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Il pasticciaccio brutto della lettera di risposta alla commissione UE

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Due giorni fa la Commissione Europea mandava all’Italia una lettera di preoccupazioni riguardo ai nostri conti pubblici. Venivano infatti chiesti chiarimenti su dove si sarebbero recuperati I fondi necessari a quota 100, flat tax, reddito di cittadinanza e tutte quelle altre politiche spericolate che l’attuale governo ha promesso e in parte messo in atto. La risposta, c’era scritto, doveva pervenire entro la serata di ieri.

E infatti ieri pomeriggio, tra gli addetti ai lavori, è circolata quella che sembrava essere la risposta del ministro Tria ai dubbi del commissario Moscovici. Nella bozza di lettera (apparsa con intestazione e bollo del Ministero dell’economia) si annunciava con precisione una revisione di spesa, e nello specifico un taglio al welfare nel triennio 2020-2022: il classico rimedio di tutti i governi alle richieste di Bruxelles, non esattamente una politica “del cambiamento. Il ministero però, con una nota, aveva smentito categoricamente che quello comparso fosse il testo vero e definitivo della lettera, rimandando la questione a tempi non meglio definiti (tempi che poi si sono rivelati poche ore).

L’ipotesi più probabile è che gli alleati di governo abbiano costretto Tria a fare marcia indietro dai suoi propositi. Infatti, i primi provvedimenti ad essere colpiti da una riduzione della spesa pubblica sarebbero stati proprio flat tax e reddito di cittadinanza, progetti che Lega e Cinque Stelle hanno reso le loro bandiere nella campagna per salire al governo. Questo sarebbe testimoniato anche da un post pubblicato da Luigi di Maio ieri sera, in cui il vicepremier sostiene che sia “inaccettabile un ritorno al governo Monti”, visto che questo governo ha fatto sua lotta all’austerità europea. Sempre nello stesso post di Maio proponeva (annunciava?) un vertice con Salvini, Conte e Tria, “così sistemiamo questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!” Il vertice c’è poi stato, con presenti entrambi i leader, si dice molto arrabbiati. Ma sta di fatto che la lettera è stata mandata, con una sola, fondamentale modifica: sono scomparsi gli accenni alla flat tax e alle riduzioni di spesa per il welfare, mentre si legge un più generale “programma di revisione della spesa corrente comprimibile”. Insomma, diciamo che la confusione che regna nel governo (il post di Di Maio e la reazione sorpresa di Salvini denotano una totale mancanza di comunicazione) non è la risposta rassicurante alle sue preoccupazioni che l’Europa si aspettava.

Redazione
Orizzonti Politici è un think tank di studenti e giovani professionisti che condividono la passione per la politica e l’economia. Il nostro desiderio è quello di trasmettere le conoscenze apprese sui banchi universitari e in ambito professionale, per contribuire al processo di costruzione dell’opinione pubblica e di policy-making nel nostro Paese.

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