fbpx

IMPARZIALI, COSTRUTTIVI, ACCESSIBILI

Home Analisi Italia La stucchevole kermesse sulle Foibe

La stucchevole kermesse sulle Foibe

Tempo di lettura stimato: 2 min.

-

Il massacro delle foibe è e rimane una delle vicende italiane più strumentalizzate di sempre, una stucchevole kermesse che ogni anno affligge il dibattito politico.

Il 30 marzo 2004 il parlamento italiano istituiva, nel 10 Febbraio, il “giorno del ricordo” in memoria delle vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Non una data a caso, ovviamente, quella del 10 febbraio, la stessa della firma del Trattato di Parigi che nel 1947 ristabiliva la pace dopo il secondo conflitto mondiale. Una data, che come il senatore Servello, ex-militante del Msi, illustrava durante un’orazione parlamentare, ricordava il trattato “che impose all’Italia la mutilazione delle terre adriatiche”. Una data, insomma, che ha poco a che fare con il massacro delle foibe e che simboleggia inequivocabilmente la terribile lotta ideologica a riguardo di questo fenomeno storico.

I massacri delle foibe sono sempre stati soggetti a innumerevoli ingiustizie di carattere storiografico. Condannate all’oblio nel secondo dopoguerra in seguito alla convergenza di diversi interessi di natura politica, come la rottura tra Tito e Stalin, che presagiva un possibile avvicinamento del mondo occidentale nei confronti del socialismo jugoslavo, o la natura scomoda e contraddittoria di questi massacri per il PCI. Tesi militanti, quelle che poi hanno negli anni cercato di dare un’interpretazione ideologica a un fenomeno complesso, come sempre accade per la storia. Da un lato il negazionismo prima e il riduzionismo poi, segni di una sinistra incapace di prescindere dai suoi vizi di stampo ideologico. Dall’altro la storiografia del “genocidio di stato”, perpetuata da una certa destra, alla ricerca di elementi storici capaci di stravolgere la superiorità morale tanto acclamata dai suoi avversari.

Una kermesse stucchevole, quella sulle foibe, che si ripete ogni 10 febbraio, puntuale, come sempre. Anche quest’anno. Questa mattina i delegati del PD hanno abbandonato la cerimonia di Basovizza dopo che Maurizio Gasparri (FI) ha preso la parola intervenendo in rappresentanza del Senato. Come al solito la strumentalizzazione la fa da padrona: c’è chi è consapevole della scarsa carica politica di questo tema per il proprio elettorato e chi sa invece della potenza propagandistica delle foibe, e non desiste dal caricare la mano. Proprio oggi, il Presidente del Senato Anna Maria Casellati (FI) è tornata a parlare di genocidio.

Una storiografia militante, quella sulle foibe, che da sempre impedisce una visione chiara e priva di pregiudizi di natura ideologica sulle vicende che afflissero l’Istria e la Dalmazia negli atti conclusivi del secondo conflitto mondiale. Una morale, quella delle foibe, che dovrebbe insegnarci la pericolosità che alcuni costrutti sociali, come quelli di popolo e nazione, possono talvolta assumere, più che la natura efferata della fazione politica avversaria (o nemica, come a volte sarebbe più corretto definire). Le foibe non cessano, quindi, a dividere e polarizzare l’opinione pubblica e il dibattito politico. Come di prassi per il Belpaese, l’interpretazione e la costruzione artificiale di una certa narrativa continuano a prevalere sul fatto in sé. Oggi Mattarella ha definito quella delle foibe “una sciagura nazionale”. Verrebbe da aggiungere: una delle tante in questi tempi.

Antonio Maria De Rosa
A Napoli mi dicono "sei romagnolo", in Romagna mi dicono "sei napoletano"; insomma, penso di essere cosi noioso che nessuno mi vuole. Autoritario nei modi, libertario nei pensieri. Ho tre passioni: calcio, cucina e Orizzonti Politici. Attualmente studio in Bocconi.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

2,768FansMi piace
3,340FollowerSegui
1,382FollowerSegui
332FollowerSegui