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L’alleanza tra i Curdi e la Siria

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Le notizie che trapelavano sono state confermate dai media di Damasco: le forze del governo siriano si stanno muovendo verso il nord del paese per contrastare l’offensiva dell’esercito Turco. E’ la nascita di una storica alleanza tra i Curdi e la Siria, uno dei rivali di sempre per “il popolo senza uno Stato”.

Il vuoto di potere

Dopo il ritiro delle truppe americane, le forze curde sono state lasciate sole a fronteggiare l’irresistibile avanzata dell’esercito Turco, che in pochi giorni di scontri ha già conquistato diversi punti cardine della zona. L’obbiettivo del governo è quello di creare una “zona al sicuro dalle operazioni dei terroristi curdi”, che si estenda per trenta chilometri all’interno della Siria del nord. Oltre alla disapprovazione (fin qui solo verbale) delle grandi democrazie occidentali e degli alleati della Siria, il mondo teme anche una risorgenza dello Stato Islamico, che potrebbe approfittare del caos per riorganizzarsi. Dall’inizio dell’offensiva turca, riportano fonti nella zona, sono già circa 800 gli ex soldati del califfato che sono tornati in libertà.

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L’improbabile alleanza tra i Curdi e la Siria

Trovatisi soli, con altri mille effettivi americani pronti a lasciare la zona vista la pericolosità della situazione, ai Curdi è rimasta una sola alternativa. L’alleanza con Damasco e lo storico rivale Assad potrebbe rappresentare una svolta nello scenario mediorientale. In particolare, sembra impossibile pensare che non ci saranno ripercussioni nella regione del Rojava, ufficialmente territorio siriano, ma occupato e governato da anni da un esecutivo curdo indipendente. Mentre molti vedevano ora nel Rojava l’embrione del Kurdistan, resta ora da vedere che accordo hanno effettivamente stretto le due parti.

Qui, pro quo?

La grande incognita della nuova alleanza tra i Curdi e la Siria rimane la natura dell’accordo. Analizzando la situazione, infatti, appare come entrambe le parti abbiano un grande bisogno dell’altro. I curdi necessitano di aiuto militare, e nessuno è in grado di darglielo tranne il governo di Damasco. Al contempo, Assad intende ristabilire il controllo sui suoi confini, respingere l’avanzata turca e riguadagnare credibilità internazionale. Tutto ciò sarebbe impossibile per lui senza aver ottenuto il benestare delle forze curde.  Mentre i dettagli dell’accordo rimangono sconosciuti, tra i due schieramenti volano già parole dure, dettate da anni di scontri. Il capo delle forze curde Mazloum Abdi ha infatti confessato alla BBC come “ci saranno dolorosi compromessi” e “non ci fidiamo affatto delle loro promesse”.

 

 

Redazione
Orizzonti Politici è un think tank di studenti e giovani professionisti che condividono la passione per la politica e l’economia. Il nostro desiderio è quello di trasmettere le conoscenze apprese sui banchi universitari e in ambito professionale, per contribuire al processo di costruzione dell’opinione pubblica e di policy-making nel nostro Paese.

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