
332FollowerSegui