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Attentato in Somalia: la situazione

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Un’autobomba è esplosa sabato mattina a Mogadiscio, capitale della Somalia. Sono morte almeno 90 persone. Si pensa possa essere opera del gruppo terroristico al Shaabab.

L’ATTENTATO

Il sabato è un giorno lavorativo nel Paese musulmano e l’attentato è avvenuto nell’ora di punta, in una zona particolarmente trafficata della città, data la presenza di un ufficio dell’agenzia delle entrate e di un posto di blocco militare. Tra le vittime, molti studenti universitari e alcuni poliziotti. Il Ministro degli Esteri ha parlato anche di due cittadini turchi.

È l’attentato più grave degli ultimi due anni, in una città che da lungo tempo si trova a fronteggiare numerosi attacchi terroristici. Nonostante essi siano frequenti, normalmente il numero delle vittime è inferiore. Il gruppo al Shaabab non ha sempre rivendicato la propria responsabilità per gli attacchi, che hanno avuto un grande impatto sull’opinione pubblica.

Quello di sabato è il ventesimo attentato compiuto con un’autobomba nel Paese nel 2019. Secondo Hiraal Institute, un centro di ricerca somalo, quest’anno i morti causati dalle autobombe sono aumentati rispetto al 2018.

AL SHAABAB

Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attacco, ma il sindaco di Mogadiscio ha incolpato il gruppo radicale islamista al Shaabab, alleato di al Qaida. Si tratta dell’ala giovane e più estrema del gruppo che nel 2006 controllava Mogadiscio, prima di essere deposto dalle forze etiopi. Nonostante abbia perso il controllo della maggior parte delle città, domina ancora in molte zone rurali.

I numerosi attentati terroristici che da anni colpiscono la città sono per lo più compiuti da questo gruppo. L’obiettivo è di indebolire il governo, che è appoggiato dalle Nazioni Unite e dalle truppe dell’Unione Africana.

L’attentato di sabato è il più grave degli ultimi due anni. La strage più mortale compiuta da al Shaabab è avvenuta nell’ottobre 2017. Un’autobomba è esplosa vicino a una cisterna piena di carburante, causando circa 600 vittime.

UN PAESE INSTABILE

La Somalia non ha un governo nazionale effettivo da più di 20 anni, durante i quali molte aree del Paese sono diventate zone di guerra permanenti. Si può parlare di una vera e propria guerra civile tra il governo federale di transizione e al Shaabab.

Al Shaabab ha ottenuto consenso, promettendo sicurezza, fino al 2011, quando ha rifiutato degli aiuti occidentali per far fronte alla siccità e alla carestia.

Da quando gran parte delle città è tornata sotto il controllo di un governo, si è diffuso un po’ di ottimismo tra la popolazione. Molti servizi primari, come l’illuminazione stradale e la raccolta dei rifiuti, sono di nuovo disponibili.

Tuttavia, la Somalia è ancora troppo pericolosa e troppo divisa per poter avere delle elezioni democratiche, le ultime sono state nel 1969.

Redazione
Orizzonti Politici è un think tank di studenti e giovani professionisti che condividono la passione per la politica e l’economia. Il nostro desiderio è quello di trasmettere le conoscenze apprese sui banchi universitari e in ambito professionale, per contribuire al processo di costruzione dell’opinione pubblica e di policy-making nel nostro Paese.

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