Missioni internazionali dei militari italianiTempo di lettura stimato: 2 min.

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Domenica 10 novembre cinque militari italiani sono stati feriti da un ordigno esplosivo in Iraq. L’Isis ha rivendicato l’attacco mediante i suoi canali social. L’Italia attualmente è impegnata in 35 missioni internazionali in 22 Paesi ed impiega quasi 6000 soldati in tutto il Mondo. Negli ultimi tempi è cresciuto il ruolo delle unità speciali. Andiamo a vedere quali sono le principali missioni in cui operano i nostri militari.

IRAQ  

In Iraq i militari italiani sono impegnati nella missione “Prima Parthica / Inherent Resolve”. Si tratta di una coalizione multinazionale contro lo Stato Islamico in Siria e in Iraq. Il contributo italiano è di 868 membri delle Forze Armate. Si tratta della seconda presenza per numero effettivo di italiani nelle missioni all’estero. Svolgono compiti di addestramento e di supporto ai soldati Iracheni ed ai Peshmerga Curdi in funzione anti-Isis. In gergo si chiama mantoring and training. Il recente attacco ha colpito alcuni militari appartenenti alle forze speciali. L’esplosione di un ordigno rudimentale è avvenuta a Kirkuk, una delle aree più tormentate di tutto il Paese. È una zona contesa fra il governo iracheno e le autorità regionali curde. La gestione della sicurezza nell’area è inefficace ed è un rifugio ideale per i gruppi armati rimanenti di Daesh.

LIBANO

In Libano l’Italia è presente in due missioni. Sono impiegati in totale 1134 militari ed è la prima presenza per numero effettivo di italiani all’estero. La missione UNIFIL impegna l’Italia dal 2006. I nostri militari si occupano del supporto alla popolazione locale, assistono le operazioni delle Forze Armate libanesi e svolgono un’attività di pattugliamento nelle zone più sensibili. La missione MIBIL mira a catalizzare un robusto impegno della Comunità Internazionale a sostegno del Libano. l’Italia ha avviato delle attività bilaterali per la formazione del personale militare libanese.

AFGHANISTAN

In Afghanistan l’Italia impiega 813 uomini nella missione Resolute Support, finalizzata all’addestramento ed all’assistenza in favore delle Forze Armate e delle Istituzioni afgane. L’obiettivo è quello di migliorarne la funzionalità e la capacità di auto-sostenimento. È la terza presenza all’estero per numero di militari italiani. Allo stato attuale l’operazione non ha un termine di scadenza. L’anno scorso il Governo giallo-verde ha valutato la possibilità del ritiro da quest’area. L’obiettivo del precedente Governo era quello di  ridurre o chiudere le missioni considerate di minore interesse strategico, così da impiegare i militari su aree la cui stabilizzazione è per l’Italia prioritaria: dalla Libia ai paesi dal Sahel. I militari italiani oggi sono ancora presenti sul campo.

EUROPA E NORD AFRICA

L’Italia è presente in Kosovo dal 1999 con l’operazione KFOR. Attualmente sono impiegati 546 militari. Si occupano del mantenimento della libertà di movimento, dell’assistenza alle istituzioni locali e della cooperazione internazionale. Più di 550 militari sono impiegati nell’operazione Mare Sicuro nel Mediterraneo Centrale. Altri militari sono impiegati in Lettonia e nell’operazione europea a guida italiana Sophia. Circa 300 soldati operano in Libia nell’ambito della missione di assistenza e supporto MIASIT.

Abbiamo parlato solamente delle operazioni principali per numero di militari impiegati. L’Italia opera anche in altri contesti. È importante sottolineare che si tratta sempre di missioni di peace keeping e non di combattimento effettivo, in quanto la Costituzione afferma che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa.

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